Sono sveglio da un’ora, ho dieci euro in tasca, una fame bestiale e i ragazzi di JustSelfie (che potete raggiungere qui) mi stanno aspettando per un’intervista.

Come sempre, in questi casi, non c’è solo la fame, ma, nell’ordine: tabacco in esaurimento, tre cartine in croce, quattro filtri sparpagliati nello zaino e abbonamento autobus scaduto. Normale. Con un “rapido” calcolo mentale, mi ritrovo davanti all’evidenza che, se va bene, al termine dei miei acquisti avrò in tasca quattro euro, forse meno. La vita fa un po’ schifo anche per questo.

Mentre sono sul 37 in direzione Porta San Donato, ripenso alla mia amica che non perde occasione di rimbrottarmi perché non uso i coupon e, conseguentemente, non risparmio. Il fatto è che io i coupon non so nemmeno cosa siano.

Incontro Francesco e Alessandro. Sono seduti a un tavolo alle scuderie e mi accolgono con un sorriso, senza dare troppo peso al fatto che, come sempre, sono in ritardo.

– Cos’è JustSelfie?

Chiedo. Francesco, il CEO (quello che nel team dorme meno di tutti, per intenderci), prende la parola e mi mostra delle slides.

– Prima di parlarti di JustSelfie, vorrei raccontarti la storia di qualche numero interessante. Lo sai che nel mondo vengono scattati 93 milioni di selfie al giorno e che la parola “selfie” compare scritta sul web 154 milioni di volte?

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Un’analisi statistica di JustSelfie

Ecco, questa è una tendenza evidente del nostro momento storico. Un’altra tendenza riguarda i cupon: si stima che in Italia vengano consumati giornalmente 75 mila coupon commerciali. Just Selfie è la nostra idea per conciliare queste due tendenze (selfie e coupon) e generare un valore sia per chi si scatta una foto, che per chi decide di applicare un’offerta sul proprio prodotto. Quando è stata l’ultima volta che hai usato un coupon?

– Ora riderai, ma devo confessarti che non ne ho mai usati.

– No, non rido (in realtà ha riso, NdA), il problema non è tuo, dipende dalla “filosofia” del coupon.

– Spiegati meglio.

– Convieni con me che 75 mila coupon non siano poi così tanti?

– In effetti, pensando che in Italia vivono quasi 60 milioni di persone, mi aspetterei qualcosa in più.

– Esattamente. Ora, i nati tra la seconda metà degli anni ’80 fino ad oggi fanno parte della cosiddetta “net generation”, e si stima che, in questo grande gruppo, il 53% sia influenzato dal parere di amici e parenti nel fare acquisti. Una persona su due compra qualcosa basandosi sul parere altrui. Significa che, se non ti parlo dei miei acquisti, difficilmente potrai essere influenzato dalle mie decisioni. Per i coupon vale la stessa cosa.

– No sharing, no business?

– Precisamente. Lo sharing favorisce interazioni, interazioni favoriscono fidelizzazione tra consumatore e venditore.

– E che mi dici di Groupon? E Spiiki?

– Del primo posso dirti che è stato quello che ha aperto le porte di questo mercato. Un’idea geniale che però, a parer mio, si è concentrata sulla fidelizzazione dell’utente solo nei propri confronti, tralasciando gli interessi dell’esercente, o di chi presta il servizio, che vede le proprie offerte sfruttate da persone che poi nemmeno si ricordano la provenienza dell’acquisto. Raramente capita che qualcuno dica esattamente dove abbia comprato la tal cosa, nella maggior parte dei casi la tal cosa è semplicemente stata comprata “su Groupon”, e tanti saluti a chi ha pensato l’offerta (che tra l’altro non può essere inferiore a una percentuale specifica), per non parlare del fatto che il pagamento anticipato può nascondere qualche brutta sorpresa. Spiiki lavora meglio ma, anche in questo caso, l’utilizzo dei coupon offerti dalla piattaforma non diventa “virale” nella rete. Tra l’altro, l’ultima volta che ho preso una pizza, con un coupon Spiiki, faceva piuttosto schifo.

just selfie competitors

– Insomma, mi pare di capire che il mercato dei coupon sia abbastanza caotico e ci siano un sacco di selfie in giro. Ma quindi cos’è JustSelfie?

– JustSelfie è un’applicazione per smartphone. In questa applicazione, attraverso la geolocalizzazione, sono segnalati i locali e i negozi che, attraverso i coupon, propongono sconti su prodotti o servizi utili nel quotidiano. Il nocciolo è che il coupon si ottiene scattandosi un selfie all’interno del locale che propone l’offerta. In questo modo, attraverso la condivisione della foto sui social network, il cliente ottiene il coupon e l’esercente ottiene un ritorno di immagine efficace, perché è il cliente stesso a “metterci la faccia”.

– Un selfie per un coupon. Mi sembra un affare.

– Lo è. Scegli un’offerta dall’elenco, ti rechi in quel luogo, scatti un selfie, lo condividi e il gioco è fatto. Nessun pagamento prima del servizio (i pratici di Groupon sapranno che questo è un fatto interessante, NdA).

– E se non mi voglio scattare un selfie? Chessò, potrei aver fatto tardi la sera prima e avere gli occhi crepati peggio che il sabato mattina.

justselfie howitworks
esempio di interfaccia dall’alpha test version di JustSelfie

– Regolare, abbiamo pensato anche a questo. Puoi scattare una foto “esperienziale”, nel senso che se l’offerta prevede un cappuccino scontato, il coupon è fruibile anche facendo la foto al cappuccino stesso, così non ti rovini la piazza.

– Questa cosa di scattare una foto “esperienziale”, invece di un selfie, fa cambiare qualcosa ai fini dell’offerta?

– Non dell’offerta, nel senso che questa viene ottenuta in ogni caso. Ma JustSelfie non è solo un’applicazione strumentale, abbiamo ideato una vera e propria community nella quale abbiamo inserito un sacco di funzionalità interessanti tra cui un wall sul quale vengono raccolte le foto scattate dagli utenti e la cui frequentazione garantisce vantaggi di vario genere. Innanzitutto, per ogni offerta che consumi, l’applicazione ti riconosce un credito che varia a seconda che la foto sia un selfie o “esperienziale”. Questi crediti (cashback, NdA) maggiorano alcune offerte, ad esempio, al raggiungimento di un certo numero di punti, l’offerta del 10% di sconto sull’acquisto di un prodotto cresce all’11%. Questo dipende dall’esercente, s’intende.

– Come i punti di PizzaBo?

– Come i punti di PizzaBo. O quel che resta di PizzaBo.

Come quando rievochi le feste a te rivolte dal tuo animale domestico, per poi ricordarti che è morto, seguono alcuni secondi di silenzio. (PizzaBo è stato recentemente comprato da JustEat, che ne cambierà il logo, NdR).

– Vabbè – dico, tergendo le lacrime con un fazzoletto – parliamo del vostro team.

– Il nostro gruppo è composto da otto persone: Alessandro si occupa del marketing, poi Davide e Gabriele due programmatori che si occupano dell’applicazione su iOS e Android, Luca che si occupa dello sviluppo delle interfacce web, Andrea, responsabile advertising, Stefano che si occupa delle grafiche, e Giovanni che cura il corretto procedimento delle operazioni.

– Siete tanti!

– Ognuno è necessario. Ciascuno si è specializzato in un’area di competenza, io ad esempio ho fatto un bel po’ di lavoro sporco finora.

– Di che genere?

– Ho presentato JustSelfie a 150 esercenti di Bologna e, ti assicuro, non erano in molti ad aver chiaro cosa fosse un’applicazione. Nelle mie giornate passate “porta a porta” ho incontrato anche chi mi ha intimato di non venire a fare i soldi in casa sua.

– Benvenuti nel ventunesimo secolo, no?

– Sì, avanti Cristo. In ogni caso noi andiamo avanti. Tra l’altro, siamo in cerca di beta tester che possano aiutarci a testare l’applicazione ormai prossima al lancio, che avverrà a Maggio 2016. Ricordati di metterlo nell’articolo (ride, NdA).

Alla luce di questa conversazione realizzo che quattro euro in tasca e un telefono carico e collegato alla rete dati sono una buona base di partenza per cercare un buon bar dove fare un brunch e il prezzo della mia faccia sul wall di JustSelfie è uno scambio equo.

Vedo in questi ragazzi grande competenza e tanta carica. Quel genere di carica che compensa l’esperienza che, inesorabilmente, arriverà in buona dose solo con il tempo. Francesco mi mostra il libro che rappresenta la sua “bibbia”, s’intitola “Partire leggeri”, di Eric Ries. Sorrido, ripensando ai miei primi passi nello studio del marketing e alle nottate passate a leggere “La mucca viola” di Seth Godin. Chi trova una letteratura, trova un mentore.

Il mondo sta cambiando e la rete è lo scenario più evidente di questo cambiamento. Sono cambiati i segnali che spingono all’azione e così devono cambiare i metodi con i quali decidiamo di darci da fare. Dopo appena due mesi dal lancio del sito www.justselfie.it, questa attività non è solo l’avventura di otto ragazzi, ma un esempio potente di organizzazione e ambizione. Le grandi idee si nascondono tra le pieghe della quotidianità e il colpo di genio ammicca a chi non si lascia ottundere dal lamento.

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