“Bologna è bagnata dal mare”: una mostra di fotografie “urbane” e “in dialetto” della giovane fotografa siciliana Federica Sessa.

Bologna è bagnata dal mare
Bologna è bagnata dal mare

Con la mostra fotografica “Bologna è bagnata dal mare”, un progetto della fotografa e studentessa Federica Sessa, TAZ inaugura alle 17 la sua stagione di eventi artistici itineranti, grazie al lavoro del proprio collettivo AD Arte a Domicilio.

Si tratta di un’installazione in cui l’anziana pittura varca i confini della giovane fotografia e viceversa, il tutto con estremo rispetto reciproco: entrambe le arti ne escono rinnovate ed arricchite. Se la pittura, come spiega Federica nell’intervista, è cambiata negli anni grazie all’apporto della fotografia, oggi entrambe vivono in lei in estrema simbiosi.

Nella sua breve biografia, racconta: “Così dipingo e fotografo per imparare a conoscermi e comprendermi, e continuo a dipingere e fotografare per imparare a comunicare con il mondo.”

Ho conosciuto questa giovane artista ed assieme a lei sono entrata nel vivo di questo progetto, a partire da un titolo tanto assurdo quanto rivelatore.

Bologna è bagnata dal mare 1
Bologna è bagnata dal mare
  • Ciao Federica. Il titolo “Bologna è bagnata dal mare” è un paradosso molto interessante. Perché lo hai scelto come titolo della tua mostra?

Ciao Eugenia! “Bologna è bagnata dal mare” è il riassunto visivo del mio andirivieni dalla mia terra madre, la Sicilia, a Bologna, la mia seconda casa. Il paradosso del titolo ricalca il paradosso inseguito visivamente nel mischiare e confondere due stili di fotografare: in lingua urbana e in dialetto. Spesso foto scattate a Bologna si scambiano visivamente con foto scattate in Sicilia. Mi piace fotografare per confondere lo sguardo e costringerlo a guardare qualcosa in maniera diversa e spaesante.

  • È nata prima l’idea del progetto fotografico o hai preso ispirazione  da uno scatto che avevi già fatto?

L’idea, in realtà, è nata circa due anni fa da un quadro che dipinsi “Bologna: città che sale” (che sarà presente alla mostra e il cui titolo è un omaggio alla pittura di Boccioni). Visivamente mi resi conto con quel quadro che dipingevo in maniera diversa dal solito, perché la fotografia aveva definitivamente influenzato il mio guardare il mondo, e di conseguenza anche la pittura. Dunque la mia ricerca pittorica, tecnica madre, si è fusa con la tecnica digitale della fotografia. Così come accade per le fotografie, che io definisco “in dialetto” e con le foto urbane.

  • Quanto tempo hai impiegato per realizzare tutto?

La raccolta delle foto è sparpagliata in due anni, ma buona parte della selezione è relativa a circa qualche mese fa, momento in cui si è concretizzata l’idea del progetto e la mia consapevolezza sulla ricerca artistica.

  • Quindi nei tuoi scatti c’è qualcosa che rimanda alla pittura. Si tratta di una necessità o di una scelta stilistica?

Come dicevo rispetto alla scoperta del nuovo strumento della fotografia, la pittura è chiaro che ne è rimasta folgorata ed ha subito molte modifiche. Per la fotografia accade proprio l’opposto poiché gli stimoli pittorici sono stati accumulati negli anni, anche per via dei miei studi universitari, dunque nel quotidiano. Difatti la fotografia dipende, in maniera opposta ed uguale, dalla pittura, ormai nel quotidiano in simbiosi.

  • Cosa ti aspetti dal pubblico che visionerà la tua installazione?

Spero che le mie fotografie possano essere apprezzate per qualcosa di delicato e silenzioso: la bellezza del banale. Spero che possano acuire la vista su dettagli che ci circondano e che sono lì ad aspettarci, e di cui spesso non ci rendiamo conto per quanto siano banalmente poetici a presentarsi quotidianamente e fedelmente davanti ai nostri occhi.

→ Per partecipare all’evento, che si svolge in una location privata, mandate una mail con nome e cognome all’indirizzo info@casataz.it entro le 14 di domani, per prenotare il vostro ingresso gratuito – con tessera associativa TAZ.

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