Generazione Rigenerazione

Le cinque sorelle protagoniste del film Mustang, dell'esordiente regista Erguven

Le cinque sorelle protagoniste del film Mustang, dell’esordiente regista Deniz Gamze Erguven

Nel 2013, in Turchia, nella fattispecie proprio ad Istanbul, in piazza Taksim, si levò un’ondata di manifestazioni, spontanea e popolare, che ben presto prese campo in tutta la Turchia. Un gruppo di 50 manifestanti si oppose alla decisione del governo di rimuovere 600 alberi a Gezi Park, il cuore verde di Istanbul, per far posto a un centro commerciale e a una moschea. Il passaparola mediatico, tramite social e mezzi televisivi laici, fece accorrere migliaia di giovani sul posto.

I giovani che portarono avanti il dissenso prendono il nome di Generazione Gezi, dall’omonimo parco.
Ciò che reclamarono al governo era l’esigenza di rispetto dei diritti di tutte le minoranze e dell’ambiente, inoltre libertà religiosa e sessuale, affermazione di diritti umani e civili, pari opportunità sociali. Una Generazione dunque che auspica a una rigenerazione non solo di facciata, ma che interessi le radici profonde della società turca: una Generazione Rigenerazione.

Il malessere comune si trasformò da subito in una contestazione contro Erdogan, al governo dal 2002.
Erdogan venne accusato di attuare politica autoritaria e paternalistica, lesiva delle libertà dell’individuo: una politica che fa riferimento alla sfera dei principi religiosi e non a quella della laicità.
Ciò che innescò il malcontento, infatti, oltre alla causa diretta di cui sopra, è stata la presenza di una legge che vieta di bere alcol la sera. La norma riflette l’incisiva presenza nella legislazione turca dei tentacoli della religione islamica: ai musulmani, infatti, è rigorosamente vietato bere alcolici. L’indignazione giovanile, che tutt’ora perdura, punta ad allentare la morsa dei precetti islamici nella vita civica.

L’influenza della religione nelle normative civili, in seguito alla vittoria del governo conservatore di Erdogan, non ha mai smesso di fermentare: in radio e in tv si parla costantemente di sessualità, di ciò che è morale e di ciò che non lo è. Si ribatte sull’immagine di una donna sobria, rispettosa, cui non è ammesso di ridere in pubblico.

C’è una scena nel film Mustang, opera prima della regista Deniz Gamze Ergüven, in cui, nel vociferare
di sottofondo della tv, si sente un cronista parlare di come alla donna non siano permesse risate sguaiate, di come ella sia dignitosa quando arrossisce di fronte a un uomo, poiché segno del suo riconosciuto imbarazzo e della sua ovvia inferiorità. D’altra parte, nella stessa pellicola viene a galla un altro aspetto della Turchia: quello di una
popolazione, soprattutto femmina, che non ha paura di abbattere cliché sessuali e che anzi riporta ogni gesto all’ambito erotico; quello di una Turchia coraggiosa, che non demorde nella sacra (o profana, in questo caso) rivendicazione della propria libertà. Una Turchia composita di gente per niente timorosa di sradicarsi dalle convenzioni costrittive che rubano aria al corpo, alla parola, al volo d’un aereo.

Una Generazione Rigenerazione, che si chiami Gezi o che combatta sotto un altro nome e per altre rivendicazioni. Un paese pregno di conservatorismo, di indottrinamento religioso, che viene attaccato da un qualche altro fanatismo religioso; un paese la cui voce dal basso risulta totalmente laica, pronta ad alzarsi in volo nei cieli delle rivendicazioni e del futuro intraprendente e internazionale.

Angela Curina

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