Care Lettrici e Cari Lettori,

come potete vedere dalla foto, è il nostro tramonto. Forse avrete notato che da qualche tempo non pubblichiamo più con la stessa assiduità. Il motivo è presto detto: BBU chiude. Questo per due ragioni. La prima è che nonostante le spese siano basse, essendo volontari e non potendo contare su nessun introito, non abbiamo più un ghello. La seconda è che molti di noi sono laureati o si stanno per laureare, uscendo definitivamente, come è giusto che sia, dal mondo universitario. Per amore si dice che a volte bisogna lasciare andare, e crediamo che questo sia il momento. Non possiamo continuare un progetto che, come si dice qui, mandiamo avanti a "cuccia e spintoni" e non possiamo destinare a grandi risultati, un progetto per cui non siamo più in grado di fare il famoso "salto di qualità".

Detto questo, permetteteci di essere orgogliosi: non saremo diventati il NYT, ma nel nostro piccolo, pensiamo di aver fatto qualcosa: in cinque anni abbiamo scritto 613 articoli, formato più di 50 persone tra collaboratori e redattori da tutta Italia, intervistato scrittori, musicisti, studenti (italiani e stranieri), professori e librai, avviato una web radio (poi defunta), redatto un dizionario, collaborato con le realtà locali, dalle associazioni ai centri sociali, e coperto una miriade di eventi. Per quel che ne sappiamo, siamo stati il primo blog universitario italiano, e a quanto pare, anche l'ultimo.

Ma più di tutto, contano le persone con cui abbiamo condiviso questo progetto, fatto di amicizia, vino, pizze e incazzature, dai redattori (quasi tutti fuorisede) a chiunque abbia, per caso o voglia, incrociato la nostra strada. Per un po', abbiamo sentito di far parte di quell'organismo "confuso e vivente" che è Bologna, in cui tutti scrivono, tutti suonano, tutti sono poeti.

Grazie di tutto,
ci vediamo sotto i portici.