Voices Of Transition è un documentario del 2012 diretto dal regista e produttore Nils Aguilar. Il 24 settembre, presso il Cinema Teatro Galliera, ho avuto il piacere di sperimentare una nuova condizione da spettatore. Nils, prima della proiezione, ha avvertito il suo pubblico, spiegando che non era una pellicola da popcorn e smancerie, ma bensì una vera e propria campagna di informazione sul tema della produzione agricola, minacciata dalla scarsità di risorse e dall’energia, quindi ogni individuo era tenuto a commentare insieme al vicino ciò che avrebbe visto tra poco. Ci è stato chiesto, a tal proposito, di alzarci e di sederci accanto ad una persona sconosciuta, perché la conversazione fosse più stimolante. Un esperimento inaspettato ed interessante che mi ha permesso di conoscere nuove persone e di informarmi in modo corretto sulla transizione e su ciò che stavo per vedere.

Voices Of Transition, come ho già detto, è un documentario della durata di 65 minuti, prodotto sia in Francia che in Germania. Il tema centrale è la produzione agricola e gli argomenti a favore sono nuovi metodi di produzione che necessitino meno delle risorse terrestri, in esaurimento e fortemente inquinanti.

In Francia alcuni coltivatori danno l’esempio di un’agricoltura biologica, ritenuta più sana e svincolata, in un certo qual modo, dall’agricoltura industrializzata, ossia quella che costringe il contadino a comprare pesticidi e concimi dalle grandi aziende. Le grandi aziende che, inquinando, prosciugano le risorse della nostra Terra, estenuando le forze dei terreni e diminuendo, appunto, la produzione. Per illustrare questi scenari alternativi, il regista ha condotto diverse spedizioni in giro per il mondo, intervistando gli esperti del settore. Martin Crawford, esperto di agroforestazione, ci conduce all’interno del suo grande giardino, spiegandoci come l’assortimento di piante differenti crea un legame simbiotico tra esse che, comunicando, sono in grado di provvedere al fabbisogno nutritivo l’un l’altra. Ovviamente il risultato della Permacultura, appunto questo nuovo metodo di coltivazione che, “sulla base di principi e strategie ecologiche, permette di progettare insediamenti agricoli simili agli ecosistemi naturali, e quindi in grado di mantenersi autonomamente e di rinnovarsi con un basso impiego di energia”, è un’elevata produzione a costi decisamente più bassi.

In Inghilterra, invece, alcune cittadine hanno dato vita al movimento “Transition Town” che favorisce l’urbanizzazione dell’agricoltura e incrementa la produzione su piccola scala, allontanando così le grandi industrie dallo scenario. Vi sono, ad esempio, terreni condivisi dall’intera comunità in cui ogni cittadino ricopre la figura sia del produttore che del consumatore. Il co-fondatore dell’iniziativa è Rob Hopkins, il quale sostiene che questo movimento sia non solo un modo per imparare a godersi di nuovo la vita in modo sano, ma anche un escamotage per prepararsi allo scoppio di un’eventuale crisi economica e, di conseguenza, alimentare.

La popolazione cubana, sulla scia delle città in transizione, ha svincolato in modo esemplare la produzione alimentare dall’agricoltura industrializzata, incentivando e proponendo nuovi metodi di coltivazione. Alcuni produttori, nelle loro terre, non utilizzano più concimi e pesticidi “artificiali”, bensì utilizzano degli espedienti naturali per combattere le malattie delle piante. Cuba, al momento, è l’unico paese ritenuto vicino alla produzione alimentare sostenibile poiché, secondo uno studio del WWF, rispetta i criteri minimi della sostenibilità. Grazie agli aiuti economici del governo, il paese detiene la sovranità alimentare ed è quasi totalmente indipendente dal mercato mondiale alimentare e petrolifero.

In campo nazionale, anche in una regione come l’Emilia Romagna ci sono alcune città che hanno aderito al progetto “città in transizione”. Alla fine della proiezione alcuni esperti del settore hanno illustrato le loro aspettative e i loro progressi riguardo appunto questi nuovi metodi di produzione e, attraverso del materiale informativo, hanno lasciato tutti i contatti disponibili per poter partecipare al progetto. Qualora foste interessati ad aderire, vi allego qui di seguito un paio di link che possono aiutarvi.

http://voicesoftransition.org/

http://transitionitalia.it/

Si ringrazia per la proiezione il Cinema Teatro Galliera.

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