Virtus: dalla A2 con ambizioni

Epica, storica, determinata, focalizzata. O molto più semplicemente, professionale e umana. Tante cose è stata la Virtus in questo suo ritorno in serie A.

Noi Ramagli, voi…

L’anno scorso, dopo avere perso la massima categoria che nella sua storia aveva sempre visto almeno una bolognese al via, la Virtus si è dovuta guardare dentro.

La retrocessione era figlia soprattutto del caos societario, della confusione di ruoli. E se non si è tranquilli ai piani alti, difficile che lo siano ai piani bassi i dipendenti, leggasi giocatori.

Però c’è stata, nella confusione, chiarezza. Palla a Bucci, che ci ha messo la faccia, Trovato ci ha messo il management, D’Orta la selezione della squadra.

Ma prima ancora della squadra, la mossa di tutti è stata la convergenza sull’allenatore. Pazienza che fosse ancora legato dal contratto con Siena, quando ha squillato il telefono Ramagli ha risposto “Ci sono”.

La prima Virtus 2016/2017 è stato un faro, che ha condotto in porto l’acquisizione di Massimo Zanetti della maggioranza delle quote.

La seconda invece è stata quella che ha sofferto gli infortuni ad alcuni uomini chiave (Ndoja, Lawson, lo stesso Umeh non al meglio) e si è rinforzata al momento giusto.

Bruttini e Gentile sono state due risorse cruciali, pur nella loro differenza di ruoli.

Questione di prospettiva

Ora toccherà alla nuova Virtus provare a essere all’altezza se non di quella moderna (gli anni Novanta dei successoni) almeno di quella recente.

Zanetti pare abbia dichiarato che vuole portarla in finale contro Milano spendendo un terzo nel giro di un triennio.

Obiettivi ambiziosi, che passano dalla costruzione di una squadra che sappia segnare con continuità, grosso problema delle ultime due stagioni bianconere in A.

Zanetti si è ampiamente rifatto, dopo essere stato bruciato da Saputo quando il Bologna scese in B e passò dalle mani di Guaraldi a quelle dell’imprenditore caseario canadese.

Si ripartirà da Gentile, salvo sorprese da Rosselli e Ndoja, da Umeh e Lawson probabilmente, da Spissu previa chiacchierata con la Dinamo Sassari.

Capitan Michelori invece possibile che torni in A2 a spendere gli ultimi scampoli di una carriera da generoso milite ignoto con limite ancora più ignoto.

Si ripartirà da Ramagli, bravo a tenere tranquillo tutto l’ambiente quando contava.

Si ripartirà, comunque, e lo si farà in A. Vista la situazione del 2015/2016, lo si può considerare un motivo di ottimismo.

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