Che la partita a carte abbia inizio. È tutto pronto. Intrepidi giocatori, il torneo avrà luogo in Via De’ Griffoni. Più precisamente, all’Osteria dei Grifoni. Nulla di più semplice. Cosa portare con voi, per affrontare al meglio il torneo? Voglia di mettervi in gioco, desiderio di sperimentare sapori autentici e sorseggiare vino di carattere, disponibilità a fare le ore piccole.

Non serve altro. Non dovrete preoccuparvi di nulla. Penserà a tutto il proprietario dell’osteria. Sarà lui a mescolare le carte e a distribuirvi nel modo più opportuno, usando grazia e senza sbagliare una mossa.

Un momento. Come può uno sconosciuto, per quanto simpatico, arguto e dal sorriso irresistibilmente contagioso, essere in grado di entrare all’istante in sintonia con i propri ospiti, riuscendo a metterli a proprio agio e, soprattutto, proponendo loro ciò che desiderano maggiormente?

È un mistero. Eppure, il proprietario dell’Osteria dei Grifoni riesce nell’impresa. Quando entrerete, vi guiderà verso il vostro tavolo, vi lascerà il tempo di sedervi, di guardarvi attorno, di prendere confidenza con il locale e con le sue innumerevoli, meravigliose stranezze. Poi, non appena lo riterrà opportuno, si avvicinerà, si siederà con voi, come se vi conoscesse già da tempo e, guardandovi da dietro un paio di simpatici occhiali tondi, illustrerà il menu, scoprendo, con precisione, una carta dopo l’altra. Ascoltate le sue parole, valutatele attentamente. Sentirete citare un numero ristretto di piatti. Pochi, ma preparati con passione, non dubitatene. Per aprire le danze, il proprietario vi tenterà citandovi i propri crostini con salsiccia e con scamorza e pancetta. Per continuare, proporrà i primi piatti. Vi verrà l’acquolina in bocca al suono di tagliatelle con pesto di noci, di una ricca carbonara, di un’intensa bottarga. I secondi, inutile dirlo, risulteranno altrettanto appetitosi e in grado di stuzzicare la vostra curiosità, soprattutto nel caso in cui siate amanti della carne. E i tomini? Ci sono anche loro. In fondo, è giusto dare spazio a tutti.

Una volta scelte le pietanze, vi verrà chiesto di concentrarvi sul vino. Giallo paglierino o rosso rubino intenso? Bottiglia, da giocatori intrepidi, o solo un calice, da combattenti più morigerati? Pensateci bene, è una scelta importante.

Stabilite le regole del gioco, potrete rilassarvi e, in attesa che arrivino le portate, avrete tutto il tempo di conversare con i vostri compagni di squadra e di studiare i giocatori dei tavoli vicino al vostro. Chi potreste scorgere? Una comitiva di intellettuali, immersa in discorsi filosofici, tanto profondi quanto ostici, alle nove di sera; una coppia di fidanzati, impegnati a conversare sottovoce, per far sentire il meno possibile le proprie dolci effusioni, pronunciate tra un boccone e l’altro; due sorelle, sedute una accanto all’altra, che si sorridono complici, mentre si aggiornano sulle proprie strane, meravigliose vite; una tavolata di amici, impegnata a mettersi d’accordo sulla disposizione dei posti e sulla scelta del vino. Il cibo, si sa, non è mai stato un problema, per quanto possa essere ampia una Tavola Rotonda. Ognuno, infatti, è sempre libero di decidere in autonomia la portata che preferisce. Diversa è la scelta del vino da condividere.

In un modo o nell’altro, si troverà un accordo. Tutto si sistemerà, in ogni tavolo, dal più grande al più piccolo, dal più romantico al più conviviale. A quel punto, la partita risulterà entusiasmante. Sarà un trionfo di gusti e di oggetti con cui farete conoscenza. A cominciare dal tagliere in legno su cui compariranno i crostini, passando attraverso la terrina in cui vi verrà servito il primo, fino ad arrivare al bicchiere di limoncello con cui concluderete la serata, se ne avrete voglia.

Nel frattempo, i vostri occhi rimarranno affascinati dall’arredamento del locale, dai libri aperti sulle pareti, dalle conchiglie incorniciate nei quadri, da curiosi utensili del passato, disposti in accoglienti bacheche. Soprattutto, senza alcun dubbio, incrocerete lo sguardo delle persone con cui avrete scelto di condividere l’esperienza. Vi scoprirete soddisfatti e desiderosi, a fine serata, di giocare il prima possibile una nuova partita. Nel medesimo locale, con le stesse, ammiccanti, carte da gioco.

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