Oggi il protagonista di Generazioni Mobili è Elliott McDowell, studente inglese di italiano e francese all’università di Birmingham che ha passato un anno a Bologna continuando i suoi studi e perfezionando l’italiano. Attore, appassionato di cinema, teatro e calcio, Elliott ci ha aperto una finestra sulle difficoltà, sui cambiamenti e sulle conquiste che uno studente Erasmus deve affrontare una volta arrivato nel Bel paese.

Raccontaci un po’ chi sei. Da dove vieni? Cosa studi?

Mi chiamo Elliott McDowell, ho 21 anni e vengo dall’Inghilterra. Studio all’università di Birmingham e sono venuto a Bologna per il mio anno da Erasmus. Qua’ ho potuto studiare molte cose diverse: Storia del Cinema, Storia del Teatro, Storia della lingua italiana, ma anche un po’ di Francese. Ho scelto di sfruttare l’opportunità di poter studiare cose molto diverse tra loro perché è qualcosa che non esiste nel mio paese e perché i miei professori mi hanno detto che era più importante seguire un corso totalmente in italiano.

Una foto di Elliott a Bologna, sotto la statua del Nettuno

Perché hai deciso di venire in Italia e a Bologna? Cosa ti ha colpito di questa città?

Per il corso che ho scelto in Inghilterra, devo passare almeno un mese in Francia e in Italia. Quando l’anno scorso dovevo decidere dove andare, il mio italiano era peggiore del mio francese, quindi ho deciso di venire qui per migliorarlo. Sono venuto per studiare, e non per lavorare, perché secondo i miei professori la qualità delle università italiane è molto alta e non so se avrò questa opportunità ancora una volta.
Ho deciso la città quando ho conosciuto un ragazzo nel gruppo di teatro a Birmingham e mi ha detto “Vai in Italia? Devi andare a Bologna, è una città incredibile!”. Lui era già stato a Bologna un anno e avendo molte cose in comune, ho deciso di fidarmi di lui e di venire qua’.

Una delle immagini catturate da Elliott della zona universitaria

Qual è stato il momento più bello di questo periodo? E la cosa che ti è mancata di più del tuo paese?

Una delle cose che mi è mancata di più è il senso della comunità, che a Bologna non c’è, essendo un’università della città. In particolare, gli studenti Erasmus e quelli italiani sono spesso separati ed è difficile avere contatti con loro. In Inghilterra, questa cosa è diversa ed è molto importante, ci sono molte Students Union, come ad esempio per il teatro.

Il momento più bello è stato quando ho fatto il mio primo spettacolo con un gruppo di studenti Erasmus della compagnia Teatro Notturno Sud. Mi sono sentito molto fiero di aver potuto recitare in italiano. Direi anche quando ho fatto il mio primo esame, in un’aula davanti a cento studenti italiani. Avevo molta paura ma poi è andato bene e mi sono sentito fiero di me stesso.

Una foto del gruppo di teatro per studenti Erasmus della compagnia Teatro Notturno Sud, a cui Elliott ha partecipato

Quali consigli daresti ad uno studente italiano che deve andare in Erasmus in Inghilterra? E ad uno studente inglese che passa un periodo Erasmus in Italia?

Ad uno studente Erasmus che viene in Italia direi di aspettarsi ogni cosa, è impossibile pensare ‘Ah si, questo succederà proprio così!’ perché in Italia c’è un altro ritmo e si deve accettare questa novità. E’ stato molto difficile abituarsi al sistema, al comportamento italiano. Ad esempio, in Inghilterra c’è l’idea del gentiluomo inglese che apre la porta a qualcuno e poi la persona dice un ‘Grazie’ e l’uomo risponde con ‘Prego’, ma quando l’ho fatto qui per la prima volta non ho ricevuto proprio niente! E’ normale, bisogna accettare queste cose.

Poi direi di avere l’opportunità di viaggiare, io ad esempio sono stato a San Marino e a Verona ed è stato un viaggio fantastico.

Un altro consiglio è non avere paura di parlare delle difficoltà con i vostri amici, perchè spesso tra gli Erasmus c’è lo stress di dover avere l’anno più fantastico della tua vita.

Una foto di Elliott e alcune amiche inglesi durante uno dei viaggi alla scoperta dell’Italia

Ad uno studente che deve andare in Inghilterra, direi di abituarsi al tempo! Per un inglese è normale, ma per un italiano può essere molto difficile. E’ normale sentirsi tristi perché non c’è il sole e non fa caldo.

Un altro consiglio è sfruttare l’opportunità dei gruppi di studenti, le Students Union, perché è un modo fantastico per incontrare altri studenti inglesi.

Mi dispiace, ma il cibo non è così buono come il vostro! Però c’è più varietà, come il cibo indiano e altre cucine etniche molto interessanti da provare.

Alla luce della Brexit e della diffusione di un clima antieuropeo, anche in Italia, il progetto Erasmus potrebbe subire delle riduzioni, non credi che questa possa essere una grande perdita?

Il giorno delle votazioni della Brexit ero in Italia, a Como, e quando l’ho saputo, sono rimasto shockato. Penso che sia un errore enorme, ci sono ragioni economiche e le capisco, ma la cosa più importante è il valore simbolico dell’uscita dall’Unione Europea. Mi sento molto fortunato di aver partecipato a questo programma perché forse tra 5 anni non sarà più possibile.

Tra 10, 15 anni, economicamente probabilmente sarà una buona decisione, ma culturalmente è un errore perché se la situazione non cambia, quando ci saranno gli accordi, non ci sarà più la stessa fiducia verso l’Inghilterra. Quindi sono molto grato di aver passato quest’anno all’Estero.

Grazie mille Elliott and see you soon!

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