LA SEDUZIONE DELL’ ANTICO. Mostra al MAR di Ravenna.

La Venere a cassetti di Salvador Dalì è una delle prime opere che aprono la mostra “La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto”, allestita fino al prossimo 26 giugno al MAR, Museo d’Arte della città di Ravenna. Essa ben rappresenta il recupero innovativo della classicità: il divismo presente nella statua è interrotto dall’inserimento di cassettoni che la riportano alla quotidianità e che implicitamente sono anche un rimando alla psicanalisi freudiana.

L’opera ci testimonia come la tradizione non sia qualcosa di morto, ma qualcosa che si tramuta. Ed è con questa consapevolezza che bisogna percorrere i tre piani dell’allestimento.

venere a cassetti

Il Novecento, si sa, è il secolo delle avanguardie che vogliono sovvertire e rompere ogni legame con la tradizione. Nonostante ciò, esso subisce inesorabilmente il fascino dell’antico, che si manifesta in diversi modi, tutti ben riassunti nelle varie sezioni espositive della mostra.

In primis questo avviene attraverso il recupero di generi figurativi quali la natura morta, il paesaggio e il ritratto.Troviamo infatti esposte la natura morta con pesci di Derain, le bottiglie di Morandi, Le bagnanti di Carlo Carrà (uno dei soggetti più rappresentati in pittura), il Ritratto della signora Severini (1934) di Gino Severini o Donna con velo di Capogrossi (1931), ispirata a Piero della Francesca e mediata dall’impressionismo e dall’arte dei fauve.

 

Altra modalità attraverso cui il passato fa il suo balzo in avanti è mediante la ripresa delle inquietudini del periodo barocco, che mirano a far rivivere l’ansietà e il turbamento di quell’epoca e che sono riscoperte da artisti come Leoncillo, Scipione e Fontana.

Tema caro al Novecento è poi quello del mito, qualcosa di antico e ancestrale che viene interiorizzato per poi generare nuove forme di energia e creare nuove metafore per la società.

De Chirico, presente in mostra, tratta il mito dell’amicizia per eccellenza, quello di Oreste e Pilade, collocando i due amici, diventati nel frattempo due manichini, in uno spazio senza tempo.

oreste e pilade

Non manca la sezione dedicata alle “archeologie”, dove avviene il recupero di modelli figurativi dell’antichità classica e si possono osservare alcune foto delle opere di Christo, grande esponente statunitense della Land art (ora famoso come autore del Floating Piers, sul Lago di Iseo). Le immagini esposte raffigurano e descrivono l’impacchettamento di 259 metri di Mura Aureliane e della Porta Pinciana avvenuto nel lontano 1974 e durato per ben quaranta giorni.

La citazione è però forse lo strumento più utilizzato attraverso cui gli artisti recuperano gli stili del passato. Talora la cosa può avvenire in modo dissacrante come per la Monna Lisa di Duchamp, che presenta irriverentemente dei baffi o attraverso l’aggiunta di dettagli singolari, come il colore blu per la Venere di Alessandria di Yves Klein, o la corda che stringe la Venere dell’americano Man Ray, che evidenzia il contrasto stridente creato dalla levigatezza del marmo a contatto con la canapa.

monna lisa                                     venere klein        venere man ray

Vengono rielaborate anche icone del passato: i Bronzi di Riace diventano protagonisti dell’opera di Ceroli, la lupa romana invece è musa ispiratrice per Franco Angeli.

bronzi                 lupa

Si arriva poi alla serigrafia di Andy Warhol, che ruba un dettaglio alla Nascita di Venere di Botticelli o all’installazione o Pistoletto che, con la sua Venere di stracci, consegna alla storia un noto pezzo d’arte povera.

serigrafia                 pistoletto

Le opere e gli artisti presenti in mostra sono davvero innumerevoli.

In alcune occasioni si avrà il piacere di poter osservare dal vivo famosi capolavori visti solo sui libri, in altre si avrà la possibilità di scoprire opere sconosciute e minori, ma di non minor interesse.

A far da padrone il fascino per l’antico e ovviamente lui: il fascino per la bellezza, che non muore mai.

 

Cristel Costanzi

Classe 1989, nonostante il mio nome faccia a molti supporre origini nordeuropee, sono una romagnola doc! Dopo aver compiuto studi classici, mi sono laureata in lettere presso l’Alma Mater Studiorum e attualmente mi sto specializzando in italianistica e scienze linguistiche. La mia vera passione? I viaggi! Ma non sono da meno la cucina, l’arte e, ovviamente, la letteratura.

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