Le licenze Creative Commons

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Licenze Creative Commons

licenze Creative Commons
Logo delle licenze Creative Commons

Ovvero la protezione della creatività nell’era digitale.

Le licenze Creative Commons sono state ideate ormai più d’un decennio fa ed hanno raggiunto oggi la loro massima diffusione globale. Esse sono, a livello giuridico, delle licenze d’uso grazie alle quali gli autori possono distribuire i loro contenuti creativi scegliendo quali diritti mantenere sugli stessi, e quali abbandonare in nome di valori come la libertà di condivisione e di rielaborazione delle opere per il progresso della cultura e dell’informazione.

Ideate nell’ordinamento statunitense in seno all’omonima organizzazione non – profit, la Creative Commons Organization, le licenze Creative Commons rappresentano attualmente il primo strumento giuridico per tutti coloro che vogliano distribuire le proprie creazioni secondo un modello diverso da quello tradizionalmente conosciuto.
Deve essere sottolineato sin da ora che le licenze d’uso in esame ed il diritto intellettuale sono due ambiti tematici inscindibili. Le licenze Creative Commons mirano a regolare diritti e situazioni giuridiche che sono create dalle normative di proprietà intellettuale, senza queste ultime pertanto il contenuto delle licenze non avrebbe alcuna valenza legale. In altre parole, le licenze non potrebbero esistere senza le normative nazionali di copyright e di diritto d’autore, le quali, oltre a riconoscere diritti esclusivi ad autori ed altri soggetti, ne permettono anche la circolazione mediante contratto.

La Creative Commons Organization è nata sulle idee rivoluzionarie del suo primo fondatore, il giurista statunitense Lawrence Lessig. Questi, con le sue numerose opere, ha contribuito notevolmente alla diffusione del dibattito intorno al ruolo della proprietà intellettuale nell’era digitale. Senza voler essere esaustivi, secondo Lessig il passaggio dalla tecnologia analogica a quella fondata sul codice binario ha prodotto una vera e propria rivoluzione epocale e tale cambiamento ha schiuso nuove possibilità a chiunque. Gli effetti della rivoluzione tecnologica digitale si sono naturalmente propagati nella società civile e nelle vite dei singoli, e, di fronte a tale nuovo scenario socio – tecnologico, i legislatori hanno risposto, a livello globale, intensificando le discipline di proprietà intellettuale: sia la protezione assicurata alle opere, che le prerogative riconosciute agli autori. Le conseguen2Creative-Commonsze, secondo il giurista statunitense, sono state assai negative per la società e per il progresso culturale e la libera informazione.
La soluzione, secondo Lessig, non risiede né nella tutela eccessiva assicurata dalle normative di proprietà intellettuale, né in un anarchico abbandono delle stesse, bensì in una terza via: le licenze Creative Commons, le quali rappresentano un’alternativa alle due concezioni più estreme. Le licenze si pongono infatti l’obiettivo di restaurare il perduto bilanciamento tra interessi degli autori ed interessi dei fruitori delle opere creative, il tutto senza operare una rinuncia al diritto intellettuale, ma strutturandosi sullo stesso al fine di consentire agli autori licenzianti una distribuzione delle proprie creazioni secondo valori più in sintonia con le caratteristiche socio – tecnologiche dell’attuale era digitale. Infatti, se l’espressione comunemente associata all’idea di proprietà intellettuale, sia essa di copyright o di diritto d’autore, è quella di “Tutti i Diritti Riservati” (“All Rights Reserved”), essa è stata rielaborata dai fondatori di Creative Commons secondo l’ideologia dell’organizzazione, ed è stata resa con la seguente: “Alcuni Diritti Riservati” (“Some Rights Reserved”).
Si può quindi affermare che le licenze rappresentano una concretizzazione delle riflessioni portate avanti da Lessig sulla recente e progressiva intensificazione delle discipline di proprietà intellettuale a livello globale.

 

Il particolare ed innovativo procedimento di selezione delle licenze permette ad ogni utente licenziante di scegliere la tipologia di licenza Creative Commons che meglio risponda alle proprie necessità. Infatti tutte le licenze sono composte da una struttura modulabile sulla base di diversi moduli ideati dall’organizzazione; e ogni licenza Creative Commons è inoltre composta da tre distinti livelli che, pur rappresentando la medesima licenza, svolgono funzioni differenti. Le licenze Creative Commons hanno una struttura modulare proprio al fine di potersi adattare alle esigenze personali di ogni singolo utente licenziante. Si è parlato a riguardo di una “personalizzazione del diritto intellettuale”, poiché gli autori possono scegliere quali prerogative mantenere e quali abbandonare in nome dei valori perseguiti dalla Creative Commons Organization.
L’elencazione delle licenze qui riportata segue il criterio per cui esse vanno da quella più permissiva, contenente il solo modulo obbligatorio Attribuzione, a quelle più restrittive, che presentano la combinazione di tre moduli al loro interno. Queste le possibili licenze date dalle combinazioni dei moduli, in ordine da quella che lascia maggiori libertà a quella più restrittiva:

• Attribuzione (BY): è la licenza più libera tra quelle offerte dall’organizzazione Creative Commons, permette ogni tipo di utilizzo dell’opera alla sola condizione di attribuirne la paternità all’autore. Essa è rappresentata dal logo:

cc_by_logo

 

 

• Attribuzione – Non Commerciale (BY – NC): con questa licenza l’autore si riserva ogni tipo di uso commerciale dell’opera licenziata, sono pertanto permessi tutti gli utilizzi (sempre nel rispetto del riconoscimento del diritto di paternità dell’opera), tranne quelli aventi scopo di lucro. La licenza è rappresentata dal logo:

by-nc

• Attribuzione – Non Opere Derivate (BY – ND): oltre al solito obbligo di attribuire la paternità dell’opera licenziata all’autore ogni qual volta la stessa è oggetto di utilizzo, con questa licenza non è consentito né rielaborare l’opera al fine di creare opere da essa derivate né distribuire eventuali modifiche dell’opera. È identificata dal logo:

by-nd

• Attribuzione – Condividi Allo Stesso Modo (BY – SA): con questa licenza, al riconoscimento obbligatorio della paternità, si aggiunge un’ulteriore condizione: se vengono create opere derivate, esse possono essere fatte circolare, ma solamente mediante la stessa tipologia di licenza d’uso che disciplina l’opera originale. Il logo che contrassegna la licenza è:

by-sa

• Attribuzione – Non Commerciale – Condividi Allo Stesso Modo (BY – NC – SA): la licenza è composta da una combinazione di moduli, ossia alla seconda tipologia di licenza vista supra si aggiungono le ulteriori condizioni stabilite dal modulo Condividi Allo Stesso Modo. Sono pertanto consentiti tutti gli usi, tranne quelli a scopo di lucro, comprese le elaborazioni dell’opera licenziata, a condizione che sia attribuito il diritto di paternità e che l’opera derivata sia distribuita sotto una licenza uguale. Anche il logo della licenza deriva da una combinazione dei loghi precedenti:

CC_by nc sa

• Attribuzione – Non Commerciale – Non Opere Derivate (BY – NC – ND): come la precedente, anche questa licenza è una combinazione di più moduli, in questo caso alla seconda licenza già osservata si aggiungono le condizioni poste dal modulo Non Opere Derivate. Fermo restando l’obbligo di attribuire l’opera al suo autore, la licenza, la più restrittiva tra tutte quelle offerte dall’organizzazione, permette tutti gli usi tranne quelli commerciali e la creazione di opere derivate dell’opera licenziata. Il logo che la identifica è il seguente:

by-nc-nd

 

Le licenze Creative Commons hanno conosciuto negli anni una sempre maggior diffusione a livello globale, per tale ragione l’organizzazione ha intrapreso, e portato a compimento, due distinti progetti: uno è stato denominato “processo di porting”, e l’altro è stato chiamato “processo di internazionalizzazione”. Con entrambi i progetti l’organizzazione persegue l’obiettivo di rendere utilizzabili ed applicabili le licenze a livello globale e senza pericolo per gli utenti licenzianti di incorrere in problematiche giuridiche; queste dovute per lo più alle differenze esistenti tra le numerose (e diverse) normative nazionali di diritto di proprietà intellettuale.

 

Per maggiori informazioni sul tema si veda:
http://www.creativecommons.org
http://www.creativecommonsitalia.it

1 COMMENT

  1. Personalmente credo che l’attuale disciplina sul diritto d’autore vada totalmente riformata. É una idea di concepire i diritti sull’opera che nel 2015 dovrebbe essere ormai superata. Le licenze come la Creative Commons rappresentano il giusto compromesso, secondo il mio modesto parere, tra i diritti in capo all’autore e le libertà dell’utente usufruitore.

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