La Bologna del fumetto – L’associazione culturale Hamelin

L’esercizio è di quelli interessati: digitare “fumetto” e “Bologna” su un motore di ricerca. Uno dei primi risultati, oltre al consueto appuntamento fieristico che si tiene in primavera e autunno, è BilBOlbul.

Logico: si tratta di uno dei festival più importanti, nell’ambito dell’arte sequenziale. In un territorio che, come abbiamo avuto modo di scoprire, è molto ricettivo in questo senso.

Proprio questo, oltre all’importanza che già di per sé ricopre, ci ha spinti ad approfondire la conoscenza dell’associazione culturale Hamelin, l’ente promotore del festival.

La storia e le attività

Hamelin nasce quasi sul gong del Secolo Breve, per la precisione nel 1996. Alcuni allievi di Antonio Faeti, docente ai tempi della cattedra di Letteratura per l’infanzia all’Università degli studi di Bologna, decidono di costituire un’associazione culturale con lo scopo di mettere in relazione promozione culturale e vocazione pedagogica.

Il raggio d’azione è ampio, dalle mostre ai percorsi di formazione in ambito bibliotecario, fino a cicli di incontri su determinati argomenti. Proprio in questa forma prende inizialmente il via BilBOlbul, anno domini 2001.

Il già citato territorio ricettivo è determinante, l’interesse è vivo e crescente. Così, nel 2007, il ciclo di incontri diventa un vero e proprio festival, articolato in maniera più strutturata.

Pur prediligendo il fumetto di stampo autoriale, il fine ultimo è essere aperti a ogni input, dare spazio a tutte le anime del fumetto, a ogni espressione in forma di balloon, fino a ogni autore, dai grandi maestri alle giovani promesse.

Sì, perché le ultime edizioni hanno visto un’area appositamente dedicata al self-publishing. È attraverso gli indipendenti che spesso si creano nuove strategie di promozione e comunicazione, e che le forme del fumetto evolvono.

Il futuro

Questo per quanto riguarda il passato e il presente. Per il futuro, invece, si sta lavorando per cambiare ancora, con l’intento di trasformare BilBOlbul da festival a presidio permanente sul fumetto.

L’intenzione è quello di proporre eventi e attività lungo tutto il corso dell’anno, di sviluppare, tra le altre cose, residenze per artisti che possano lavorare su progetti ad hoc, e di continuare a proporre mostre e incontri, ma non solo nei giorni del festival, che si continuerà a tenere a fine novembre.

Un altro obiettivo, invece, è lavorare quello maggiormente con i ragazzi e con le scuole. Magari irrorando, in questo modo, l’humus per i lettori di domani, avvicinandoli al linguaggio del fumetto.

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