Ultima puntata della “Piccola guida ragionata allo slang bolognese”

Due umarells particolari in via Indipendenza. Foto: Pinterest

U (ul-us)

uccello (brutto) loc. persona da cui tenersi alla larga, poco raccomandabile, tipaccio; “giragli lontano che lui lì è un brutto uccello

ultima (di) loc. opposto di prima (di). Si usa per indicare una persona, un oggetto o una situazione con accezione negativa, per segnalare scarso valore, bassa qualità; “questa cotoletta è di ultima“. Usato anche il rafforzativo di ultimissima

umarell s.m. 1 creatura di Danilo Masotti: anziano con le mani giunte dietro la schiena che osserva un cantiere; “Hanno fatto i lavori in Irnerio ed era pieno di umarells2 ometto, omino “è un innocuo umarell” ♦ dal dialetto umarèl s.m. 2 (=)

usta s.f. abilità, talento, accortezza. In italiano è l’odore lasciato da un animale selvatico dove è passato da poco; “non possiamo continuare a fare le cose alla cazzo, ci vuole dell’usta” ♦ dal dialetto óssta s.f. (=)

V (va-vo)

va’ mo là inter. impr. guarda qui, ecco, ecco fatto; “noi italiani amichi, va’ mo là!” cit. Mingardi in A io vest un marzian. Vedi anche ve’ mo

va’ là inter. impr. ha molti usi pressoché intraducibili, il più usato è forse quello per esprimere incredulità; “va’ la, va’ la, non l’hai mica guzzata la Giulia”. Spesso è preceduto da ma/mo o raddoppiato. Notare la somiglianza di ma/mo va’ là con va’ mo là

valido agg. buono, di buona qualità, consistente; “valide ‘ste tagliatelle”

vallo /n/ agg., avv., pron., molto, in grande quantità; “ho mangiato un vallo di roba”. Vedi anche botto, fottio, fracco, sbrozzo

vecchia (alla) loc. alla vecchia maniera, senza fronzoli; “siam partiti con due zaini e una tenda, alla vecchia

ve’ mo inter. impr. sin. di va’ mo là

verra /n/ s.f. ragazza dall’abilità consumata nell’amplesso; “lei lì è una gran verra” ♦ dal dialetto vèra s.f. scrofa, troia

vez /n/ s.m. è il vecchio, l’amico, il compagno, il giovane règaz membro della ballotta. Evoluzione del più antico vec, come règaz lo è di rágaz; “bella vez, come stai?”

viaggio s.m. fantasticare su di un’ipotesi irrealizzabile; “vecchio ma che viaggio ti fai?”

volerne v. essere interessati (sessualmente) a qualcuno; “guarda che la Giulia ne vuole a pacchi”

Z (za-zo)

nella loc. in zà e in là in qua e in là, senza meta; “dai dove andiamo, non possiamo continuare a girare in zà e in là

zaccolone s.m. persona disordinata, inconcludente, trasandata; N.V.P.

zagnare v. annoiare, dare fastidio; N.V.P.

zagno s.m. freddo intenso; fuori c’è un gran zagno” ♦ forse dal dialetto żagnócc s.m. freddo, gelo

zanetta s.f. bastone da passeggio delle persone anziane; “dov’è la zanetta del nonno?” ♦ dal dialetto żanatta s.f, (=)

zanetti /a/ s.m. testicoli; N.V.P. ♦ dal dialetto żanàtt s.m. (=)

zavaglio s.m. oggetto di nessuna utilità o valore; “siamo pieni di zavagli, butta via qualcosa!” ♦ dal dialetto żavâi s.m. (=), persona di poco conto, rigattiere, robivecchi. Vedi anche bagaglio

zecca s.f. bugia; N.V.P.

zdaura s.f. tipica signora bolognese di una certa età, colei che tira la pasta al mattarello e “regge” la casa. Abbreviazione di arżdåura s.f. donna della casa, massaia, moglie dell’arżdåur, il capofamiglia; omettiamo l’esempio perché risulterebbe fuori contesto e artificioso. Chi desiderasse una spiegazione più articolata la trova qui.

zigano /n/ s.m. zingaro; “mi sembri uno zigano oh”. Velatamente dispregiativo

zigare v. piangere; “smettila di zigare o salti la cena” ♦ dal dialetto zighèr v. (=), cigolare, emettere lamentosi versi animali

zora s.f. vecchia signora dai facili costumi, dal fare a volte carnevalesco; N.V.P. Vedi  anche tora

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.