Il valore aggiunto dell’associazionismo

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<<Chi te lo fa fare? Non ti pagano…>> è la frase più ascoltata da chi fa associazionismo. É la più ripetuta dai volontari.
É difficile spiegare che ci sono ricompense che oltrepassano il valore materiale.
É difficile spiegarlo in una società dove “i soldi fanno la felicità“, dove le relazioni affettive sono soppresse dai social network e dalla frenesia del lavoro.

 

Da piccolo vedevi il mondo come un cartone animato. Tu eri il protagonista.
Salvo le punizioni dei genitori, tutto era bello. Tutto ti piaceva.

 

Crescendo (forse) ti sei accorto che la vita non è poi così tutta rose e fiori.
Tu non sei il protagonista e le punizioni ti han temprato.

 

Ma di che stai parlando? Ma che diamine ha a che fare questo con l’associazionismo? (ti starai chiedendo)

 

Vedi, viviamo in una società capitalista dove i valori sono in continuo declino. (leggi, non è il solito pippone)
Ciò che non produce ricchezza è abbandonato.
Ciò che è diverso allontanato.

 

Ognuno di noi è portato ad essere allo stesso modo: vestiamo abiti di H&M, mangiamo al Mc Donald’s, siamo connessi su Facebook/Twitter/Instagram/ilSocialdelMomento.
Siamo appiattiti. Ce ne freghiamo.

 

L’1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale.
In questo contesto entra in gioco l’associazionismo.
Nella tutela del debole contro il forte.
Nella tutela di chi ha perso i diritti e di chi non li ha conquistati.
Nella tua tutela.

 

Hai capito perfettamente. In questo momento, decine di associazioni stanno lottando per un tuo interesse. Siano esse di rappresentanza studentesca o semplicemente i ragazzi di questo blog. Non ha importanza.

 

<<Chi te lo fa fare? Non ti pagano…>>
L’associazionismo genera una comunità migliore.
Oppure era veritiera l’affermazione del mio prof: chi fa volontariato lo fa per se, non per gli altri>>.