Prima puntata della “Piccola guida ragionata allo slang bolognese” dedicata alla lettera “s”

Insegna della festa della Saracca a Oliveto
Insegna del “funerale della Saracca” di Oliveto. Photo crediti: Food and so on

S (sab-sav)

sabadone /a/ s.m. rimbambito, imbalzato, zotico; “è un bravo cinno, ma un gran sabadone” dolce di carnevale fritto a base di saba (mosto cotto); “lo fai il sabadone quest’anno?” ♦ dal dialetto sabadån s.m. (=). Per vedi anche bazurlone, giandone, gigione, sandrone

sabbione s.m. 1 sabbia; “ieri è venuto giù del gran sabbione, ci sono le macchine sporche” secondo Pellerano, hashish di pessima qualità. Per noi è N.V.P. ♦ dal dialetto sabiån s.m. 1 (=) 2 maschera poveramente decorata

sac(c)agnare v. picchiare, menare; “lo hanno saccagnato per bene”

sacco s.m. le vecchie mille lire; “hai dieci sacchi per fare benzina?”

samba /n/ s.f. contrazione di sambuca. Secondo Pellerano è un vocabolo di nuova formazione, usato dai giovani. Per noi N.V.P.

San Michele (fare)BOC loc.v. modo di dire tipicamente bolognese che significa traslocare; “stiamo facendo San Michele e sto strippando coi cartoni”

sandrone s.m. rimbambito, imbalzato; “certo che tuo nipote è proprio un sandrone di prima!” ♦ dal dialetto sandrån s.m. (=). Vedi anche bazurlone, giandone, gigione, sabadone

sano agg. ragazzo di bell’aspetto, figo; “lui lì è un gran sano“. Usato dai quarant’enni

saracca s.f. tiro in porta di grande potenza; “ma che saracca ha tirato Verdi?” sardone; N.V.P.. D’obbligo citare “Il funerale della Saracca“, sagra che si tiene a Oliveto, dedicata alla saracca (sardone), che si conclude con il seppellimento della suddetta per celebrare la fine dell’inverno ♦ dal dialetto sarâca s.f. (=), persona scheletrica, afrore di parti intime non lavate. Per vedi anche mina, sassata, sasso, savanata, tega

sassata s.f. tiro in porta di grande potenza nel basket, tiro senza parabola che colpisce la tabella o il ferro; “ma che sassata hai tirato? È la fiera del mattone?”

sasso s.m. sin. di sassata

savanata s.f. sin. di sassata

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………… Bolognesità d’Origine Controllata
f. ……………………… femminile
Ga……………………. gergo degli ambulanti
Gl……………………… gergo dei ladri
Gm…………………….gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

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