Che il talento musicale a Bologna fosse di casa è cosa nota.
Basta farsi un giro in centro a qualsiasi ora del giorno per vedere che, tra qualche punkabbestia e molti studenti universitari, sotto i portici fanno sosta anche musicisti alle prese con violini, chitarre e fisarmoniche, talvolta anche ragazzi che creano ritmi con pentole e oggetti disparati. Ai pigri da telecomando, basti ricordare i nomi dei vincitori e di protagonisti e band delle edizioni passate di due noti talent show, molti provenienti proprio dall’ambiente bolognese.
Sarà per l’aria respirata anche da Lucio Dalla e Francesco Guccini, sarà la chimica sociale che va creandosi in un habitat frizzante e caleidoscopico, ma la nostra vecchia signora dai fianchi un po’ molli si riconferma sempre più crocevia e fucina di numerose esperienze artistiche.

Molti, in un modo o nell’altro, approdano a Bologna.

Come Federico Giglio (in arte Æsir), studente siciliano al secondo anno del DAMS nonché dj e producer, classe 1994, che si racconta presentandoci il suo singolo ‘Hjarta‘ uscito in digitale lo scorso 14 giugno.
Dopo una lunga chiacchierata spaziata dai gusti musicali fino ai cannoli e a Berlinguer, per concludere con la diatriba ‘arancina/arancino’, scopriamo che quella che si nasconde dietro a qualche dread biondo e al sorriso smagliante è una personalità dedita all’entusiasmo, all’estro e alla voglia di mettersi in gioco. “Solo musica e fibre nervose”, per riprendere il verso di un brano di Cremonini.

 

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Ciao Federico, piacere di conoscerti. Intanto, toglici una curiosità: perché hai scelto questi nomi? Hanno un significato specifico in quello che fai? 

“Æsir è il nome delle divinità norrene le cui gesta sono narrate nell’EDDA, un antico testo di mitologia norrena scritto dal poeta islandese medievale Snorri Sturluson. Lo pseudonimo è dettato dallo studio e dall’influenza di sonorità innovative, ricercate e al tempo stesso cupe tipiche delle esperienze musicali elettroniche del profondo Nord. Come lo pseudonimo, anche il nome che dà il titolo al singolo, ‘Hjarta’, viene dall’antico norreno e significa ‘cuore’. L’ho scelto perché, se ascoltato bene, il ritmo del brano ricorda un po’ il battito del cuore, tutto qui”

 

Parlaci un po’ del progetto.

“Il progetto ‘Æsir’ si propone come frutto della ricerca e dello studio di nuove possibilità del suono e di nuove connessioni dello stesso a opere emotive, sensoriali e di altra natura artistica. La stimolazione dei vari “affetti”, ossia delle emozioni, è l’obiettivo del progetto, da portare a compimento tramite la sperimentazione di suoni, colori e dissonanze. La chiave di volta del progetto è la condivisione, sia essa di esperienze o di emozioni, tra il progetto stesso e varie altre identità artistiche. Il primo esempio di ciò sarà il videoclip del singolo ‘Æsir-Hjarta‘ che sarà realizzato da Carlo Munaretto, anche lui damsiano e componente della ciurma di videomaker ‘CasaParadiso‘, una realtà artistica nata qui a Bologna pochissimi anni fa”.

 

Il singolo è nato dall’esperienza o è solo un esperimento innocente nell’ambito della house music?

“Quello in questione è il primo singolo ufficiale sia per il progetto ‘Æsir’ che per ‘Federico Giglio’, anima e corpo del progetto, ed è un lavoro musicale indipendente, frutto di studi ed esperienze coltivati in più di sei anni di dancefloor e sessioni in studio; un po’ sofferto ma voluto e studiato maniacalmente, che non ha la presunzione di definirsi perfetto, anzi. Vedere il proprio nome e il proprio pezzo su Spotify e su iTunes, credo che per chi fa musica sia già di per sé una gran bella soddisfazione, ma questo è solo il primo gradino di una scala che non ambisce ad ascendere all’Empireo del disco di platino, se non a cercare nuove esperienze sonore e sensazioni ad esse legate.
Il singolo marcia sui 115 bpm, ha suoni cupi che si risolvono poi in aperture armoniche su synth morbidi. Un sample dalle parvenze “storiche”, nel senso che ne richiama altri che hanno fatto la storia dell’elettronica, misto a esperimenti sui sintetizzatori, cercando di creare un qualcosa che mi piacesse con la massima professionalità possibile”.

 

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Cosa consigli a chi si accinge ad ascoltarlo? Pensi che possa piacere anche a chi non è avvezzo a questo tipo di musica?

“Beh, spero che arrivi e piaccia. È un mio piccolo successo personale che vorrei condividere tanto con quelli che mi conoscono quanto con quelli che apprezzano questo tipo di musica, soprattutto con l’aiuto dei social. Per il resto, dico solo che è un brano da assaporare sia sul dancefloor che  un ascolto tranquillo tra una pagina e l’altra di un buon libro, anche sorseggiando un tè, che non guasta mai. Sinceramente, credo si presti benissimo ad entrambe le situazioni anche se antitetiche tra loro. Bisogna goderne con calma, anche se, dopo aver premuto ‘play’, si corre il rischio che il ritmo possa far battere a tempo il nostro piede! ”

 

 

Qui di seguito i link per ascoltare e scaricare il brano:

http://www.audiofailure.com

https://www.beatport.com/label/audiofailure-records/54986

http://www.traxsource.com/label/27264/audiofailure-records?ipp=30

http://www.junodownload.com/labels/AudioFailure/releases/

 

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