tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “P”

pacman_slanBolognese_BBU_lettereP

P (prima parte, pac-pad)

pacca s.f. colpo molto forte, che ha più attinenza con la spinta che con il pugno o il singolo colpo; “non ho visto il blocco e ho preso una gran pacca” ♦ dal dialetto pâca s.f. botta, fendente, percossa

pacca (di) loc. all’improvviso; “ha deciso di non venire, così, di pacca” ♦ dal dialetto pâca (ed) loc. (=)

paccare /n/ v. dare buca, mancare a un appuntamento; “ho dovuto paccare malamente perché avevo una cena”

paccaro /n/ s.f. colui che pacca; “sei il solito paccaro

paccoBOCs.m. fregatura; “il vino che mi hai regalato è un gran pacco“. Inoltre il pacco si può 1 dare; “mi hai dato un gran pacco regalandomi quel vino scrauso” 2 prendere; “ho preso un gran pacco con quel vino scrauso di Mauro”

pacco (tirare il) loc. sinonimo di paccare

paciugare v. pasticciare, rimestare; “smettila di paciugare con le matite colorate!” ♦ dal dialetto paciughèr v. (=), palpeggiare una donna

paciugo s.m. 1 intruglio, fanghiglia, melma; “attento a uscire, che ha piovuto e c’è del paciugo!” 2 pasticcio, lavoro mal fatto; “dài, ma guarda che lavoro che hai fatto, è tutto un paciugo!” ♦ dal dialetto paciûg s.m. (=)

pacmanBOC/n/ s.m. 1 persona che pacca sistematicamente adducendo scuse banali; “oh pacman la volta prossima vedi di esserci capito?”

paduloBOC/a/ s.m. pene; N.V.P. Vedi anche oca

padella s.f. macchia d’unto; “Vergognati! Hai una mega padella sulla camicia!” ♦ dal dialetto padèla s.f. (=), padella. Vedi anche padellone, patacca.

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

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