tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “P”

slangBolognese, BBU, Bologna, dialetto

P (terza parte, par-per)

pàrolo /a/ s.m. pugno. Da non confondere col giocatore della Lazio; “si è preso un pàrolo nella musta”. Vedi anche cartone

parpagliottoBOCs.m. farfalla, falena; “c’è un parpagliotto che non smette di volarmi attorno” ♦ dal dialetto parpâja s.f. (=), vite con falde che ne consentono il serraglio a mano, prostituta, vulva, biglietto di comunicazione tra carceratiGl, orecchioGm

passerotto s.m. uccelletto, uccello di piccole dimensioni; “c’è un passerotto che becca nel giardino” ♦ dal dialetto pasaròt s.m. (=). Sin. di passerino

pastone s.m. mangime per animali, guazzabuglio; “hai preparato il pastone per le galline?” ♦ dal dialetto pastån s.m. (=)

pastrocchio s.m. pasticcio, poltiglia liquida, situazione complicata; “cos’è ‘sto pastrocchio nella padella?” ♦ dal dialetto pastroc’ s.m. (=)

pasturare v. 1 spargere cibo per pesci per attirarli; “prendi i bigatti per la pastura2 andare a donne “andiamo al tandem per pasturare? Ci sono le spagnolé ♦ dal dialetto pasturèr v. (=), pascolare

pataccone s.f. incrostazione di forma sferica molto solida e resistente; “hai una pataccone di ragù sulla camicia” ♦ dal dialetto patacån s.m. (=)

patacchinoBOC s.m. adesivo, etichetta; “togli il patacchino dalla mela quando la mangi se no lo ingoi e muori” ♦ dal dialetto patachén s.m. (=), ragazza minuta e attraente

pecora (essere a) loc. oltre alla ben nota metafora sessuale, significa non poterne più, essere esausti; “sono a pecora, non riuscirò mai a finire il saggio per domani”. Vedi anche essere alla canna del gas

penna /a/ s.f. 1 bella ragazza; “soccia che penna2 impennata. N.V.P. Per 2 vedi anche perta

pera s.f. 1 goal; “che gran pera di Verdi règaz” 2 iniezione di sostanze stupefacenti, spesso eroina “il fratello di Marco è uno che si fa le pere3 seno; “Maria ha delle pere atomiche”. Per 1 vedi anche bollo, per 3 vedi anche bocce

perarsi v. farsi le pere; “…è in bagno a perarsi

perquisa s.f. dim. di perquisizione; N.V.P. Non esclusivamente bolognese

perry /n/ s.f. perizoma. N.V.P.

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
Ga………………………gergo degli ambulanti
Gl………………………..gergo dei ladri
Gm……………………. gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

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