Settima e ultima puntata della “Piccola guida ragionata allo slang bolognese” dedicata alla lettera “S”

Esempio (un po’ pompato) di susanello

settima parte (sof-sver)

soffione s.m. fellatio, pompino. N.V.P. Vedi anche soffocotto, suflone

soffocotto /n/ s.m. fellatio, pompino; “soffocotto ieri con la parigina?” Vedi anche soffione, suflone

solfanaio s.m. 1 anticamente era lo straccivendolo, il robivecchi persona trasandata o tendente a conservare ogni cosa. Detto spesso dalle madri ai figli o dalle mogli ai mariti ♦ dal dialetto sulfanèr s.m. (=)

solfanino /a/ s.m. fiammifero; “hai un solfanino?” ♦ dal dialetto sulfanén s.m. (=)

sòppa inter. cavolo, accidenti. Esclamazione simile a sòccia, ma meno volgare, attutita, diffusa tra le persone di una certa età. Il suo utilizzo si sta lentamente rarefando; “sòppa che traffico”. Vedi anche sòccia e varianti, sorbole

sorbole s.f.inter. 1 frutto del sorbo 2 sin. di sòppa, a metà strada tra sòppa e sòccia; “oh ma quanti anni ha Beppe Maniglia?” “75” “sorbole!”. Esempio non proprio calzante, perché tale rivelazione meriterebbe almeno una bestemmia ♦ dal dialetto sôrbla s.f., inter. (=)

spaccamaroni s.m. rompipalle; “oh bona gnolare, sei davvero uno spaccamaroni

spaccato /n/ agg. in una precaria condizione psico-fisica, causata dall’assunzione di alcool o sostanze stupefacenti. In casi estremi, si è spaccati a merda; “sono spaccato a merda, andiamo in branda”, Vedi anche condito

spalozzare v. spostare ingenti carichi con l’ausilio di una pala. Come spalare, ma più intenso. Usato in senso figurato; “spalozzami un chilozzo di gelato please”

spanare /n/ v. in ambito meccanico motoristico-meccanico, danneggiare il filetto di una vite; “dai hai spanato la vite!”

spanare l’orello /n/ loc. v. equivalente di fare un culo così, dove orello è ano; “l’Inter ci ha spanato l’orello

spanato /n/ agg. 1 persona sconnessa, disorientata, dall’agire inconsueto; “lui lì è spanato duro”

spanizzo agg., s.m. 1 persona furba, che largheggia e la sa lunga, fenomeno mingardiano2 persona ruspante, spartana, che va per le spicce, capace d’arrangiarsi. Con quest’ultimo significato è usato solo da una ristretta cerchia di amici del compilatore di questo dizionario ♦ dal dialetto spanézz agg., s.m. prodigo, generoso, spendaccione, imprevidente

spatacarsi v. schiantarsi, spiaccicarsi. una di quelle parole, come ciapetto e cuffia, che il bolognese pensa siano italiane. ha una sfumatura comica; “sullo stradone uno si è spatacato sul gard rail” ♦ dal dialetto spatachères v. (=)

spendere (mandare a) /a/ loc. v. mandare al diavolo, mandare via; “non ne potevo più, l’ho mandato a spendere“. Abbastanza raro

spiluccare v. spizzicare di qua e di là; “vado a spiluccare il buffet” ♦ dal dialetto spluchèr v. (=)

spinge(re) /n/ v. usato alla terza persona singolare per dire che una cosa piace e contemporaneamente è degna di considerazione; “il kebab di Zola spinge un bel po’”

splendido (fare lo) loc. v. 1 essere generosi, espansivi, gentili, brillanti, o fingere di esserlo. Spesso lo spanizzo fa lo splendido; N.V.P. 2 rintuzzare eventuali vanterie; “oh cinno fai poco lo splendido

spolto (bagnato) agg. fradicio, madido; “fuori diluvia, sono bagnato spolto” ♦ dal dialetto spåult agg. (=)

spolvero (essere in gran) loc. v. essere in una condizione fisica o mentale ottimale, fornire una grande prestazione; “il Bologna oggi è in gran spolvero

spometi /a/ s.m. damerino che fa lo splendido. Pellerano lo riporta, per noi è N.V.P. ♦ dal dialetto spometi s.m. (=)

sporta s.f. sacchetto di plastica per la spesa. usato soprattutto il dim. sportina; “mi dà una sportina?”

spruzzino s.m. è lo spray per lavare i vetri, o qualsiasi recipiente con l’impugnatura a pistola che spruzzi liquido; “mamma dove hai messo lo spruzzino?” ♦ dal dialetto spruzèn s.m. (=)

spulvrazzo s.m. gran polverone; “cos’è questo spulvrazzo, non hai pulito?

squasso s.m. molto, grande quantità; “è venuto giù uno squasso d’acqua” ♦ dal dialetto scuâs s.m. (=), acquazzone. Vedi anche botto, fracco, fottìo

squizzare v. 1 schiacciare; “mi sono squizzato un dito” 2 schiacciare nel gioco del basket “gli ha squizzato in faccia” ♦ dal dialetto scuizèr 1 (=), spifferare

srè v. chiuso; “il cinema?” “srè” ♦ dal dialetto srèr v. chiudere

stiancato /n/ agg. esausto; “sono stiancato” ♦ dal dialetto stianchèr v. rompere, fracassare, spezzare

stornello s.m. uomo di forte corporatura, aitante; “certo che tuo figlio è un bello stornello” ♦ dal dialetto sturnèl s.m. (=), storno, stornello, Vedi anche susanello

stradone s.m. a Bologna, è l’asse attrezzato; “prendi lo stradone e parcheggia in Certosa” ♦ dal dialetto stradån s.m. (=)

strafugnare v. stropicciare, pasticciare. Si strafugnano le guance; “smettila di strafugnarmi le guance!” ♦ dal dialetto strafugnèr v. sgualcire, stropicciare, spiegazzare

stracciare v. vomitare; “ho stracciato tutta la notte”

strichetto s.m. 1 papillon; “mettiti lo strichetto” 2 pasta a farfalla; “oggi mangiamo gli strichetti” ♦ dal dialetto strichétt s.m. 1, 2 (=)

strinare v. bruciare; “hai strinato le polpette” ♦ dal dialetto strinèr v. (=)

strino s.m. 1 puzza di bruciato; “c’è odore di strino” 2 nella loc. prendere in strino, prendere in antipatia; “mi sa che mi ha preso in strino“. Raro ♦ dal dialetto strén (=)

strippare v. andare fuori di testa, arrabbiarsi; “ho strippato malissimo”

stubare/stucare /n/ v. fumare; “stuchiamo due porre?”

stufilotto /a/ s.m. oggetto cilindrico; “dai passami quello stufilotto” ♦ dal dialetto stufilòt s.m. (=)

suflone s.m. fellatio. Volgare; “ieri Giorgia mi ha tirato un suflone spettacolare”. Vedi anche soffione, soffocotto

sumarnazzo s.m. ignorante, asino, testa dura; “sei un bel sumarnazzo va là”

susanello s.m. uomo prestante e vigoroso, corpulento; “tuo figlio è diventato un bel susanello” ♦ dal dialetto susanèl s.m. (=)

sverzura s.f. eccitazione; “ho una sverzura addosso della Madonna” ♦ dal dialetto svarzûra s.f (=). Vedi anche tirella

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

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