Seconda puntata della “piccola guida ragionata allo slang bolognese” dedicata alla lettera “s”

gatto che "sbadaccia"
gatto che “sbadaccia”

S (sav-sba)

sbadaccio s.m. sbadiglio; N.V.P. ♦ dal dialetto ṡbadâc’ s.m. (=)

sbadilata s.f. grande quantità; “da Fantoni mi hanno dato una sbadilata di tagliatelle”. Vedi anche botto, fottio, fracco, sbanderno, sbrozzo, sporta

sbagiuzza s.f. cosa di poco conto, di poco valore; “certo che il regalo che ti han fatto è proprio sbagiuzza” ♦ dal dialetto ṡbagiózza s.f. cianfrusaglia, chincaglieria, (=)

sbalinato agg., s.m. mattoide, pazzoide, scriteriato, mentecatto; “merda il tuo amico è sbalinato duro” ♦ dal dialetto ṡbalinè s.m. (=). Vedi anche sbalestrato, sbarellato, stordito

sbanderno s.m. grande quantità; “c’è uno sbanderno di gente al Cavaticcio” ♦ dal dialetto ṡbandêren s.m. rovescio di pioggia, individuo iperattivo, bambino irrequieto, (=). Vedi anche botto, fottio, fracco, sbanderno, sbrozzo, sporta

sbarbo/a s.m.,f. ragazzino, ragazzina, adolescente; “ehi sbarbo smolla la biga che slumiamo la tele” cit. Skiantos in Eptadone

sbalestrato agg., s.m. sin. di sbalinato; “quel tipo mi sembra un po’ sbalestrato” ♦ dal dialetto ṡbalestrè s.m. (=). Vedi anche sbalinato, sbarellato, stordito

sbarellare v. impazzire, dare fuori di testa; “la Giulia mi fa sbarellare di brutto”

sbarellato agg., s.m. sin. di sbalinato; “Gino è un bravo cinno, ma un po’ sbarellato

sbatto /n/ s.m. voglia, intenzione; “non c’ho mica lo sbatto di andar fin là”

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

 

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