Entrate in libreria e, quando vi capita, fatevi un giro. Non dimenticate di controllare i vostri generi preferiti ma, se potete, passate anche nella sezione sportiva.

Se avete buona memoria e tornate a una decina d’anni fa, noterete che, rispetto ad allora, accanto ai racconti di campioni e squadre vincitori sul campo, si sono moltiplicati gli esempi di una ben precisa branca della letteratura agonistica.

Si tratta delle biografie degli allenatori. Intendiamo in prima battuta quelli di calcio, ma non solo, perché anche quelli di basket, volley e rugby trovano il loro posto.

Questo curioso fenomeno ci ha spinto a chiederci le ragioni di questa tendenza.

Quel che resta del mister

Partiamo anzitutto da un presupposto: è tutto cambiato dopo la sentenza Bosman del 1995, che ha permesso la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione europea.

La norma ha avuto un impatto enorme sul mercato dei calciatori, facendo passare il pallino dalle mani delle società a quelle degli atleti, e dei procuratori di conseguenza (anche se a volte viene da chiedersi chi davvero sia al comando…).

A cascata questo cambiamento ha avuto effetto sulle squadre, che si sono spostate progressivamente da un sistema casermistico verso un sistema aziendale.

In poche parole, da generale che era, l’allenatore ha dovuto progressivamente acquisire tecniche di “gestione” dello spogliatoio e di convincimento dell’atleta, abbandonando sempre più la mentalità secondo cui si faceva in un dato modo perché così diceva lui.

My fair manager

Da qui nasce l’utilità di avere gli allenatori che raccontino il loro management e il team building, perché di questo si occupano: i vari José Mourinho, Pep Guardiola, Carlo Ancelotti, Antonio Conte, Ettore Messina, Phil Jackson sono e sono stati dirigenti di multinazionali, mentre Dan Peterson da anni da lezioni di team building nelle università e Gian Paolo Montali ha fatto parte del cda della Juventus, della Roma e ora è direttore generale del Progetto Ryder Cup 2022.

Un miglioramento di condizioni tutto sommato notevole.

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