Nell’articolo precedente di Generazione Mobili abbiamo dato un quadro generale degli scambi e le opportunità previste dal progetto Erasmus e da Unibo, ma adesso è il momento di ascoltare le storie di chi quest’esperienza l’ha vissuta sulla propria pelle.

Partiamo con il racconto di Caterina Minelli, studentessa di Lingue che dalle Marche è andata fino al cuore della Finlandia, a Jyvaskyla, piccola città di appena 130.000 abitanti. Un posto freddo, lontano e senza grandi attrazioni ma che non ha fermato la voglia di Caterina di cercare sempre nuove avventure ed esperienze.

Raccontaci un po’ la tua storia, che cosa studi? Quali sono i tuoi interessi?
“Studio Lingue Culture e Mercati dell’Asia a indirizzo cinese, ma la mia esperienza in Erasmus non ha nulla a che vedere con il mio corso di studi, è stato più un ‘approfondimento’ sulla parte sociale e economia del mio corso. Ho fatto un periodo di scambio di 6 mesi in Finlandia, all’università di Jyvaskyla, una piccola città nel centro del paese. Lì, ho frequentato corsi di Economia, Political Sciences, e Sociologia.”

Perché proprio la Finlandia? Cosa ti ha colpito di questo paese?
– “E’ una cosa che mi hanno chiesto in tanti effettivamente. Non c’entra molto con quello che studio o con i viaggi che ho fatto e non avevo mai pensato di andare in Finlandia! Era una seconda scelta, ma non essendo risultata vincitrice per la prima, ho deciso di partire lo stesso, anche se della Finlandia non ne sapevo proprio niente. Arrivata lì, il mio punto di vista è cambiato notevolmente. E’ un paese molto diverso da quelli Europei e i Finlandesi sono un po’ un popolo a parte.“

Uno dei paesaggi esplorati da Caterina durante il suo periodo di studio in Finlandia


Questo si nota anche dal punto di vista della lingua, il finlandese è una lingua ugro-finnica e lontana dalle altre dei paesi vicini, per cui c’è sicuramente una forte diversità, ma si sente molto questo aspetto?
– “I finlandesi rispecchiano molto la loro lingua, sono strani, ma in senso buono! Sono particolari ma sono contenta di questa loro stranezza. Anche in previsione di un viaggio in Asia, dove il cultural shock è nettamente maggiore, la Finlandia mi è parsa un buon compromesso, anche se è stato tutto molto involontario.”

Qual è stato l’insegnamento più importante che hai imparato durante il tuo periodo all’estero? Sia all’interno dell’ambito universitario che fuori dalle aule di Jyvaskyla.
– “All’interno del percorso universitario ho imparato che esiste un metodo di apprendimento diverso e più comune al resto dell’Europa, che dimostra quindi che gli strani siamo noi. Per quanto riguardo la vita fuori dai banchi, mi ha dato tantissimo in termini di spirito di adattamento, dell’essere soli e del doversi confrontare con il resto del mondo. Mi ha insegnato ad essere molto aperta verso le altre culture, specialmente con un popolo non molto caloroso come i Finlandesi.”

“Andare all’università con tutta quella neve non è affatto una cosa facile!”, ci racconta Caterina

Adesso scendiamo un po’ più personale. Qual è il ricordo più bello che hai di questi mesi? E la cosa che ti è mancata di più nel periodo all’estero in Finlandia?
“La pizza va bene? (ride, ndr) Sì, la cosa che mi è mancata di più è la pizza, ma in generale la cultura italiana del cibo, del mangiare e dello stare insieme. Con il mio gruppo di amici, seppur venendo da paesi diversi, abbiamo iniziato a mangiare per stare insieme e condividere questo momento. Notavamo però che non era lo stesso per i nostri corrispondenti di Jyvaskyla. Nel tempo in cui noi mangiavamo, in mensa c’era un ricambio di almeno 4 classi di finlandesi!

Il ricordo più bello è sicuramente il viaggio inaspettato a Mosca, con la prima neve. Anche l’aurora boreale è emozionante, però era qualcosa che avevo programmato di vedere e sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui l’avrei vista.

Caterina e il suo gruppi di amici, tra cui molti studenti Erasmus, a Mosca


Quali sono i 3 consigli e suggerimenti che daresti ad uno studente che deve partire per uno scambio Erasmus in Finlandia?
“Il primo consiglio è ‘Non aver paura di chiedere aiuto’, per qualsiasi cosa e a qualsiasi persona, sia per la propria salute fisica che mentale, o anche per altre cose. Anche se i Finlandesi sembrano abbastanza timidi, sono persone fondamentalmente buone e molto disponibili ad aiutare, ma devi farti avanti tu per primo!

Il secondo consiglio è quello di portarsi una bella dose di Vitamina D. Il sole e la luce sono importanti e in Finlandia non è una cosa scontata, io non ci avrei mai pensato prima di questo viaggio! E’ importante anche fare in modo che certe persone siano la tua vitamina D, specialmente quando sono le 15 del pomeriggio, c’è già il tramonto e vorresti solo dormire. Beh, in questo caso attaccati a qualcuno e non ti addormentare!

L’ultimo consiglio, molto generale ma amplificato per la Finlandia, è quello di non pensare alla vita che stanno facendo i tuoi amici in Italia. La vita e la routine in Erasmus sarà inevitabilmente diversa dalla vita che stavi facendo, ma non per questo è meno importante rispetto a quello che facevi prima o che stanno facendo gli altri. Fai quello che ti senti di fare, sei in un altro paese lontano da casa e non sei obbligato a fare la stessa vita che faresti in Italia!”


Kiitos, Caterina!
E a presto con un altro racconto di Generazioni Mobili.


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