R (reg-rus)

règazBOC s.m. il gruppo di amici, la ballotta, ma anche il singolo amico, il règaz; “règaz scusate non ce la faccio a venire”. Evoluzione del termine ràgaz; allora ràgaz statemi a sentire, la bazza è questa” cit. Freak Antoni in Cavedagne ♦ a sua volta dal dialetto ragâz s.m. ragazzo. Vedi anche le varianti regis, sbregaz (scherz.)

rimasto /n/ s.m. persona intontita, poco sveglia; “ma che rimasto è il tuo amico?”. Vedi anche bebbo, geppo

rimescolo s.m. situazione confusa e caotica; N.V.P

rimpallare v. usato per indicare un rifiuto da parte del partner; N.V.P.

rosgare v. rosicchiare; “ti è piaciuto il pollo? stai rosgando le ossa” ♦ dal dialetto ruṡghèr v. (=)

rovinarsi v. ritrovarsi in condizioni psicofisiche precarie dopo una serata di bevute; “da Idris ci siamo rovinati

ruggia s.f. confusione, caos; N.V.P. ♦ dal dialetto róggia s.m. rumore

rumareBOCv. frugare, cercare insistentemente; “guarda quel barbone che ruma nel rusco, puvrâz” ♦ dal dialetto rumèr v. 1 grufolare 2 ruminare proprio dei buoi

ruola s.f. teglia, di solito di lasagne; “ho portato una ruola di lasagne” ♦ dal dialetto rôla s.f. (=)

ruscoBOCs.m. spazzatura, immondizia; “porta giù il rusco” ♦ dal dialetto ròssc s.m. (=)

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
Ga………………………gergo degli ambulanti
Gl………………………..gergo dei ladri
Gm……………………. gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

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