Il progetto FICO per la città e la formazione

Nella mattinata di mercoledì 12 aprile si è svolta, presso la sala conferenze della Regione Emilia-Romagna, la presentazione dei corsi di formazione legati a quello che sarà il progetto FICO, con eventuale inserimento, in un secondo momento, nelle aree lavorative della struttura.

FICO Eataly World è un parco tematico che alla sua inaugurazione, programmata per l’ottobre del 2017, conterà quaranta fabbriche contadine e altrettanti punti ristoro, poi botteghe, mercati, aule didattiche, aree di intrattenimento e servizi, teatro e cinema.

La conferenza stampa

Ha aperto Patrizio Bianchi, assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, ponendo subito l’accento sul fatto che l’occupazione, obiettivo finale dei corsi di formazione, qualifica tutto il territorio a livello regionale, e non unicamente cittadino, facendo contemporaneamente attenzione alle singole persone.

Grazie allo sforzo congiunto di tutte le parti in causa, la formazione diventa parte importante delle relazioni commerciali. La chiave di lettura, in tutto questo, è la capacità di dare un senso, un orientamento, a un sistema produttivo basato sul cibo.

È poi intervenuto Andrea Segré, presidente CAAB e fondazione FICO, affermando che le professioni legate al cibo richiedono competenze che sono di per sé una marca professionale. Grazie all’appoggio fondamentale Parchi Agroalimentari Italiani, accanto ai profili è possibile costruire quel necessario contorno che mette al centro il lavoro.

Enrico Postacchini, presidente ASCOM, ha poi sottolineato che le iniziative proposte sono coerenti con il “Patto per il lavoro” della Regione Emilia-Romagna, e che la preoccupazione maggiore è dare a ragazzi e ragazze l’opportunità di sviluppare startup all’interno di FICO e non solo.

Fabio Costantini di Randstad ha poi illustrato che l’agenzia interinale dà continuità all’opera di Obiettivo Lavoro, di cui ha rilevato l’attività, aggiungendo però ingredienti di internazionalità. Il cuore di questa iniziativa è ad ogni modo la formazione, e ogni allievo, una volta completato il proprio percorso, può diventare a sua volta ambasciatore del progetto.

Matteo Lepore, assessore all’Economia e alla Promozione della città del Comune di Bologna ha posto l’accento su come la scelta delle aziende che hanno aderito al progetto guardi in prospettiva, e che, grazie a FICO, si inserisce non solo come città del cibo a livello culturale, ma anche lavorativo.

I corsi di formazione

Entrando nello specifico della formazione vera e propria, Tiziana Primori ha spiegato che i corsi prevederanno inizialmente competenze di base comuni che saranno poi diversificate a seconda delle varie filiere, che riguardano il settore di ortofrutta, forno-pasticceria, lattiero-caseario e dei prodotti da forno.

Si tratterà di undici corsi per otto profili e centosessanta posti disponibili. Le figure che poi verranno formati saranno funzionali anche alla città, e non solo al progetto, che da par suo è ancorato a Bologna ma vuole avere respiro internazionale.

Per candidarsi ai corsi formativi, sarà necessario accedere alla piattaforma https://corsier.randstad.it, compilare il format, poi gli interessati saranno convocati e selezionati secondo una graduatoria.

A livello meramente pratico, i corsi verranno svolti nelle aule degli enti partner (IAL e ISCOM) per centottanta ore, più successive centoventi di stage non retribuiti nelle aziende associate, al termine dei quali vi sarà la possibilità di essere assunti.

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