Salute e prevenzione possono essere un pretesto di inclusione sociale e abbattimento di barriere? Cristina Bignardi, responsabile del progetto ‘La prevenzione non ha colore’ ci spiega perché è possibile.

  • Ciao Cristina. Di che cosa si occupa l’associazione Pace Adesso?

Pace adesso-Peace now è un’associazione nata nel 1998 sotto l’impulso del senatore Giovanni Bersani e promuove a livello internazionale e bolognese la cultura della solidarietà e dell’incontro per creare inclusione sociale”.

  • Quando e come nasce l’idea di dare vita a questo progetto?

Il progetto La prevenzione non ha colore 2.0 è nato nel 2012 a Bologna per dare risposta al problema dell’alta incidenza di tumore alla cervice uterina e al seno che si riscontra nelle donne immigrate in uno stadio avanzato dovuto alla mancanza di controlli. Controlli che sono per la maggior parte gratuiti, ma molte di loro non sono al corrente di questo tipo di servizio della sanità italiana.
Così, da un bisogno così importante come la salute è nato il progetto che coinvolge un team di professioniste tra cui Marilena Manfredi, ex responsabile del centro screening di Bologna.
Nel corso degli anni abbiamo visto che toccare il tema della prevenzione oncologica significava anche cercare di comprendere i diversi vissuti nei confronti del corpo e delle rappresentazioni che ognuno di noi ha verso questo male.
E queste rappresentazioni cambiano a seconda del contesto culturale di provenienza.

  • Il multiculturalismo ha quindi dato un fortissimo impulso alla causa, che non è solo relativa alle donne europee.

Esattamente. È proprio perché siamo venuti anche a contatto con vari contesti culturali che abbiamo ideato una metodologia particolare per entrare in contatto con le donne e riuscire a trattare un tema così delicato come quello della prevenzione oncologica.
Partendo dalla scusa di parlare di salute ci siamo resi conto che le donne si sentivano valorizzate e sentirsi dire “la tua salute per noi è importante” le rendeva più disposte al dialogo.
Così, il progetto, da semplice prevenzione oncologica è diventato un progetto di inclusione sociale

  • Come si riesce a sostenere un progetto del genere?

Per raccontare il progetto abbiamo scelto di raccogliere fondi proprio attraverso una campagna crowdfunding sulla piattaforma online www.ideaginger.it. Fondi che serviranno alla pubblicazione di ‘Con la scusa della salute’, il titolo del libro che vogliamo pubblicare e che parla appunto di questo progetto.
Il crowdfunding online è uno strumento ottimo, una modalità di finanziamento che parte dal basso e permette di sostenere idee e progetti grazie ai contributi della folla e delle singole persone e si basa sostanzialmente sulla forza delle idee, sull’importanza della community e sugli strumenti social che permettono di raggiungere tutti i potenziali sostenitori dell’idea.
Non è più necessario chiedere tanto a pochi… ma poco a tanti. È sufficiente anche una piccola somma. Poi beh, si sa, l’unione fa la forza!

  • Qual è secondo te la funzione che dovrebbe avere il libro?

Con questo libro, che dovrebbe uscire a Febbraio 2019, vogliamo trasmettere un metodo di lavoro rivolto all’inclusione sociale delle persone più vulnerabili. Le diverse azioni portate avanti negli anni volgono a far nascere, specie nei migranti, una presa di coscienza della salute e del loro corpo ed a creare un vero e proprio rapporto di condivisione con queste persone, di conoscenza e di scambio”.

  • Dato il clima culturale e sociale in Italia oggi, quanto è difficile concepire e avviare un’idea del genere?

Parlare di inclusione sociale oggigiorno e cercare di raccogliere fondi per un progetto che va controcorrente è senza dubbio una sfida, ma crediamo che Bologna sia ancora una città aperta e sensibile a questi temi.
Crediamo inoltre che solo grazie al dialogo e la relazione con le persone si possano abbattere gli stereotipi e le barriere sociali. E la salute è per noi il pretesto ideale e il veicolo per entrare in contatto con donne provenienti da contesti culturali differenti
”.

→ L’intervista a Cristina Bignardi su TgR Emilia-Romagna
→ Clicca qui per sostenere la campagna di crowdfunding

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