I giovani artisti sfilano con i loro abiti indossati dalle modelle - Foto di E. Festa

Applausi per la sfilata sotto la pioggia degli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Lo scorso 10 ottobre un pubblico numeroso ha partecipato a My Levi’s Remix, l’evento promosso da Levi’s Italia in collaborazione con lo studio italo-giapponese Veronesi & Namioka e indetto da Califin S.p.A. che ha coinvolto trenta giovani fashion designer. In palio una borsa di studio per i tre vincitori, rispettivamente di 2000, 1000, e 500 euro.

Di fronte allo store del marchio americano in via Clavature è stata allestita una passerella rossa falcata dalle giovanissime indossatrici dell’agenzia “Le Baccanti” mentre impugnavano ombrelli colorati come i più chic tra gli accessori. Accompagnate dai brani del dj giapponese Gak Sato, le modelle hanno sfoggiato delle vere e proprie opere scolpite nel denim: gli studenti hanno ridato vita a capi Levi’s fallati, reinterpretando il materiale e rivoluzionando le forme. La classica salopette è stata arricchita con una lavorazione a maglia di stoffa recuperata da 15 paia di jeans, mentre il vestito da ballo anni ’60 è nato dall’incontro tra denim e carta riciclata. Impressionante (e forse anche un po’ folle) l’ingombrante abito di Hao Zhuang con cerniera-zaino sulla schiena, addobbato da una sciarpa di enormi lettere cucite in jeans e da una cintura in ecopelle nera imbottita. Delicato il minidressdi Omar Nardi ricavato dalla gamba di una pantalone blu mentre le maniche a sbuffo e le applicazioni sui fianchi creano uno stacco cromatico grazie ad una stampa geometrica bianca, rossa e nera. Originale anche l’idea di capovolgere il classico skinny jeans per ottenere un pantalone a palazzo anni ’70 ornato dalle tasche e dalla chiusura del modello di partenza.

Per la particolare ricerca e la vincente intuizione di trasfigurare il materiale, Ryan Ponseca si è aggiudicato il primo posto con un cappotto a righe decorato da applicazioni in stoffa sfilacciata. Ponseca ha mostrato di aver studiato con intelligenza le potenzialità offerte da i fili di cotone e lino che, liberati dalla fitta trama, sono in grado di simulare un piumaggio colorato. A completare il tutto, la preziosa aggiunta di una striscia di stoffa dorata poco sopra il bordo inferiore del capo, omaggio alle origini della Levi’s che vestiva manovali e cercatori d’oro.

Al secondo posto Giulia Pastorelli con un’opera degna di una sfilata d’alta moda. Per l’abito sono stati utilizzati 27 paia di Levi’s bianchi tagliati in strisce, poi intrecciate a formare i sofisticati e morbidi pannelli di stoffa di uno spolverino smanicato.
Medaglia di bronzo a Valentina Rizzo, infine, che è riuscita a trasformare centinaia di ritagli di stoffa in un’estrosa pelliccia di frange blu.

Grande entusiasmo da sotto la corazzata di ombrelli aperti anche per il lancio della nuova iniziativa promossa da Levi’s, “My selfie in Levi’s”. Fino al 31 dicembre chiunque potrà inventare il proprio stile richiedendo la personalizzazione di un capo della firma alla sartoria creativa dello store bolognese, oppure decidendo di invecchiarlo personalmente: con un selfie si potrà partecipare alla vincita di vestiti Levi’s, unendo così il trend social ed un capo evergreen.

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Veronesi&Namioka Logo Per le foto si ringrazia Veronesi & Namioka per la gentile concessione

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