In un’epoca in cui la poesia viene relegata negli angoli delle librerie, Muri di Versi è la dimostrazione che la bellezza è capace di riempire una via di persone, poeti, artisti e curiosi per dare vita momento unico e irripetibile.

Il programma di Muri di Versi, festival di poesia di strada (e non solo), giunto alla quarta edizione.

In via Fondazza c’è un ‘impero di sogni’, come lo chiamano le sue fondatrici, che prende vita ogni anno. Un impero fatto di persone, condivisione, unione, poesia ma soprattutto di bellezza. E’ l’impero di Muri di Versi, collettivo nato dall’incontro casuale di due ragazze, Franca e Anita, che iniziano a condividere un progetto di installazione poetica. Nel 2015 per la prima edizione, realizzano il loro sogno tra le colonne e i portici di Via Fondazza, proprio qui dove è nato il primo esempio al mondo di social street e di condivisione del vicinato.

Sabato 19 maggio, quest’anno per la quarta volta, verranno esposti i lavori di vari poeti e collettivi, ma anche fotografie, pensieri, street art e installazioni. Tra i vari partecipanti, oltre a poeti e artisti singoli, ci saranno il Movimento per l’Emancipazione della Poesia, Ma Rea, Fuoco Armato, Io non sono un poeta, i ragazzi dell’istituto comprensivo Irnerio e molti altri. Alle ore 12, nel cuore di Via Fondazza, la piazzetta Giorgio Morandi, si terrà la cerimonia di apertura mentre dalle ore 16 nella piazza si avvicenderanno letture, performance, musica e spettacoli, fino alla conclusione della serata.

Ph. di Mattia Carlucci

“Muri di Versi è di versi poetici, soprattutto di versi diversi”, come spiega Franca, un collettivo fatto di tante facce e persone, ma in cui “quello che mettiamo avanti è il fare poetico, l’incontrarci, l’allestire, e lo scegliere che vita dare all’edizione successiva”. Oltre all’importanza del progetto stesso, ancor prima dei suoi partecipanti e organizzatori, un altro principio fondante di Muri è la gratuità dell’evento. L’evento è infatti totalmente autofinanziato ed ogni partecipante del collettivo lo fa in modo libero e volontario, senza mettere freni però, all’aumentare di anno in anno dei volontari e dei partecipanti all’evento.

“Il fatto di scegliere la poesia è stata una scelta d’amore, ma d’altra parte è uno strumento per fare da collante tra le persone che scendono in strada, si incontrano e favoriscono uno scambio, sia positivo che negativo. Non esprimiamo la poesia bella e basta. Noi esprimiamo poesia, la bellezza è negli occhi di legge”. Ma non solo poesia, anche teatro, performance, musica, street art, e tutte le forme di espressione accomunate condivise negli spazi del festival.

L’allestimento di poesie quest’anno si distribuirà lungo tutti i portici di Via Fondazza

E non solo, perché Muri esporta i suoi versi e il suo spirito in altre città, nei luoghi colpiti dal terremoto del 2016, nel carcere di Milano e in California. Grazie ad una fortunata collaborazione con il Club Italia, il progetto ha raggiunto la California State University e gli studenti di italiano che hanno iniziato a tradurre e comporre versi. E di versi si parla anche per il progetto Poesie dal Carcere, frutto di un laboratorio all’interno del carcere di Opera, e per i regali in versi nati per supportare l’associazione MenoperMeno e finanziare uno sportello psicologico per le popolazioni colpite dal sisma.

Tra le novità di quest’anno ci saranno la street-art e le illustrazioni, in particolare di Scatolablu, Siate la poesia, Jevo, Schizzi d’inchiostro, Spikeart e LVME. Ma anche una Poetry Experience a Casa Morandi e il laboratorio gratuito di caviardage di Laura Gallotta, tecnica innovativa che unisce pittura, collage e poesia. “La novità vera e propria sono tutte le persone nuove che partecipano a Muri di Versi e soprattutto i tre nuovi arrivati del collettivo: Ariele, Eleonora e Maria Rosaria”, come sottolineano le due fondatrici e Magda, dallo scorso anno al fianco di Anita e Franca.

Le novità ci sono, i partecipanti aumentano ogni giorno di più e le sorprese non mancheranno. L’appuntamento è quindi al 19 e 20 Maggio in Via Fondazza, per abbattere quei Muri che ci dividono e costruirne altri, che siano diversi e soprattutto di versi.

 

Una delle foto delle passate edizioni di Muri di Versi

 

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