Il Cinema Modernissimo riapre durante le giornate del Fai.

Il cantiere apre le porte in attesa della riapertura prevista per il 2018.

Domenica 26 marzo, affascinata dalle atmosfere Liberty, ho deciso di sfruttare l’occasione di visitare il Cinema Modernissimo, o meglio il suo cantiere.

Situato sotto Palazzo Ronzani, centro polifunzionale costruito nei primi del Novecento interamente in cemento armato, viene inaugurato nel 1915 con la funzione di teatro. Solo negli anni ’50, in seguito ad alcuni lavori di ammodernamento, diviene uno dei principali cinema della città di Bologna

cinema modernissimo

Il FAI- Fondo Ambiente Italiano– ha dato l’occasione di accedere a quest’area per un solo weekend accompagnati da giovani volontari dell’associazione che da anni si occupa della salvaguardia del patrimonio monumentale italiano.

Un gran numero di persone ha partecipato all’iniziativa così che, dopo un’ora abbondante in fila

sul marciapiede di via Rizzoli e sotto un cielo inclemente, ci siamo inoltrati nel sottopassaggio in disuso da almeno una ventina d’anni. Una preparatissima ragazzina dai capelli blu ci ha mostrato quello che in un futuro diverrà il bar del cinema con vista sul decumano romano.

Successivamente ci siamo inoltrati nel foyer che vanta un meraviglioso tetto con decori liberty e nella galleria che verrà mantenuta per metà poiché i lavori di ristrutturazione prevedono soltanto il ripristino degli spazi presenti nel 1915, anno di inaugurazione del teatro.

Una volta nella sala principale ci è stato mostrato lo schermo e ciò che sta dietro e ci è stato spiegato che una volta ultimati i lavori di ristrutturazione, nel 2018, sarà possibile proiettare qualsiasi tipo di pellicola, dal Cinema-scope all’8mm, fino ai film muti con l’ausilio di una vera orchestra.

La nostra guida dai capelli blu ci ha poi comunicato che per il Cinema Modernissimo non è previsto alcun multisala poiché l’intento della Cineteca, a cui è stata affidata la gestione, è quello di creare un luogo “bello” dove si respiri storia, diversamente dai multisala delle nostre città.

Il cinema è meno Liberty di quanto ci si aspetti, dato che gli unici rimandi a questa corrente artistica sono presenti sul tetto. Niente aria da Grande Gatsby insomma ma comunque un’esperienza unica magistralmente gestita dalla nostra volontaria FAI.

PH_Anna Morana

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