Prima e ultima puntata della “Piccola guida ragionata allo slang bolognese” dedicata alla lettera “T”

tiro pulsante
pulsante del tiro, foto: laputa.it

T (ta-tris)

tabana /n/ s.f. atmosfera densa di effluvi fastidiosi o di fumi; “apri la finestra che c’è una gran tabana di fumo”. Vedi anche landra

tabaccata s.f. inspirazione di aria inquinata; “oggi ho preso una gran tabaccata in tangenziale” ♦ dal dialetto tabachè s.f. tabaccata, aspirata di tabacco da fiuto, (=)

tacagnna inter. impr. cominciamo (ancora una volta)!? esprime rimprovero; “avrei bisogno di dieci euro…” “tacagnna!?” ♦ dal dialetto tachèr v. cominciare, attecchire, contagiare

tachèt inter. impr. terza persona singolare di tachèr, sin. di tacaggna

taffiare v. mangiare ingordamente di gran gusto; “ho taffiato come un ninino” ♦ dal dialetto tafièr v. (=)

tamarazzo /a/ s.m. è il materasso; “aiutami a spostare sto tamarazzo che pesa una cifra” ♦ dal dialetto tamarâz s.m. (=), poltrone, fannullone

tamugno agg. grosso, tozzo, tachiato, solido, resistente, si dice sia di 1 una persona; ” lui lì è bello tamugno va là” sia di un piatto, spesso un dolce; “questo mascarpone è bello tamugno” ♦ dal dialetto tamógnn agg. (=)

tarallo /n/ s.m. capezzolo

tardona s.f. donna avanti con l’età

tarzanello s.m. come Pellerano, preferiamo non rivelare il significato di questo termine. Anche se non vi è nessuna relazione col termine di cui sopra, segnaliamo il dialetto tarzanèl s.m. vinello ottenuto annacquando il tino contenente l’uva pigiata

tassa s.f. persona pesante e appiccicosa, scocciatura; “oh sei davvero una tassa

tega s.m. nel gioco del calcio tiro molto forte; “Dio bo ma che tega ha tirato?”. Vedi anche mina, minella

telaio s.m. fisico in eccellente stato di forma, non solo di una ragazza, a differenza di quanto riportato da Pellerano; “c’aveva un gran telaio Bud Spencer da giovane”

telare v. andare via; “è ora di telare règaz”

tirapacchi s.m. persona che manca gli appuntamenti o li disdice all’ultimo momento; “lo sapevo che non venivi, sei un tirapacchi

tigna s.f. stizza, rabbia; “c’ho una tigna addosso che ammazzo qualcuno” ♦ dal dialetto tégnna s.f. (=)

tignoso agg., s.m. 1 bambino bizzoso che fa i capricci; “quel cinno è tignoso da morire” 2 per esprimere difficoltà nell’utilizzazione di un oggetto: una vite che non gira, un barattolo che non si apre, ecc.; “è un po’ tignosa ‘sta marmellata” ♦ dal dialetto tignåuṡ agg., s.m. stizzoso, bizzoso. Per 2 vedi anche ignorante

tiramento s.m. spesso è di culo o di una fetta di culo. Si chiede a chi si comporta in maniera sgarbata, bizzosa, lu(natica); “oh ti tira una fetta di culo oggi?”. Usato tra l’altro da Guccini in L’avvelenata; “…di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento…” ♦ dal dialetto tiramänt s.m. eccitazione sessuale, capriccio, alzata di testa, voglia improvvisa

tirella s.f. eccitazione sessuale (ma non solo), erezione; “c’ho una tirella della Madonna”

tirino /a/ s.m. fionda; “…andavo a caccia d’uccelli col tirino…” cit. qualcuno in una festa campestre quando ero piccolo. Molto raro ♦ dal dialetto tirén s.m. (=), schiocco delle labbra per baci a distanza, rumore di ammirazione per una bella ragazza

tiro (dammi il) loc. v. termine che provoca lo spaesamento dei fuorisede. È l’interruttore che apre la porta o il cancellino del condominio o di casa, contrassegnato rigorosamente dalla scritta tiro. Qui la spiegazione dell’origine della curiosa espressione

tocca s.f. è l’asso di denare; “ok la tocca ce l’ha Roma” cit. io quest’estate in Marocco, la tocca era rovinata e si sgamava subito chi ce l’aveva ♦ dal dialetto tòca s.f. (=), tacchino, frottola, tressette con tre giocatori, donna corpulenta e goffa, persona incerta e incontentabile, permaloso

toccio s.m. intingere il pane in un ricco condimento. Molto usato il dim. toccino; “fai il toccino?” ♦ dal dialetto tócc s.m. (=)

tocciare v. 1 fare il toccio; vedi sopra 2 atto di penetrare una donna; “hai tocciato ieri?”. Per 2 vedi anche concludere

tomella s.f. attaccare bottone, incastrare qualcuno in una discussione lunga e spossante; “sòccia che tomella“. Vedi anche pezza

tora s.f. donna di una certa età che scatena istinti sessuali animaleschi; N.V.P.

torta s.f. sin. di biscotto, accordo sportivo sottobanco; N.V.P.

tozza s.f. pugno, botta; “ti ha dato una bella tozza va là”. Vedi anche cartone, ghega, noce, papagno, come dice Javier Bardem

tranvâi s.m. tram nella loc. se mia nonna aveva le ruote era un tranvâi, usato per parlare di un’ipotesi irrealizzabile

trànkilo /n/ inter. tranquillo; “trànkilo eh”. Vedi anche polleg

trappolo s.m. piccolo monolocale per consumare rapporti sessuali; N.V.P.

tristo s.m. giocatore scarso, mediocre; “Madonna che tristo“. se il livello è molto basso il giocatore in questione è un tristo che puzza ♦ dal dialetto trésst s.m. (=), scadente, di cattiva qualità, magro e malaticcio

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

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