Cerco Alloggio: il servizio abitativo made in Puglia creato da studenti. Oggi anche in Piemonte, a Torino, in una delle maggiori città universitarie.

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Quanti studenti, da settimane, sono alla ricerca di una sistemazione a partire dal prossimo semestre? Ebbene si, per trovare una stanza in affitto a partire da settembre è necessario armarsi di pazienza e coraggio con molti mesi di anticipo.

L’offerta, come abbiamo visto, non è direttamente proporzionale al numero di persone, in particolare studenti, che rappresentano la domanda. Anzi, al contrario, in questi mesi “caldi” dove la richiesta cresce esponenzialmente, stanze o appartamenti disponibili sembrano proprio essere spariti.

→ Leggi “SOS UniBo: perchè gli studenti fuorisede non trovano casa?

Prezzi molto alti, case fatiscenti, zone lontane dai centri universitari. Questa è la trilogia di “SOS Casa”, che vi abbiamo in parte raccontato e per la quale speriamo di raccogliere abbastanza informazioni per suggerire lo spin-off più atteso di sempre – ATTENZIONE, SPOILER -: una soluzione.

Qualche settimana fa ho intervistato Italo Pomesrappresentante nel Consiglio di Dipartimento di Giurisprudenza, appartenente alla Sinistra Universitaria, che ci ha spiegato in che modo l’associazione partecipa al tavolo di lavoro inerente la problematica del disagio abitativo studentesco in CdS (Consiglio degli Studenti).

SU, mesi fa, ha lanciato la campagna #AFFITTAMELA su Facebook, in cui si chiede agli studenti di compilare un questionario, in modo anonimo, per completare il lavoro che permetterà loro di fare proposte più concrete e risolutive all’interno degli organi accademici.

→ Leggi “SOS Casa: il Consiglio degli Studenti cerca una soluzione

Oggi, invece, vi parlo di una piattaforma digitale, originale e innovativa, fondata nel 2013, che si occupa “dell’incontro tra domanda e offerta di alloggi di qualità per studenti universitari e trasfertisti”, come recita il sito nella pagina “Chi siamo”.

Cercoalloggio.com è un “servizio erogato dalla Cooperativa Apulia Student Service, fondata nel 2013 da due giovani universitari, con l’obiettivo di erogare servizi digitali che rispondano ai bisogni e alle esigenze degli studenti”.

Il servizio ha trovato sede a Lecce nel 2014, ma gli ottimi risultati ottenuti hanno permesso che venisse esteso anche nelle città di Bari e Foggia, a partire dal 2016, fino in Piemonte, nel 2017, grazie all’iniziativa dell’Ente del Diritto allo Studio Universitario della regione.

“Su Cercoalloggio.com gli studenti universitari possono trovare un alloggio sicuro e di qualità. Il servizio è fruibile su una piattaforma user-friendly e all’avanguardia su cui sono presenti annunci di case certificate, completi di fotografie e tour virtuali di ogni ambiente, indirizzo, prezzi, contatti dei proprietari, ed ogni altro dettaglio utile allo studente.”

Ho intervistato Carlo Monticelli, uno degli studenti fondatori della piattaforma, uno dei giovani brillanti che ha dato vita ad un servizio unico nel suo genere.

  • Ciao Carlo, partiamo da una domanda semplice. Quando e come è nato il progetto di Cerco Alloggio?

Ciao Eugenia. Noi siamo nati nel 2013, quando eravamo tutti studenti, tramite la partecipazione al bando “principi attivi 2012” emanato dalla Regione Puglia, anche se il primo effettivo anno di attività risale al 2014 nella città di Lecce. Di fatto il 14 giugno abbiamo festeggiato 4 anni in cui siamo operativi! Considera che all’inizio AirBnb non era quello di adesso e si conosceva meno tutto quello che riguarda il meccanismo di affitto appartamenti online. Siamo partiti quindi in un clima favorevole che ha permesso di sviluppare un trend di maggior crescita di servizi che si rivolgono all’Università ecc.

  • In cosa consiste il vostro lavoro? Come gestite il sito?

Innanzitutto noi non siamo una semplice piattaforma e il sito è uno strumento del servizio, perché la nostra definizione di Cerco Alloggio è “uno sportello di casa digitale”. Abbiamo ragionato sulla possibilità di digitalizzare i modelli di “sportello casa” che esistono in alcuni atenei o in altre realtà, basandoci sostanzialmente su quattro tipologie di intervento: la prima è la costruzione di un database di case certificate, successivamente il nostro staff locale opera un sopralluogo in ogni casa per certificarne gli elementi, quindi seleziona le case e carica poi le informazioni sulla piattaforma.
Gli elementi innovativi sono proposti proprio sulla piattaforma che, oltre a fungere da motore di ricerca, da la possibilità di compilare il contratto d’affitto online secondo il modello previsto dalla legge, a garanzia sia dello studente che del proprietario. Altra innovazione è il calcolo del canone concordato, spesso poco conosciuto rispetto al canone di mercato perché l’affittuario guadagna meno rispetto a ciò che aveva previsto, perché il canone concordato è calcolato sulla base dell’accordo territoriale del comune di riferimento. In realtà ci sono diversi sgravi fiscali utilizzando la prima tipologia, e poter calcolare il canone ufficioso del proprio immobile permette al proprietario di scegliere economicamente la strategia più vantaggiosa.

  • Quindi il vostro servizio si rivolge sia ai proprietari che agli studenti?

Si, perché crediamo che per combattere gli affitti in nero sia importante informare i proprietari per convincerli a fare un certo tipo di percorso di affitto, che sia appunto in bianco, che segua la normativa, perché è questo poi il valore aggiunto dei servizi abitativi come il nostro, che mirano appunto a ridurre il nero.

  • In qualche modo il vostro lavoro entra in contrasto con quello delle agenzie immobiliari?

No, perché potenzialmente anche un’agenzia immobiliare che presenta immobili di qualità può accedere alla piattaforma. Ovviamente, essendo un ente commerciale, paga un canone di abbonamento relativo alla pubblicità. L’importante per noi è che presenti alloggi di qualità, che saranno segnalati poi sulla piattaforma con le informazioni specifiche relative ai costi per gli studenti, per esempio. Al momento sono pochi gli annunci di questo tipo, ma stiamo lavorando per incrementarli proprio perché non ci sentiamo competitor delle agenzie.

  • Avete avuto risultati particolarmente positivi in questi anni? Ho visto che siete arrivati anche in Piemonte.

Si! Noi abbiamo aperto in Piemonte il primo agosto dell’anno scorso, quindi sono già dieci mesi che siamo operativi. In questa regione noi avevamo un obbiettivo assegnato dall’Ente del Diritto allo Studio Universitario (che finanzia il servizio) di 400 posti letto, e lo abbiamo raggiunto in tre mesi. Attualmente sono disponibili oltre 600 posti letto sulla piattaforma e proprio qui abbiamo avuto modo di testare il potere del nostro servizio, nato comunque al sud, in Puglia, in città che hanno un mercato abitativo diverso rispetto a quelle del nord. Abbiamo testato il nostro servizio a Torino, una delle città italiane universitarie più importanti, ed è il miglior risultato che abbiamo ottenuto negli ultimi mesi. E’ stata per noi una sfida di crescita che ha portato il servizio all’interesse anche di altri atenei.

    • Anche quello di Bologna?

La vostra università è dotata di un servizio abitativo rivolto agli studenti internazionali e un altro per gli studenti fuori sede. Entrambi non hanno le stesse caratteristiche del nostro modello in quanto sono meno orientati al digitale. Qualora il vostro ateneo sia interessato al servizio che noi offriamo, ne potremo discutere.

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è anche sui social: su facebook trovate le pagine dedicate alle città in cui il servizio è attivo.

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