Sesta puntata della “Piccola guida ragionata allo slang bolognese” dedicata alla lettera “S”

1,2,6,9...fatti questo slego! photo credit: Visioni di Cody - Eptadone (Skiantos cover)
1,2,6,9…fatti questo slego! photo credit: Visioni di Cody – Eptadone (Skiantos cover)

S (sghet-soc)

sghetto (di) loc. esito fortunoso; “il Bologna ha fatto gol di sghetto” ♦ da ṡgatt loc.(=)

sgodevoleBOC agg. fastidioso, scostante, irritante; “soccia se sei sgodevole oggi”

sgurbiotto s.m. piccola abrasione; “non è niente, solo uno sgurbiotto” ♦ dal dialetto ṡgurbiòt s.m. (=). Vedi anche sbuzzotto

sgurare v. pulire sfregando con forza; “sgura bene quella padella!” ♦ dal dialetto ṡgurèr v. (=), avere rapporti sessuali

slegareBOC v. picchiare; “se non la pianti ti slego2 /n/ spaccare (in senso figurato); “lui lì slega in freestyle”. Secondo Pellerano significa anche ballo, per noi è N.V.P.

slego /n/ s.m. tricks, skills, abilità; “1,2,6,9…fatti questo slego!” cit. Skiantos, Eptadone

sludrare v. mangiare come un ludro; “al buffet ho sludrato l’impossibile” ♦ dal dialetto ṡludrèr v. (=)

slumare v. guardare insistentemente con sottintesi erotici; “cazzo slumi la mia ragazza?” ♦ dal dialetto ṡlumèr v. guardare, adocchiare, sbirciare, scorgere. Da sottolineare che il termine in questione appartiene storicamente al gergo dei ladri e dei muratori

slumata s.f. vedi sopra; “le ho cacciato una slumata della Madonna”

smalvinoBOC s.m. parziale collasso, piccolo malore; “ho fatto un busso e mi è venuto un mezzo smalvino per la squizza”, Vedi anche scarabaccino

smataflone /a/ s.m. ceffone, schiaffo dato in faccia a mano aperta; “stai zitto o ti caccio uno smataflone che ti ribalto”. Poco usato ♦ dal dialetto ṡmataflån (=)

sòcciaBOC inter. letteralmente, succhia. Tipica esclamazione di sorpresa e meraviglia; “soccia lui lì ti squizza in faccia”. Più forte il dialettale sócc’mel inter. (=), spesso adoperato in simbiosi con du maron. Altre varianti sono  sócc’mig, sóccia l’ovosócci. Vedi anche soppa, sorbole. Singolare l’assenza di sócc’mel nel Vocabolario del Dialetto Bolognese del 1901 di Gaspare Ungarelli. Nella sua nota preliminare Ungarelli scrive: “Il materiale affatto nuovo del Vocabolario del dialetto bolognese, come esso è stato raccolto, che non accetta le mere traduzioni recenti di parole francesi, italiane o di altri dialetti vicini, di cui sono abbastanza forniti gli altri dizionari…”. Forse l’esclusione si motiva col fatto che sócc’mel proviene da sucèr e quindi dall’italiano succhiare. Oppure, semplicemente, ma sembra improbabile, si tratta di un’espressione relativamente nuova non in uso all’epoca. Funge anche da shibboleth dialettale, discriminando i nativi dai bolognesi acquisiti, per via della pronuncia della “s”.

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

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