CasaParadiso è un nome bizzarramente evocativo. Uno di quei nomi che, a sentirlo per la prima volta, viene spontaneo pensare si tratti di un qualche partito, del titolo tradotto di una canzone, di una casa di riposo per anziani o di un’agenzia di pompe funebri. Per scoprire poi che in realtà non è niente di tutto questo.
È ciò che si potrebbe definire frutto di un’idea originale e bizzarra quanto il suo nome, una realtà fresca e spontanea, che può tranquillamente inserirsi nel concetto più ampio di ‘visual art’. È anche, volendolo definire, uno “spazio per l’arte”, ma nel quale il concetto di ‘arte’ canonicamente intesa forse si troverebbe un po’ a disagio.

CasaParadiso

Volendo essere meno pomposi, si parla semplicemente di un progetto ideato da due ragazzi, Alessandro Pinto e Carlo Munaretto, aiutati da un terzo componente, Paolo Pigozzi, per quanto riguarda la parte tecnica. Tutti ordinari studenti fuorisede a Bologna.
Di fatto, essere fuorisede li ispira e li diverte tanto quanto esserlo a Bologna. Vivere le mille esperienze che la città offre, le situazioni improbabili, l’essere circondato da una fervida e vivace vita studentesca sono state le molle che hanno fatto sì che i due ventenni con la passione del videomaking facessero il salto e divulgassero foto e video ironici, talvolta creati e ambientati tra le mura domestiche, in una loro pagina Facebook creata meno di un anno fa e che porta il nome della strada della loro prima dimora, via Paradiso appunto.

Seguiti inizialmente solo da amici ma ottenuto un relativo successo con i loro primi brevi video, armati di videocamera e tanta creatività raggiungono una discreta popolarità con la realizzazione di una videointervista ironico-satirica fatta ai leghisti presenti in Piazza Maggiore l’8 novembre scorso. I risultati non si sono lasciati attendere: il video ha inaspettatamente totalizzato più di 100.000 visualizzazioni in pochissimi giorni, nonché superato le oltre 2.000 condivisioni.
Spinti anche dal successo del loro lavoro, a distanza di poche settimane l’uno dall’altro, sulla loro pagina Facebook pubblicano altri due video: uno sulla questione Marò, filtrata con gli occhi di un gatto e primo episodio di una mini serie, e il successivo sul Giubileo, rielaborato in chiave Star Wars. Entrambi hanno già raggiunto qualche centinaia di visualizzazioni e sono senza dubbio sulla strada giusta per riceverne altre.

CasaParadiso

Con la curiosità e la voglia di conoscerli decido di incontrarli, scoprendo subito persone accoglienti e simpatiche. Non senza aver notato un improbabile quanto inquietante cartonato di Che Guevara ad altezza naturale nel loro soggiorno, dopo i preliminari la conversazione si sposta su come è nata l’idea, sul web e sui loro progetti futuri.
A questa domanda, i tre rispondono con ottimismo e positività: continueranno a far maturare il loro progetto, cercando di dargli un taglio che sia il più originale possibile. Hanno in cantiere ancora un sacco di idee da tradurre in realtà, ma questa loro passione e voglia di fare deve rispondere anche alla loro vita universitaria, motivo principale per cui, in fin dei conti, vivono qui a Bologna.

Alessandro e Carlo

Nell’età d’oro del videomaking, in cui Internet pullula di video comici, esperimenti sociali e gif animate ai limiti della satira, CasaParadiso è senza dubbio un qualcosa di diverso e alternativo al mainstream presente su YouTube, o quantomeno divertente e più nuovo, forse per il carattere volutamente “studentesco” (quindi di nicchia) e spontaneo che gli hanno dato i creatori. Nativi digitali sì, ma senza le velleità da web star. Perché semplicemente fare quello che fanno li diverte e continueranno a farlo. O forse perché creano una chimica, che è poi il loro tratto distintivo, fatta di vita quotidiana senza monotonia, vista da una categoria, quella del fuorisede, ormai talmente immersa nel tessuto sociale bolognese che ci viene difficile immaginare quest’ultima senza di essa.

Comunque decidano di continuare, ci saranno sicuramente parecchi, fuorisede e non, che si lasceranno affascinare dai loro video e saranno spinti a dare un like alla pagina.
Certamente ne sentiremo ancora parlare.

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