Se sei stato attirato dalla voglia di scoprire il “metodo di studio efficace che ti rivoluzionerà la vita” stai leggendo l’articolo sbagliato, perché non ti consiglierò di acquistare corsi per preparare “Un esame in 5 giorni” (modello promoter).

Prima di proseguire con questa (breve) guida devi leggere queste premesse:

Premessa 1: Non esiste IL metodo di studio. Qualcuno ti venderà risultati sorprendenti, altri ti diranno che si basa su fondamenta scientifiche, io ti dico che non esiste (“vatti a fidare di uno che non ti vuole vendere nulla…”).

Premessa 2: Ognuno di noi è diverso e seppur la memoria si fonda su principi comuni, non tutte le tecniche hanno la stessa efficacia (c’è chi ha una memoria fotografica, chi uditiva ecc…). Inoltre, ogni materia presenta proprie caratteristiche peculiari, non puoi studiare allo stesso modo la letteratura e la chimica organica, sono due mondi differenti.

In questo articolo ti spiegherò alcuni “trucchi” che ho imparato sulla mia pelle e alcune tecniche apprese da libri e articoli. Ho diviso questo articolo per fasi, così potrai visualizzare solo quella che ti occorre.

La strategia (piano di studi) – [Fase 1]

strategia per studiare

Molti credono che la prima fase sia legata allo studio individuale, in realtà così non è. Un buon metodo parte dal piano di studi. Certo, non tutte le facoltà permettono di scegliere tra gli esami opzionali o non tutti i docenti permettono di scegliere i libri di testo dai quali studiare, ma solitamente un margine di scelta è lasciato a chiunque.

Scegli i migliori insegnamenti

Ormai sui siti dei corsi di laurea sono disponibili tutti i dati relativi ai singoli insegnamenti (programma, docente, libri). Solitamente è possibile compilare il piano di studi dopo che siano iniziate le lezioni, segui più corsi per verificare quali ispirino la tua curiosità (forse “curiosità” è esagerato), prenditi qualche giorno per decidere quali scegliere. Questa fase sarà fondamentale per il passo successivo.

Seguire o non seguire le lezioni? Questo è il dilemma – [Fase 2]

lezioni universitarie

A questo punto avrai già frequentato i primi giorni di lezioni e sarai capace di individuare quali corsi seguire.
A differenza di quello che ti potranno dire molti: non tutte le lezioni sono utili (gridiamolo insieme).
Il criterio per la scelta che ti consiglio è questo:

  1. la frequenza è obbligatoria?
  2. il professore effettua parziali/pre-appelli?
  3. il docente spiega bene? ti appassiona? ti fornisce informazioni ulteriori rispetto ai libri di testo?
  4. ultimo, ma non meno importante, hai bisogno di seguire le lezioni? per alcuni seguire le lezioni è importante, perché permette di mantenere il contatto con il mondo universitario e combatte la dispersione universitaria.

La scelta spetta a te, ma ricorda che le giornate sono formate da 24 ore e le attività extra-studio sono importanti per mantenere uno stato mentale di rilassatezza che ti permette di studiare con tranquillità.

Attento però, perché le lezioni, quelle utili, sono uno strumento molto importante per comprendere al meglio la materia e per velocizzare l’apprendimento.

Prendere appunti

Molti studenti universitari credono che un metodo di studio efficace richieda lo sforzo di prendere appunti e di registrare le lezioni. Personalmente trovo che la “sbobinatura” sia una pratica totalmente inutile se i nostri appunti sono stati presi con “sale e sapienza” (modo gergale che equivale all’espressione “con criterio”).

|| Prendi appunti con sale e sapienza

Ti consiglio di prendere appunti e di registrare, con il permesso del docente, le lezioni.
Ti sei perso un passaggio o hai deciso di addormentarti?

Non c’è problema! Ti basterà segnare il minuto della registrazione relativo al passaggio che non hai compreso o non hai seguito, in questo modo non ci sarà bisogno di ascoltarsi le due ore di lezione ma basterà semplicemente riascoltare il pezzo incriminato.

Ti starai chiedendo come poter registrare le lezioni senza un registratore…

Quasi tutti i moderni smartphone dispongono di applicazioni per registrare la voce e nel caso il tuo cellulare non ne dovesse esser provvisto, ti segnalo due articoli dove troverai un elenco delle migliori app da scaricare su android e su iOS.

Per Android “5 app per registrare l’audio (link esterno)

Per iOS “Le migliori app per registrare la voce con l’iPhone (link esterno)

Sul mio tablet Android utilizzo l’app Easy Voice Recorder e mi trovo benissimo.

NB: seguire può essere utile per comprendere le domande frequenti, io ad esempio, negli appunti segno sempre gli argomenti evidenziati come “importanti” o citati come “possibili domande d’esame” dai professori.

La magia delle mappe mentali

Ne avevi mai sentito parlare?

Le mappe mentali sono state teorizzate dallo psicologo inglese Tony Buzan, che da numerosi anni conduce studi sulla memoria e sulle metodologie di apprendimento.

Le mappe mentali consistono in una rappresentazione grafica dell’argomento mediante l’utilizzo di associazoni grafiche. Ogni macrotema vive di più collegamente a loro volta ramificati. Nella realizzazione di queste mappe vengono utilizzati colori differenti e immagini, in modo tale da richiamare i diversi concetti mediante la memoria visiva.

Esempio di mappa mentale
Esempio di mappa mentale – Fonte: wikipedia.org – licenza: CC BY-SA 3.0

Approfondisci il tema (link esterno): I migliori programmi per creare mappe mentali

Lo studio – [Fase 3]

Metodo di studio efficace

Lo studio è la fase cardine di un metodo efficace, infatti, date le premesse (la strategia, le lezioni, gli appunti), questa fase rappresenta la parte che richiede il nostro maggiore impegno.

Concentrazione e produttività

Sembrerà banale ma il primo step da superare è il problema della concentrazione. Soprattutto quando si è più grandi o verso gli ultimi anni di università, la capacità di restare concentrati è messa a dura prova. Per risolvere questo problema ti propongo un piccolo percorso:

  1. Monitora i tempi di concentrazione: Tony Buzan spiega come il ciclo dell’attenzione di ognuno di noi possa variare da persona a persona e generalmente rientra nel range 20-40 minuti. Il consiglio è quello di misurare, cronometro alla mano, il tempo che riusciamo a dedicare allo studio senza distrarci.
  2. Utilizza la tecnica del pomodoro: ne avrai sentito molto parlare, questa tecnica è uno dei metodi più utilizzati per aumentare la produttività e sostanzialmente consiste nell’alternare cicli di studio/lavoro, generalmente di 20 minuti, a brevi pause, indicativamente 5 minuti. Se consideri come tempo minimo di attenzione i venti minuti e dal tuo monitoraggio (punto 1) comprendi che la tua soglia dell’attenzione è più elevata, sostituisci pure i 20 minuti con questo valore.
  3. Liberati dalle distrazioni: per mantenere l’attenzione è necessario che tu riesca ad eliminare tutto ciò che intorno a te può distrarti. Senza neanche conoscerci potrei individuare quale sia la tua maggiore distrazione… la tecnologia! Computer e smartphone sono sicuramente molto più interessanti del tuo libro, ma dovrai darti da fare se vorrai superare l’esame 😉 Per tentare di arginare il problema, oltre al vecchio trucco di spegnere il telefono o abbandonarlo in un’altra stanza, ti consiglio di installare sul tuo smartphone un’applicazione per il monitoraggio delle app utilizzate.

Nelle foto che seguono ti ho riportato uno screenshot ricavato dal mio cellulare grazie all’app Quality Time, applicazione che mi ha permesso di monitorare i tempi di utilizzo dello smartphone per poterli ridurre.

screenshot dell'applicazione Quality Time
Screenshot dell’applicazione Quality Time (Android)
Screenshot dell'applicazione Quality Time (Android)
Screenshot dell’applicazione Quality Time (Android)

 

Sul tema dell’attenzione ti consiglio di leggere il libro “Focus: Come mantenersi concentrati nell’era della distrazione” di Daniel Goleman.

Tabella di marcia

Un altro strumento che in questi anni mi è stato molto utile è stata la tabella di marcia. Consiste sostanzialmente in un calendario con cui programmi le tue attività di studio dal giorno in cui cominci a seguire l’insegnamento prescelto fino al giorno dell’appello.

In pratica:

  1. stampa uno schema grafico dei mesi o delle settimane che ti separano dall’appello;
  2. quantifica lo studio (quante pagine devi leggere? devi ripetere? devi scrivere una relazione?);
  3. dividi la quantità di studio calcolata per i giorni disponibili, lasciandoti un margine vitale (ti consiglio di lasciarti qualche giorno libero per eventuali imprevisti e/o pause).

Il luogo di studio e la compagnia

Prima di addentrarti nella lettura del tuo libro, dovrai capire se sei uno studente da aula studio oppure se necessiti di studiare a casa, se sei un solitario o se preferisci studiare in compagnia.

Solitamente la migliore soluzione è un mix, che ti permette di tener conto delle tue propensioni ma ti permette anche di variare. Variare è importante per non far sì che il tuo cervello percepisca un livello di affaticamento minore.

Le domande frequenti

Prima di cominciare munisciti di carta, penna e pc. Scandaglia il web alla ricerca di gruppi Facebook e siti internet (come quaestiones.com) in cui poter trovare le domande frequenti proposte durante l’esame dal tuo professore. Solitamente c’è sempre un nucleo di domande che docente e assistenti chiedono durante ogni appello. Conoscendole in anticipo capirai quali sono i temi a cui prestare maggiore attenzione.

Terminato lo studio non ti resta che affrontare l’esame. In bocca al lupo!

 

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