Zerocalcare a Bologna, dagli “Accolli” a Kobane

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Giovedì 22 ottobre 2015, Bologna

Michele Rech, alias Zerocalcare
Michele Rech, alias Zerocalcare

Zerocalcare, arriva a Bologna e la Libreria Coop Ambasciatori viene presa d’assalto da più di cento persone che la riempiono in ogni suo anfratto.

Il noto fumettista ha presentato per l’occasione il suo nuovo libro: “L’Elenco Telefonico degli Accolli”. Chi era presente, vi potrà riferire di una platea che ha seguito gli aneddoti e le storie di vita che hanno fatto di Zerocalcare quel che è oggi. Non c’è stato spazio per dibattimenti, non s’è presentata la necessità. Il pubblico, ritrovatosi a sostare in piedi sulle scale di tutti e tre i piani della libreria, si è comportato come un solo individuo, con il quale l’autore ha potuto parlare liberamente, come sempre, di chi sia in realtà Zerocalcare.

zerocalcare

Le domande rivoltegli hanno spaziato dalla sfera personale a quella professionale, genuinamente mescolate nella persona di Michele Rech, il quale ha restituito risposte chiare e puntuali relative all’importanza di scoprire se stessi attraverso la conoscenza di ciò che accade. È un autore consapevole delle proprie parole, abituato a trattare le proprie questioni interiori. L’Elenco Telefonico (pubblicato da Bao Publishing), può essere considerata l’opera “matura”, quella che rappresenta la consapevolezza di ciò che “tocca fare”.

Qui di seguito trovate un link per sfogliare le prime undici pagine della sua opera:

 http://issuu.com/baopublishing/docs/preview_elenco_telefonico_accolli

Poi, con la stessa semplicità con la quale si è entrati nel tema principale dell’incontro, ne siamo usciti, virando verso i suoi ultimi interventi su Internazionale.

Tutti, a un certo punto, si sono scoperti ad aspettare al varco il giovane fumettista. Alla domanda «Qual è stato il tuo momento più bello, e quale il più brutto, della tua esperienza a Kobane?», anche il chiacchiericcio più sommesso si è spento. Zerocalcare cerca nella propria memoria un aneddoto che si vada ad aggiungere agli altri, magari uno alla pari di quelli che tanto hanno fatto ridere il gran numero di presenti ma, anche nello sforzarsi, non lesina sulle proprie perplessità.

«Non posso parlare di momento più bello, o di momento più brutto».

Ricorda di come il suo viaggio sia nato dal bisogno di sapere e, più ancora, di comprendere, di toccare con mano. Poi, come resosi conto dell’importanza evocativa di una testimonianza, e della “fame” del pubblico, parla del momento più brutto: «Il momento più brutto è stato arrivare a Kobane liberata. Ci aspettavamo gente in festa. Invece col cazzo. Kobane rasa al suolo. L’odore della morte, perché i corpi stavano ancora sotto le macerie e non c’era modo di spostarle. Insicurezza totale. Nessun aiuto. Niente soldi per ricostruire»

Nel silenzio generale, come smosso da un bisogno che chiamerò “non-è-solo-una-storia-triste”, racconta di quello che ha deciso essere il momento più bello da ricordare.

«Il momento più bello è stato l’incontro coi guerriglieri, in montagna. Lì non è che prendi e vai a conoscerli. Ci hanno tenuti per una giornata in una casa di accoglienza, e lì hanno deciso se farci proseguire o no. Quando poi li abbiamo conosciuti, ci siamo trovati a bere il tè in mezzo a Curdi, ma non solo. C’è gente che aveva cominciato a combattere per una causa e poi si è ritrovata lì. Insomma, una realtà molto complessa».

Zerocalcare, Michele, parla con onestà. Molta onestà. E non sorprende che ammetta (probabilmente cercando una benevolenza di cui non ha reale bisogno) la propria ignoranza e la necessità di avere qualcuno accanto che «gli spieghi le cose che vede».

Spunti interessanti per riflessioni che non dovrebbero mai mancare.

Nemmeno leggendo un fumetto.