Ciao Federico.
Prima tappa del tuo nuovo primo tour a Bologna, città in cui vivi e componi, in una location importante come il Locomotiv Club. Che effetto fa sapere di dover suonare su un palco così autorevole e nella città che ti ha visto nascere artisticamente?

Ho molta ansia ma sono felice. Il concerto al Locomotiv sarà il primo di questo tour.
È un punto di partenza sotto tutto gli aspetti ed è bello iniziare proprio da lì”

 

Da qualche mese ormai sei sulla bocca di tutti, esattamente dall’uscita de ‘La legge di Murphy’ e per colpa del misterioso quanto efficace endorsement musicale da parte di molti esponenti della scena indie italiana.
Ma chi è in realtà Cimini?

Boh, è quello della legge di Murphy, o almeno uno di quelli che la subisce”

 

 

Molti tuoi fan sui social hanno notato una forte eco “calcuttiana” ne ‘La legge di Murphy’.
C’è un’effettiva influenza del cantautore di Latina o è solo paranoia da ascoltatore?

Allargherei gli orizzonti: se si ascolta Imagine di John Lennon si capisce che in quel caso Murphy è da considerarsi un mezzo plagio da parte mia.

In ogni caso Edo è un fratello, mi ha anche dato una mano per migliorare le voci del disco, e non importa a nessuno dei due di questi pareri, anzi ne abbiamo riso molto – e sì, sono anche un suo fan”

 

 

 

Tu hai già una solida carriera artistica ormai da qualche anno, costellata da partecipazioni a festival importanti insieme ad altri vari artisti, nonché già due dischi all’attivo.
Adesso però sei ritornato sulla scena dopo tre anni in una veste diversa e rinnovata: il cambio di etichetta e il passaggio alla Garrincha Dischi, un reset nei tuoi profili social, il solo cognome a farti da biglietto da visita ma mantenendo sempre la grande abilità nella scrittura, seppur ora distante da certo modo di comporre.

Cos’è cambiato da Federico Cimini a Cimini? È stato un passaggio naturale e spontaneo quanto consequenziale o un restyling d’immagine e di sound fermamente voluto e studiato dettato da fattori esterni?

Nessun restyling. La vita è fatta di cicli che iniziano e che finiscono. Ho scritto molte canzoni in un periodo della mia vita che adesso si è concluso. Questo non vuol dire rinnegarlo, però adesso è iniziata una nuova cosa”

 

Pensi che le due esperienze musicali, cioè il prima e il dopo, possano riuscire a influenzarsi e coniugarsi in futuro o lasci spazio all’esplorazione di nuove sonorità?

Certo, è un percorso che ho già iniziato ad esplorare”

 

 

I tuoi due poli sono la Calabria e l’Emilia, infatti sei bolognese per adozione artistica ma calabrese di nascita. Insomma, due terre ricchissime a livello di patrimonio musicale.
Inoltre, ma non poi troppo casualmente, sei spesso stato accostato al tuo conterraneo Rino Gaetano sia per le strofe dei tuoi primi testi che per la voce graffiante e ruvida che ti caratterizza.

Chi dei vecchi e nuovi cantautori fa parte della playlist di Cimini?

 

Essere accostato a Rino Gaetano è sempre una bella responsabilità. Tuttavia: Dalla, Battiato, Gli Squallor, Motta, Calcutta, De Gregori, Rino Gaetano, i Cani, Ligabue di Buon compleanno Elvis, Vasco di Bollicine, Lo stato sociale, Frah Quintale”

 

 

I tuoi pezzi, entrati ormai a pieno diritto tra quelli che compongono l’indie italiano, stanno mietendo cifre considerevoli negli ascolti sulle piattaforme di streaming musicale, il che è motivo d’orgoglio e di ottimismo.
Pensi che l’indie possa ancora essere considerato “di nicchia” o, come molti affermano, si stia “snaturalizzando” intraprendendo strade che lo avvicinano al pop mainstream?

 

Non mi importano distinzioni di genere: io scrivo canzoni per tutti”

 

 

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