Il Loft albertiano. Wunderkammer 2.0

Collateral#3@LOFT Kinodromo 15/3/16 Foto di ManuelaGiorgia

Collateral#3@LOFT Kinodromo
15/3/16
Foto di ManuelaGiorgia

Lo sanno bene i palazzi bolognesi come si cambia mentre ci sembra di restare immobili. Forse perché è la prima volta che ho la possibilità invadente di intrufolarmi con lo sguardo nelle vite degli altri. Del resto, l’apertura sull’orizzonte qui è un lusso che si conquista a fatica solo variando la propria altitudine e trascinando il proprio peso contro la forza di gravità. Lo aveva intuito secoli fa Leon Battista Alberti che dietro ad un telaio ci fosse una visione, la finestra sul mondo che è arrivata fino ai giorni nostri, intasandoci il linguaggio, ormai impregnato di anglicismi tecnologici.

Windows infatti, è il nome della serata del 15 aprile, che il LOFT Kinodromo di Bologna ha scelto per Collateral, giunto alla sua terza serata. La serie di eventi dedicati alla videoinstallazione sperimentale, è curata da Nicola Buttari, artista visivo, e Luca Mazza, musicista e socio fondatore del Kinodromo. La selezione musicale di venerdì è stata a cura di dj Gomes, ideatore del progetto Eclectronica.
“Collateral” non mi lascia molto scampo. Gli eventi collaterali delle esposizioni di arte contemporanea sono ormai una macchina consolidata nel tessuto urbano, dalla Biennale di Venezia, al Fuori Salone di Milano, richiamando un immaginario mondano creato come accentratore di umanità e brulicante di specialisti del settore. O forse no. Se per esistere, si è “collaterali”, è probabile che la propria identità sia “altro da”, paralleli in quanto contemporanei, compresenti, ma altro. Ignorando le geometrie, e fedele al mio retaggio umanistico, l’ambito estetico di questa esperienza si può attraversare, in quanto “visivo” è solo un canale esperienziale, e oltre la visione del mondo albertiana e le sue prospettive, esistono infiniti mondi.

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Non dimentichi del sapore voyeristico onnipresente anche nella più profonda semantica del visibile (e del non), al calar del sole, le finestre dello spazio di via San Rocco rivelano lentamente e in modo quasi impertinente, immagini in movimento, che seppur confinate dal videomapping entro la cornice (albertiana) delle finestre del Kinodromo, escono dalla trasparenza (sapientemente opacizzata per l’occasione dalla paziente mano umana) per richiamare osservatori, passanti, vicini di casa e frequentatori abituali alla legge fondamentale dell’immagine fotografica: la rivelazione. Una sorta di invito ad entrare, magari in una Wunderkammer multisensoriale, in quanto si può fisicamente passare attraverso l’immagine per entrare nello spazio di cui il videomapping ri-definisce i confini. Dentro e fuori lo spazio, dentro e fuori la cornice, dentro e fuori i paesaggi che scorrono in movimento davanti ai partecipanti alla serata. Si entrava per divertirsi, si finisce all’interno di un testo.

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Gli amanti del digitale potrebbero desiderare di schierarsi immediatamente da un lato di questa querelle uomo – macchina, fosse solo per riprendersi dagli ultimi eventi di cronaca. Il video, anzi l’immagine video si inserisce nella cornice di Windows, mescolando riprese, elaborazioni di grafica digitale in una sequenza dialogica, che richiama l’osservatore come parte in causa necessaria affinché ogni immagine possa essere letta. Si tratti di elaborazioni provenienti dall’immagine video o dalla realizzazione di immagini in digitale tout court, alla fine siamo ancora umani, sebbene la scelta e il montaggio delle immagini passino attraverso il filtro degli apparati che consentono l’esistenza stessa del videomapping.

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Non ci si limita ad osservare come nelle installazioni interattive e multisensoriali, e l’insieme è rafforzato dalla presenza del kinact, stravolgendo le forme umane dei malcapitati che ormai degli osservatori degli eventi artistici hanno perso definitivamente i connotati, perché in uno spazio nello spazio può accadere (per fortuna) anche questo contemporaneamente a tutto il resto. Aspettiamo, dunque di “vedere” se questa realtà parallela accadrà nel tessuto dell’immaginario urbano e collettivo della movida bolognese 2.0 ( e oltre…)

Collateral#3@LOFT Kinodromo 15/3/16 Foto di ManuelaGiorgia

Collateral#3@LOFT Kinodromo
15/3/16
Foto di ManuelaGiorgia

ManuelaGiorgia

ManuelaGiorgia

Romana di nascita e nomade per indole, agli studi in Lingue ho accostato la recitazione teatrale, lo studio del pianoforte e la fotografia di eventi live. La ricerca sugli aspetti performativi dell’immagine prosegue e si evolve grazie agli studi presso il Dams di Bologna, città nella quale vivo e lavoro. Ho pubblicato per Arcana, e alcune webzines di arte contemporanea.

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