Mercoledì 20 giugno, giardini di Filippo Re. Sul palco Murubutu (alias Alessio Mariani, Reggio Emilia, 1975) e il suo collettivo la Kattiveria Crew aprono la quinta giornata della rassegna musicale del Botanique, giunta alla sua nona edizione. Il rapper e professore emiliano segue la rosa dei venti sulle note di Levante, Scirocco e Grecale, e in Mara e il Maestrale intreccia musica e narrazione in una storia d’amore d’altri tempi, come solo lui col suoletteratu-rapriesce a fare. Dopo i brani tratti dal suo ultimo album L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti fa un salto indietro; al ritmo di Isola verde ricorda paesaggi sperduti e bucolici e ci lascia con I marinai tornano tardi, indicando l’orizzonte agli Ammutinati del Bouncin ovvero Mirabolanti avventure di uomini e mari. Il pubblico alza le mani, grida e si commuove. Sullo schermo scorrono i disegni di Roby il pettirosso, artista che dà colore e forma alle sue storie.

Viso tondo, cappello a visiera e sorriso a trentadue denti, sul palco sale Claver Gold (Daycol Orsini, Ascoli Piceno, 1986) duettando con Murubutu in L’amica di Annalisa, pezzo coraggioso in cui si parla, in modo velato, di un tema caldo come la depressione. Dietro il palco scorrono immagini, videoclip e il suo nome a caratteri cubitali mentre ci presenta alcuni pezzi di Requiem, l’ultimo suo lavoro che ha registrato diversi sold-out in tutta Italia e lo ha reso uno tra gli storyteller più famosi. La lirica che si intreccia alla poetica crea un legame empatico con gli spettatori e i testi ricchi di spunti personali (la vita in un quartiere popolare di Ascoli Piceno, l’Accademia delle Belle Arti a Bologna e il rapporto difficile con la droga) danno vita a pezzi come Il meglio di me, in cui si cercano le radici del dolore familiare (pezzo che richiama il dramma materno di Un altro giorno in pigiama), Balla coi lupi, una danza in cui si ribella a chi per anni non lo ha compreso come artista, Ricordati di ricordare e Anima nera, brani ricchi di metafore che mostrano la sua peculiare capacità di parlare dell’amore fatto di carne e di menti in sinergia, passionale e logorante al tempo stesso.

RANCORE (alias Tarek Iurchic, Roma, 1989), ultimo per apparizione ma non per importanza, mescola sul palco musica e teatro, condividendo la scena con musicisti vestiti da bambole di pezza che al posto degli occhi hanno dei bottoni cuciti. Con questa scenografia il cantautore romano ci presenta il suo secondo album, Musica per bambini, pubblicato il 1 giugno 2018 per Hermetic con distribuzione Artist First. Il filone conduttore del progetto, come ha dichiarato egli stesso, è quello della crescita: una metafora fiabesca della vita la troviamo in Sangue di drago e le difficoltà comunicative del nostro tempo  emergono nel Centro Asociale in cui tutti viviamo – dove tutti siamo connessi ma paradossalmente ognuno si sente sempre più solo. Le urla non si fermano, la folla lo acclama e lui ribadisce la sensazione di sentirsi fuori dal proprio tempo in Tempi Moderni e chiude con un velo di tristezza ribelle in Depressissimo. Rancore ci parla a quattr’occhi, da amico ad amico e, come già il suo nome lascia intuire, non si astiene da grida e denunce, non ha paura di occupare la scena ma lascia anche spazio all’ironia, ai sogni e ai labirinti mentali.

Da sinistra: Claver Gold, Rancore e Murubutu a fine concerto.

Tre artisti poliedrici, differenti tra loro per stile musicale e poetica, hanno condiviso lo stesso palco con rispetto e stima reciproca – senza battle o dissing – accomunati dalla passione di narrare storie e di offrire un punto di vista diverso sulla realtà. Un vero e proprio trionfo del rap quello di mercoledì sera, un genere che, grazie a questi artisti provenienti da un panorama indipendente, si sta facendo sempre più strada in Italia. A fare da sfondo la suggestiva location dei giardini di Filippo Re, al gusto di una birra sotto la frescura degli alberi: non potrebbe esserci miglior modo per ascoltare e ballare l’hip hop.

La rassegna del Botanique, in collaborazione con l’Estragon, continuerà per i mesi di giugno e luglio. Il programma delle serate è consultabile sulle pagine Facebook e Instagram e sul sito del festival.

Alice Fiasconaro

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