Se siete amanti dell’arte o della buona musica e state cercando uno spazio ibrido dove poterle ritrovare entrambe in un’accoppiata perfetta, potete porre fine alle vostre ricerche recandovi in via Santa Margherita 10, nel cuore del centro storico di Bologna, a due passi da piazza Maggiore.
Qui sta di casa ONO ARTE CONTEMPORANEA, un’intima fusione tra concept store e galleria privata, che non manca di ospitare libri, vinili, oggetti di design e persino abbigliamento.

L’accesso è libero. Non lasciatevi intimorire, entrate a dare una sbirciatina e ne sarete rapiti.
E, dal momento che all’interno è presente anche un lounge bar, se capiterete verso sera potrete anche trasformare la vostra visita in un’ottima occasione per gustare un aperitivo sui generis.
Lo spazio è raccolto e al contempo dinamico. La saletta sotterranea e quella sopraelevata ospitano spesso mostre fotografiche.
E, fino al prossimo 28 febbraio, oltre a ritrovare Shepard Fairey, in arte Obey, personalità legata alla street art, attivista e graphic designer (noto soprattutto dal 2008 per il poster “HOPE” raffigurante il volto di Obama), sarà il turno di Frida Kahlo.

Alla pittrice messicana è riservato gran parte dello spazio, le è infatti interamente dedicata l’intera saletta del piano inferiore. La sua immagine è immortalata negli scatti inediti del fotografo sudamericano Leo Matiz (inventariati in seguito dalla figlia Alejandra), e nei disegni della fumettista e illustratrice Vanna Vinci (tutti acquistabili), attualmente impegnata nella realizzazione di una biografia a fumetti sulla Kahlo che uscirà prossimamente per 24 ORE CULTURA.

12525508_946378998777243_5206210069989766411_o

Per gli estimatori della pittrice la mostra rappresenta una valida opportunità per apprezzare alcuni scatti inediti, per chi invece non la conoscesse ancora è sicuramente un modo di scrutare da vicino un’esistenza complessa e tormentata, nel tentativo di ricostruirla.
La vita di Frida Kahlo, nata a Coyoacan, in Messico, nel 1907, non può infatti non appassionare. Spirito anticonformista e ribelle, legata al socialismo nazionale, all’età di soli diciotto anni rimane vittima di un incidente stradale (a seguito del quale si sottoporrà a più di trenta interventi chirurgici) e, costretta a letto, vedrà nell’arte l’unico mezzo di evasione dalla sofferenza causatale dalla lunga infermità.

12654162_945224238892719_1278850445410142855_n
Oltre al rapporto ossessivo con il corpo martoriato, dalla sua arte emerge però anche gran parte della propria forza interiore: la stessa che mette negli sguardi con cui fissa l’obiettivo di Matiz e che ha portato Vanna Vinci ad utilizzare proprio un tratto netto e deciso per la realizzazione dei suoi fumetti.
Non possono che uscirne immagini potenti e fascinose.

Ecco dunque facilmente spiegato il perché della coda che, soprattutto durante il weekend, si potrà trovare se si capiterà nei paraggi di via Santa Margherita.
Ovviamente niente di inaffrontabile. La pazienza sarà ben ricompensata dalla piacevole sensazione di fare un breve balzo nel caldo Messico degli anni ‘40, nella casa Azul di Coyoacan, e avere l’occasione di scrutare dal buco della serratura la vita di una giovane e passionale artista.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.