Quinta puntata della “Piccola guida ragionata allo slang bolognese” dedicata alla lettera “S”
S (schio-sgav)
schiodare v. 1 andarsene; “non ne posso più, schiodiamo?” 2 saldare il conto; N.V.P.
schizzato agg. impazzito, nervoso, fuori di testa; “Madonna stai calmo, sei completamente schizzato!”
scimitoni (fare gli) loc. v. si dice ai bambini, fare eccessive moine o smancerie, lamentarsi tirandola in lunga; “smettila di fare gli scimitoni, tanto non ti faccio uscire!” ♦ dal dialetto simitón s.m. pl. (=)
scopacione s.m. colpo molto forte che si riceve dietro la nuca a mano aperta. Usato dalle mamme; “se non la smetti di fare l’asino ti becchi due scopacioni!” ♦ dal dialetto scupazån s.m. (=)
scrauso agg. qualcosa di bassa qualità; “questo vino è scrausissimo”
scrigno agg. s.m. tirchio, avaro; “merda se sei scrigno“. Vedi anche ebreo, griccio, lima, piumone
scroto s.m. secondo Pellerano, termine con cui si indicava il portamonete; N.V.P. Vedi anche catuino
scuffia (prendere la) loc. v. innamorarsi, prendere una cotta; “hai preso una bella scuffia per Maria eh?”. Caduto in disuso. ♦ dal dialetto scóffia s.f. (=), varietà di trippa bovina
scurza s.f. scoreggia; N.V.P.. ♦ dal dialetto scurżèr v. scorreggiare. Vedi anche prana
sderenato /n/ agg. esausto, esaurito, fiacco, asciugato di ogni energia; “Joe Cassano qua…yeha…ti sderena” cit. Joe Cassano, Tropici
sdozzo agg. malmesso, in cattive condizioni; “questo pachi è sdozzissimo” ♦ dal dialetto ṡdòz s.m. coccio, cosa inutile, malmessa, persona malaticcia.
segare v. bocciare; “mi hanno segato anche quest’anno”
sfangarla v. cavarsela, uscire per il rotto della cuffia da una situazione difficile, spesso non per proprio merito; “anche stavolta l’abbiamo sfangata“. Vedi anche sgavagnarsela
sfrombola (andare in) loc. v. girovagare allegramente; “ieri sei andato in sfrombola eh?” ♦ probabilmente dal dialetto sfråmmbla s.f. fionda, catapulta
sfrombolare v. 1 cadere; “sono sfrombolato giù per le scale” 2 gettare cose o persone; “l’ho sfrombolato giù per le scale. Sempre da sfråmmbla s.f. fionda, catapulta
sgabuzzo s.m. dim. di sgabuzzino, spazio angusto; “le scope sono nello sgabuzzo” ♦ dal dialetto sgabuzèn s.m. (=)
sgaggiarsi v. darsi una mossa, farsi furbo; “è meglio che ti sgaggi un attimo che mi sembri rincoglionito” ♦ dal dialetto ṡgagères (=), affrettarsi, spicciarsi
sgaligino s.m. furbetto; “oh fai poco lo sgaligino”
sgangiare /n/ v. riempire di botte; “quello lo sgangio”
sgarbazza s.f. erbaccia; “devo rasare il prato, è pieno di sgarbazza” ♦ dal dialetto ṡgarbâza s.f. (=)
sgavagnarsela v. uscire da una situazione difficile profondendo grande impegno; “e anche questa ce la siamo sgavagnata” ♦ dal dialetto ṡgavagnèrsela v. (=)
Elenco simboli e abbreviazioni
agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.
Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.






















