Bologna, Arterìa. 28 aprile 2016

Tappa del Pazzo Tour. Uno spettacolo contraddistinto da un sound originalissimo e ipnotico, sperimentale e a tratti “vintage”, nato dall’accostamento sonoro di strumenti vari e apparentemente distanti che spaziano dal computer alla drum-machine, fino al violoncello, che fanno da spalla l’uno all’altro nel creare una performance magistrale. Un alternarsi di note che si intrecciano creando un’impalcatura sonora per testi dalle parole ricercate e intelligentemente usate, tutti elementi che creano una realtà musicale unica.
Un perfetto matrimonio in musica tra due esperienze artistiche diverse ma al tempo stesso molto vicine tra loro, veicolate da due voci che fanno da perfetti testimoni di nozze: Bea Zanin e Diego Perrone.

 

Con Bea e Diego ci incontriamo nel tardo pomeriggio davanti a una birra in un bar vicino a Porta Lame, poco prima del sound check.

“Il nostro sodalizio artistico è frutto di una mia iniziativa”, spiega Diego. “Ero in cerca di qualcuno con cui collaborare a nuovi progetti e che al tempo stesso fosse vicino al mio modo di fare e concepire la musica. E così, cercando su Internet, mi sono imbattuto in Bea. Ascoltando i suoi pezzi l’ho sentita musicalmente molto vicina a me, ho avvertito sin da subito che era la persona giusta da trovare. L’ho contattata immediatamente e da quel momento è nata la nostra collaborazione, oltre a una splendida amicizia che è componente fondamentale nel nostro lavoro”

Bea continua: “Quando Diego mi ha scritto ho accettato subito. Mi sono sentita davvero onorata. Ho capito anch’io che ci sarebbe stata tanta sintonia e non potevo che esserne felice. Condividiamo la stessa città, Torino, ed entrambi abbiamo alle spalle un background musicale molto nutrito e variegato, esperienze solistiche, nonché affinità e analogie nel suono e nella scrittura. Non poteva che nascere una magnifica esperienza e un gran bel lavoro!”
Parlare di scrittura dà l’input ai due per far risaltare la loro proficua collaborazione e presentarmi la loro prima creatura musicale, PAZZO DI TE, un pezzo scritto a quattro mani che, oltre a dare il nome al loro tour in giro per l’Italia, anticipa l’uscita dell’album d’esordio di Bea Zanin il prossimo autunno, di cui sarà produttore artistico lo stesso Diego Perrone.

 

Durante l’intervista, i due colgono l’occasione per parlare anche delle loro esperienze precedenti. Diego parla del suo apprendistato artistico con Roger Rama e dei suoi preziosi precetti, dei suoi progetti musicali da solista, della fondazione dei Medusa e dei vari progetti a cui ha preso parte, come della collaborazione ormai più che decennale con Caparezza in veste di vocalist.
Bea, della sua laurea in filosofia e dello studio del violoncello al conservatorio, passando poi al suo omonimo ep d’esordio del 2014 e alle numerose collaborazioni come violoncellista con artisti come Bianco e Jack Jaselli.

Il live inizia in tarda serata e la musica invade la sala, il pubblico è travolto dal loro ritmo, i loro pezzi piacciono. E i testi entrano subito in testa. Tutti sono catapultati in mezzo all’atmosfera creata dalle voci di Diego e Bea e dal loro sound elettropop, alternativo e psichedelico, che arriva dalla consolle e capace di chiamare e fondere a sé anche la voce calda e profonda del violoncello. Uno spettacolo pieno e completo fatto di suoni come di luci e immagini. Il live è infatti supportato anche dalla proiezione del video ANNI, tratto dall’omonimo singolo di Bea Zanin e disegnato e animato da Elena Guidolin, amica fumettista di Bea che da anni vive e lavora a Bologna, presente alla serata.

A fine concerto, al via il dj set. Anche nella scelta dei brani la componente disco anni ’80 risalta sin da subito, diventando prosecuzione ideale della loro riuscitissima performance.

 

Per ora, dopo averli apprezzati vedendoli all’opera, si aspetta di sentirli e vederli presto di nuovo dal vivo.

Intanto, un grosso in bocca al lupo a entrambi.
Buona musica, ragazzi!

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