Save the date!- 24 Novembre H 16.00, Cassero LGBTI center via Don Minzoni 18  // “A scuola di torte” 

  • Quando nasce il Gruppo Scuola e in seguito a quale esigenza?

Il Progetto Scuola Cassero nasce nell’autunno del 2002 con l’obiettivo di diffondere la Teoria Gender! Ovviamente sto scherzando, abbiamo pensato che fosse importante costruire un dialogo strutturato e continuativo con il mondo della scuola, in particolare con la componente studentesca per rendere il contesto scolastico più sicuro e per costruire uno spazio in cui chiunque si possa sentire ascoltato e tutelato.

 

  • Quali sono le modalità di lavoro? A quale fascia di età è rivolto? È destinato esclusivamente alle scuole?

I laboratori che abbiamo svolto in questi anni si sono rivolti a studenti e studentesse tra i 10 e 18 anni (circa), a studenti e studentesse universitari/e, a insegnanti e ad operatori e operatrici del settore educativo e non. In genere con i giovani e le giovani abbiamo affrontato direttamente i temi dell’identità, dell’accettazione, della discriminazione, del bullismo omotransfobico, del coming out e della creazione di un ambiente inclusivo. Con gli/le insegnanti e il personale non docente invece le attività svolte fornivano loro strumenti per realizzare interventi di tipo educativo sulle suddette tematiche nei rispettivi contesti di lavoro.

I laboratori sono strutturati utilizzando la metodologia dell’educazione non formale che rende i partecipanti protagonisti nel processo di apprendimento attraverso attività di gruppo (brainstorming, simulazioni, attività ludiche, racconti di vita, testimonianze dirette).

 

  • Vengono lasciati dei “compiti” per casa?

Nel caso delle attività nelle scuole, la metodologia che utilizziamo favorisce un apprendimento learning by doing, quindi gli studenti e studentesse portano a casa con sé non compiti ma spunti per riflessioni e/o discussioni da sviluppare tra di loro o con i professori in aula.

 

  • Quali sono i temi che vengono recepiti più facilmente? Quali quelli che vengono recepiti più difficilmente?

Più che i temi, sono importanti le modalità attraverso le quali vengono presentati. Ad esempio, parlando di identità di genere, abbiamo notato come sia difficile uscire dalla costruzione della cultura in modalità binaria (uomo-donna) e quindi sia più complesso comprendere cosa voglia dire essere una persona non-binary.

 

  • Quali sono, tra le varie categorie destinatarie del gruppo, quelle più propense a imparare e quali lo sono meno?

Di solito le persone adulte sono meno disposte a scardinare i concetti e gli stereotipi che hanno radicati.

Ricordo che in una formazione per insegnanti durante un’attività dove le persone dovevano disegnare un fiore che rappresentasse la propria identità, un’insegnante se n’è andata dalla formazione ritenendo che non fosse adatta per un’età adulta.

 

  • C’è una formazione anche all’interno del gruppo scuola?

Svolgiamo alcune formazioni con persone esterne al gruppo su tematiche scelte tra di noi e alcune interne guidate da componenti del gruppo stesso.

 

  • Il Gruppo Scuola si concentra solo sul territorio bolognese?

Principalmente Bologna e provincia, ma negli ultimi anni abbiamo svolto anche degli incontri in alcune scuole del territorio Romagnolo e di Firenze.

 

  • Quali sono i prossimi progetti?

Quest’anno abbiamo molti progetti nelle scuole, siamo all’interno della Rete Attraverso lo Specchio e grazie a questo organizziamo laboratori all’interno del progetto NoiNo. Inoltre stiamo collaborando con il Miur per la divulgazione di una app che supporti giovani che subiscono atti di bullismo omotransfobico. Per il futuro vorremmo lavorare di più sulla formazione interna.

È solo investendo su volontari/e e attivisti/e che si permette all’associazione di evolversi.

Inoltre stiamo cercando sempre di più un approccio intersezionale, facendo rete con realtà femministe che si occupano di violenza di genere e con realtà che lavorano con i migranti.

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