“Una volta a Napoli, nel quartiere Sanità, quando uno era allegro, perché qualcosa gli era andata bene, invece di pagare un caffè ne pagava due e lasciava il secondo caffè, quello già pagato, per il prossimo cliente. Il gesto si chiamava “il caffè sospeso”. Poi, di tanto in tanto si affacciava un povero per chiedere se c’era un “sospeso”. Era un modo come un altro per offrire un caffè all’umanità”.

Parole di Luciano De Crescenzo. Un uomo capace, con un numero ridotto di frasi, di trasmettere immediatamente l’amore smisurato per la propria città, per i piccoli gesti di solidarietà quotidiana, per un semplice, autentico, caffè.

Il caffè è colore, calore, sapore. Soprattutto, è infinite possibilità di essere gustato.

Procediamo con ordine. Per prima cosa, la scelta della miscela. I chicchi, si sa, sono come le persone: hanno qualità diverse, caratteristiche uniche. Il gioco consiste nel trovare la miscela che vi aggrada maggiormente, che sia in grado di sposarsi alla perfezione coi vostri gusti e di regalarvi emozioni sorprendenti. Dunque, un solo consiglio: assaggiatene il più possibile, finché non avrete trovato quella giusta, capace di soddisfarvi al meglio.

Seconda questione della massima importanza da prendere in considerazione: meglio un caffè nero o un buon macchiato? Un intenditore risponderebbe: dipende dalla miscela. Alcune varietà si abbinano alla perfezione col latte, altre, invece, sono ottime “in purezza” e non hanno bisogno di essere arricchite da ulteriori ingredienti. Un profano, come la sottoscritta, risponderebbe: dipende dalla giornata. Ci sono giorni per caffè neri, puri, energici e decisi, e giorni in cui è quasi d’obbligo ordinare un macchiato. A volte, infatti, serve un sapore dolce e cremoso per dare la svolta a una mattina iniziata col piede sbagliato; è necessario vedere un’immagine (una foglia o un cuore disegnati con la crema del latte) per riuscire a ritrovare il sorriso e recuperare il buonumore.

E poi, come gustare la vostra bevanda? Amara o dolcificata? Zucchero, miele, sciroppo d’acero sono sempre a portata di mano: basta guardarsi attorno e scegliere, senza timore per la linea.

Ultima domanda: che sapore desiderate vi rimanga in bocca? Volete concentrarvi unicamente sul gusto del caffè e appagare le papille col suo aroma pieno e assoluto o siete disposti ad aprirvi anche ad altri sapori? Pensateci: esiste sempre la possibilità di arricchire la tazzina fumante che avete davanti, chiedendo che sopra al latte montato a schiuma venga grattugiato un po’ di cioccolato fondente. Oppure, se volete spingervi oltre, potete pensare di ordinare un croissant alla marmellata o alla crema, da gustare in accompagnamento alla bevanda che avete scelto.

Divertitevi a scoprire i locali di Bologna capaci di prendervi per mano e guidarvi in questo splendido percorso.

Non cercate lungo le vie principali, ma in quelle appartate, laterali. Provate in via Oberdan 10, fate un giro in Porta Nova, fermandovi al numero 12.

Non lasciatevi sedurre dai “bar vetrina”.. la luce che emanano è solo apparente. Prediligete locali intimi, puliti e raffinati.

Apprezzate la cortesia e la professionalità del personale che vi accoglierà. Non date per scontato nulla: imparate a cogliere anche i gesti più semplici. Un piccolo esempio: troverete persone che avranno cura, nel momento in cui vi serviranno il caffè, di appoggiare la tazzina col manico già rivolto nella posizione corretta, per agevolarvi nella degustazione.

E ora, caffè alla mano, prendetevi il tempo necessario per apprezzare ogni cosa: colori, profumi, sapori. Lasciatevi letteralmente “risvegliare”. Non nel significato banale del termine, sia chiaro: non si tratta semplicemente di introdurre nel corpo caffeina, per scacciare l’odiato, fastidiosissimo torpore che spesso ci accompagna nel corso della giornata. Si tratta di Svegliare e Stimolare tutti i nostri sensi. Concetto ben più profondo e articolato.

 

 

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