Gioco della ruzzola presso il tempio di Minerva Medica. Photo Credit: Genus Bononie

R (RAV-RUZ)

reclâmBOC /a/ s.f. da leggere alla francese: réclame. È la pubblicità; “hai visto la réclame del buondì?” ♦ dal dialetto réclame s.f. (=). Molto raro, usato dagli anziani.

règazBOC /n/ s.,pl.m. al singolare il giovane ragazzo felsineo; “è un règaz di Borgo”, al plurale la ballotta, il gruppo di amici; “quest’estate andiamo coi règaz in Toscana”. L’uso al singolare si è cominciato a diffondere soprattutto dopo l’apparizione della pagina facebook “Il regaz di bolo” ♦ dal dialetto ragâz s.m. ragazzo

rimasto /n/ s.m. rimbambito; “lui lì è un gran rimasto“. Usato anche l’accrescitivo rimastone. Vedi anche bebbo, bleso, geppo.

rovinarsi /n/ v. annientare le proprie funzioni psicomotorie in seguito all’assunzione di grandi quantità alcoliche o stupefacenti; “ieri al crash mi sono rovinato“. Molto usato il superlativo rovinatissimo.

rugare v. dare fastidio; “mi ruga un po’ il cazzo che la Fortitudo abbia vinto” ♦ forse da rughèr v. parlare con arroganza, sgridare, grufolare, ringhiare

ruggia /a/  s.f. confusione. N.V.P. ♦ dal dialetto róggia s.f. rumore

ruolaBOCs.f. teglia; “per Capodanno ho preparato una ruola di lasagne” ♦ dal dialetto rôla s.f. (=)

rumare v. frugare; “cos’è che vai a rumare lì?” ♦ dal dialetto rumèr v. grufolare. Vedi anche ravanare

ruscoBOCs.m. è la spazzatura; “ricordati di portare giù il rusco”. Secondo una voce non verificata sarebbe l’acronimo della dicitura Rifiuti Urbani Solidi COmunali ♦ dal dialetto róssc s.m. (=)

ruscarolo s.m. 1 lo spazzino N.V.P2 colui che fruga nel rusco per sopravvivere N.V.P. Per 2 vedi anche solfanaio

ruzzola (prendere la) loc.v. scivolare e ruzzolare in discesa su un piano inclinato; “occhio che se cadi prendi la ruzzola

ruzzola /a/ s.f. gioco popolare che consiste nel lanciare dischi di legno, o anticamente forme di formaggio, su un tracciato prefissato. Vince chi copre più distanza. Oggi il gioco si effettua sotto al Pontelungo, sulle sponde del Reno ♦ dal dialetto rózzla s.f. (=).

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl………………………gergo dei ladri
Gm……………………gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ……….interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

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