Apple e smartphone: gli aggiornamenti mi rallentano il sistema!

Quando un aggiornamento rende il mio smartphone obsoleto? Vale la pena scaricarlo?

Marco Mastrogiovanni 

smartphone lento

Smartphone lento. Immagine presa dal web

Ormai da un paio di settimane è stato rilasciato da Apple l’ultimo aggiornamento software per il suo sistema operativo per dispositivi mobili (smartphone e tablet): iOS 10. Per chi non sapesse di cosa si tratta, per farla molto breve, è il sistema che permette ad un iPhone o iPad di funzionare e, volgarmente, è un po’ come Windows sui normali personal computer.

Cosa porta di nuovo questo aggiornamento? Vale la pena scaricarlo? Si può non aggiornare il proprio sistema? Si rallenterà il mio smartphone?
Sono queste le domande che molti dei possessori di un dispositivo Apple si fanno (o che almeno dovrebbero farsi…), ma pochi sanno rispondere veramente. Non sto qui a dilungarmi su quali siano le novità di iOS 10, ci sono già abbastanza informazioni sul sito ufficiale del produttore.

Dunque, qual è la domanda davvero importante da porsi prima di aggiornare il proprio dispositivo?
Il quesito è semplice: l’aggiornamento quanto rallenterà il mio dispositivo?
Ormai è più che assodato che qualunque aggiornamento del sistema di Apple, se effettuato su un dispositivo di almeno 3 anni di vita, porta delle pesanti conseguenze sulla reattività e velocità del sistema. Cosa significa in termini pratici? Semplice, che il vostro iPhone potrebbe rallentarsi a tal punto da diventare inutilizzabile.

È un’esagerazione? Ahimè no. Ormai da svariati anni questo effetto è diventata quasi una costante: i dispositivi diventano obsoleti dopo al massimo tre anni.
Cosa possiamo fare per evitare che ciò accada, che il nostro iPhone si blocchi e che l’utilizzo del nostro smartphone rimanga sempre piacevole?

La vera domanda è: possiamo davvero fare qualcosa per evitarlo?
Gli sviluppatori di sistemi, in genere, non si preoccupano troppo di coloro che hanno dispositivi troppo datati. E come potrebbe farlo un’azienda come Apple che, non solo sviluppa e aggiorna il software dei propri smartphone, ma crea e vende anche i dispositivi stessi?

Sembra quasi, dunque, che spesso gli aggiornamenti vengano progettati e studiati per rendere “vecchio” qualcosa che probabilmente, in realtà, non lo è ancora. Si sente spesso parlare di obsolescenza programmata, ovvero la strategia nel processo produttivo per il quale un prodotto, dopo un certo lasso di tempo prefissato dal produttore, diventi sorpassato e, appunto, obsoleto. Questa pratica, nell’ambito dello sviluppo di sistemi operativi per dispositivi mobili, sembra supportata poi da campagne pubblicitarie volte ad enfatizzare le novità e l’innovazione, spesso effimera, di nuove versioni dei prodotti o, ancora più direttamente, con notifiche insistenti e pressanti.

Ebbene sì, non solo si viene plagiati da pubblicità ingannevoli all’inverosimile, ma si viene spinti a compiere il passo che, spesso, ucciderà il nostro amato dispositivo. Il modo per farlo è semplice: inviare costanti avvisi che quest’ultimo deve essere aggiornato, imponendo codici e odiose notifiche qualora questo si annullasse o posticipasse. Tutto ciò, progettato e programmato dalla stessa casa produttrice che, sicuramente più del consumatore medio, ha le risorse e i mezzi per stabilire se effettivamente il nostro dispositivo reggerebbe ulteriori aggiornamenti del sistema.

Siamo forzatamente “invogliati” a seguire queste politiche economiche, ma esistono modi per evitare di cadere in trappola.
Prima di compiere passi azzardati, come aggiornare un dispositivo che ha più di 2 anni di vita, sarebbe buona norma raccogliere informazioni e feedback da coloro che l’hanno già fatto. In genere basta una breve ricerca online per trovare queste informazioni e scoprire se ci possono essere conseguenze negative effettuando un aggiornamento.

 

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