INTERVISTA AI NUJU SU “PIRATI E PAGLIACCI”, IL LORO NUOVO ALBUM

A fine 2016 i Nuju sono tornati nei negozi di dischi con la loro prima raccolta, ‘Pirati e Pagliacci’.
In questo lavoro discografi
co, brani rivisitati, nuovi inediti e molte collaborazioni, dai Modena City Ramblers e i Musicanti del Vento fino a Santino Cardamone e agli Empatee du Weiss.



Per i Nuju, anno nuovo vita nuova. E nuovo disco.
Seguendo la concezione urbana e “corsara” della loro musica, tastano la ricezione live del loro pubblico e nella scorsa estate intraprendono un lungo tour che li porta in giro per l’Italia. Un preludio del successo del nuovo album, degno dei premi e degli importanti traguardi degli anni passati.
Così, con lo sfondo del cambio di etichetta e del turnover di alcuni componenti, lo scorso 30 dicembre – quasi un capodanno musicale anticipato – la band folk-rock calabro-emiliana, nata a Bologna nel 2009, festeggia l’uscita di Pirati e Pagliacci’, suo quinto lavoro in studio.

Anticipato dal primo brano ‘Convinto’, fuori a maggio 2016, il disco è la loro prima raccolta di brani rivisitati misti a vecchi successi e a nuovi pezzi quali ‘Menestrello’ e ‘L’artista’. Disco al quale collaborano anche presenze importanti amiche della band, quali Modena City Ramblers, i Musicanti del Vento, Empatee du Weiss, Santino Cardamone e Combass degli Après la Classe.
Un album dal sound “meticcio” ed eclettico, che gioca bene con la forte matrice folk-rock che lo caratterizza ma che al tempo stesso si muove su ritmi mediterranei e leggeri echi di patchanka.

Ansiosi di vedere i Nuju nella prima data del loro tour in partenza proprio da Bologna, eravamo troppo curiosi di sapere di più su questo nuovo lavoro discografico e abbiamo deciso di contattarli, ottenendo una gran bella intervista.

 

 

Ciao ragazzi.
Intanto, che sensazione si prova ad essere arrivati al quinto lavoro discografico?

Ciao a voi di Bologna Blog University e grazie per l’ospitalità nel vostro blog.

Siamo felici di essere arrivati in pochi anni già ad avere cinque album all’attivo. Ancora di più siamo felici di aver macinato tanti chilometri per portare in giro questi dischi. Il motivo per il quale incidiamo la nostra musica è principalmente quello di poterla portare in giro, di poter salire sul furgone e andare a cantare e suonare le nostre canzoni dovunque hanno voglia di ascoltarle.
Quindi la sensazione è di gioia mista a quella tensione artistica che ci porta a scrivere canzoni, tanto che abbiamo già scritto il nuovo album di inediti”.


Spiegateci un po’ il titolo del disco.

“ ‘Pirati e Pagliacci’ rappresenta la nostra poetica. Il contrasto tra la voglia di far divertire le persone ma allo stesso tempo far pensare, raccontando delle brutture che ci circondano. Un po’ come i film comico-drammatici di Totò e di Monicelli.
Diciamo che cerchiamo di continuare la protesta contro il potere, facendo nostro il motto “sarà una risata che vi seppellirà”. Non vogliamo assolutamente essere pretenziosi ma soltanto provare ad essere una band da assalto con il sorriso in bocca”.

Nella raccolta compaiono rivisitazioni di vostri brani con artisti e gruppi più e meno noti, alcuni anche provenienti dall’humus musicale della Calabria, terra natìa di alcuni di voi. Qual è stato il criterio nella scelta dei feat?

“In realtà non abbiamo avuto un criterio preciso ma solo la voglia di suonare con dei musicisti che stimiamo e che, inoltre, sono anche amici. La Calabria è la terra d’origine della maggior parte di noi e quindi tanti di questi musicisti vengono da questa terra perché abbiamo dei percorsi comuni. Abbiamo pensato inoltre che tutti loro avrebbero dato ai brani in cui abbiamo duettato qualcosa in più; così è stato!”

 

 

È la vostra prima volta in un duetto con un’altra famosa band emiliana doc, i Modena City Ramblers. Com’è l’affinità tra i due gruppi?

I Modena City Ramblers sono persone fantastiche, davvero uniche. Fan dall’inizio del nostro percorso abbiamo avuto l’opportunità di dividere il palco con loro. Abbiamo anche partecipato al loro progetto “Battaglione Alleato” e duettato insieme dal vivo. Quando abbiamo avuto l’idea di questo progetto, fatto anche di incontri musicali, li abbiamo coinvolti subito, e loro hanno accettato con il solito entusiasmo. Sono davvero una band straordinaria!”

 

 

 

 

Pirati e Pagliacci’ racchiude brani con testi ben cuciti e un’ottima dose di ritmo giocoso, con un’eco folk che fa sì che arrivi a molti e coinvolga da subito.
Come ha accolto il disco il vostro pubblico?

Siamo soddisfatti sia dei pareri dei fan che degli addetti ai lavori. Avevamo bisogno di tornare al mondo del folk con chiarezza dopo un anno difficile in cui alcuni membri del gruppo hanno deciso di lasciare la band e dopo la scissione dalla nostra vecchia etichetta. Abbiamo tanto entusiasmo e sentiamo questo album come una nuova partenza. Crediamo che questa nostra voglia di suonare, giocare e coinvolgere arriverà al pubblico, soprattutto sotto il palco.
Infatti il 4 marzo ripartiamo in tour dal Freak Out da Bologna e tutto il live sarà incentrato su “Pirati e Pagliacci”; sarà una grande festa. In questo tour, tra l’altro, toccheremo anche l’estero”.


Nuju’ è un progetto musicale emiliano che è nato 8 anni fa a Bologna ha debuttato a Reggio Emilia. Un progetto che però parla anche calabrese.
Qual è il vostro punto di vista sull’ambiente musicale delle rispettive regioni?

Ultimamente la musica made in Calabria vive un bel fermento. Nel mondo alternativo tutto è cominciato, secondo noi, grazie al Parto delle Nuvole Pesanti (band nata anch’essa a Bologna, ndr), ma negli anni sono nati tanti progetti musicali importanti a livello nazionale. Due anni fa abbiamo avuto la fortuna di suonare prima di Manu Chao a Camigliatello, nella Sila cosentina, e tutte le band di supporto erano calabresi. Una bellissima giornata di musica, che ha fatto capire a tutti i presenti quanto abbiano da dire i musicisti calabresi e quanto siano di qualità, al di là delle solite tarantelle che riempiono le piazze delle feste patronali.
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna è forse la regione che crea da sempre più fermento intorno al rock, vedi i nostri due rocker nazionali che si sfidano a suon di megaeventi tra Modena e Reggio Emilia.
Da parte nostra abbiamo sempre cercato di unire i due mondi musicali, quello calabrese più legato alle nostre radici e quello emiliano più legato al rock alternativo.

Riguardo ai duetti e alle collaborazioni, noi li abbiamo già realizzati sia con gruppi emiliani che calabresi in questo disco e siamo pienamente soddisfatti. Magari nel futuro ce ne saranno altri, intanto per ora possiamo dire che siamo pieni di soddisfazione per aver incrociato la nostra strada con questi grandi artisti e aver dato il nostro contributo sia alla scena musicale calabrese che a quella emiliana.
Tanta strada ancora da percorrere, tanti incontri da fare e nulla da precluderci.

Grazie ancora per questo spazio e vi aspettiamo il 4 marzo al Freak Out di Bologna”.

Salvo Bruno

Salvo Bruno

Emigrato della East Coast calabrese, spesso una combo di immaginazione, passione e un pizzico di autostima mi invoglia a buttare su carta qualche racconto. Se mi va, ne schizzo anche un fumetto. In veste di universitario, studio le lingue. Amo Internet, il sushi, la buona musica e gli eventi live tanto quanto odio il fumo e l’ignoranza.

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