“We Will Rock You”, il musical ispirato ai Queen che ha stregato il Teatro Europauditorium

0
347

 

Dal 7 al 9 dicembre, il Teatro Europauditorium è diventato “chiesa del rock” grazie a ‘We Will Rock You’, il musical ispirato ai capolavori dei Queen e prodotto dalla Barley Arts. Un successo di pubblico e di critica, che ha stregato e rapito il pubblico della città delle Due Torri

 

 

Mai scelta fu più azzeccata del riportare in giro per le città dello Stivale, dopo quasi un decennio dal primo debutto italiano, un musical tra i più rappresentati al mondo e ispirato ai Queen, proprio nell’anno di uscita di Bohemian Rhapsody al cinema. Per quello che si è rivelato uno degli eventi più attesi dell’anno, nelle tribune e sulle balconate del Teatro Europauditorium non c’è spazio per nessuno.
Dai più piccoli a gente che ascolta le canzoni dei Queen dagli esordi, tutti rapiti dalla messa in scena di
24 brani leggendari della rock band inglese, come Under Pressure, Who wants to live forever, Show must go on e Don’t stop me now, fino a I Want To Break Free e Somebody to love.

Lo script è una critica ironicamente mirata alla musica commerciale contemporanea e a tutto ciò che la circonda. In un futuro distopico in cui il mondo – musicale e non – è tirato all’estremo, dove tutto assume nuove declinazioni e nuove sfumature, la storia generata da Galileo Figaro e Scaramouche, due Bohemians ribelli e contrari al nuovo modus operandi della Globalsoft (la multinazionale che ha mutato in consumatori e ascoltatori acritici tutti gli abitanti del pianeta) è il dipanarsi della loro ricerca del senso più autentico della vera musica, fatta di bellezza e sentimenti, oggi sempre più piatti e uniformati. Il contrasto alla piattezza della globalizzazione malata della musica è dato proprio dal percorso di crescita dei due personaggi principali, misto alla loro ricerca della vera felicità, quindi di una musica diversa, viva e pulsante, ancora in grado di regalare linfa a persone come loro.

Una produzione nuova di zecca messa in scena da un nuovo e abilissimo cast, concepita appositamente per l’Italia da Claudio Trotta per Barley Arts. Il magistrale adattamento tradisce indubbie ed eveidenti meticolosità e ricercatezza stilistica, seppur in grado di parlare e arrivare a tutti, e il testo è stato aggiornato seppur arricchito da un lungo e complesso lavoro di “cesellatura” dello script originale. Il tutto, per due ore e mezza di uno show che ha stregato un intero teatro, lasciando inchiodati alla sedia tutti e ricevendo una buona manciata di minuti di applausi.

 

“Ho deciso che era giunto il momento di presentare We Will Rock You a ideale conclusione di un ciclo di tre anni che mi ha visto prima impegnato a denunciare e combattere il cancro della speculazione che ha colpito l’intera Filiera della Musica dal Vivo con la diffusione ed il proliferare del Secondary Ticketing, poi a raccontare 40 anni di attività con la pubblicazione del mio primo libro «No pasta no show» e, infine, a fondare Slow Music insieme ad un manipolo di appassionati come me, per contribuire a dare un futuro ai giovani diverso da quello che la nostra società priva di affettività e di visioni riserva loro. Voglio poter immaginare il mondo sempre più popolato da giovani che, come Galileo e Scaramouche nel nostro spettacolo, decidano fattivamente di opporsi ad un modello di società che non lascia spazio ai sogni, un modello di società che non concepisce la diversità e il confronto, non valorizza la bellezza e non mette in primo piano la qualità della vita a partire dalla scellerata distruzione della Madre Terra. We Will Rock You è il racconto di questa speranza. Il futuro non è scritto e dipende da tutti noi.”, così scrive Trotta a proposito di questa nuova avventura.

Dal suo debutto al Dominion Theatre di Londra il 12 maggio 2002 sotto la produzione di Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May, We Will Rock You e i suoi numeri parlano chiaro: oltre 8 milioni di spettatori, 2700 performance e 12 anni consecutivi di rappresentazioni nel Regno Unito. Non è da meno nel nostro Paese, dove il successo, rinnovato di stagione in stagione già in passato, grazie soprattutto al lavoro e alla professionalità della Barley Arts ha fatto sì che il rapporto tra i Queen e il Bel Paese si facesse sempre più stretto, al di là delle esibizioni live degli stessi Queen negli anni.

Chi si aspettava il classico e smielato omaggio a una delle band più importanti della Storia del rock si sbagliava, anzi, ha dovuto fortemente ricredersi e inchinarsi davanti alla bellezza della messa in scena di uno spettacolo tra i più curati e meglio concepiti nella storia del musical in Europa.

Una tre giorni di musica e show in cui il teatro Europauditorium è diventata la casa dei cultori e fedeli del rock, il palco un altare in cui lo spirito e la presenza di Freddie Mercury erano lì, pronti a brillare ancora una volta.