FICO è quasi maturo, l’apertura il 15 novembre

veduta aerea del parco (photo credits: FICO Eataly World)

COS’É FICO?

Il giorno ufficiale è stato fissato, FICO (Fabbrica Italiana Contadina) aprirà a Bologna negli spazi dell’ex mercato ortofrutticolo CAAB di Bologna. Qui potete trovare la presentazione completa del 6 novembre 2013. I protagonisti del progetto sono CAAB, il Comune di Bologna e Eataly di Oscar Farinetti. Sarà il più grande parco agroalimentare del mondo, alimentato dal più grande impianto fotovoltaico su tetto d’Europa (43.750 pannelli, l’estensione di 14 campi da calcio). Il parco si articola su un’estensione di 10 ettari, suddivisa in:

  • Due ettari dedicati alla biodiversità italiana attraverso campi e stalle all’aria aperta con 200 animali e 2.000 cultivar tipici:

le coltivazioni e gli animali (photo credits: FICO Eataly World)

  • 40 fabbriche contadine e 6 filiere produttive per capire come nascono e arrivano sulle nostre tavole i principali prodotti enogastronomici italiani:

le fabbriche e le filiere (photo credits: FICO Eataly World)

  • 44 luoghi ristoro suddivisi in: 16 ristoranti, 10 chioschi, 13 chioschi delle fabbriche e 5 bar, dai ristoranti stellati fino al cibo di strada, dal ristorante Amerigo al chioschetto della spiaggia di Fantini, passando per gli arrosticini abruzzesi, la pasta fresca del territorio di SfogliAmo e i cùlorgiones sardi

il rendering del laboratorio di pasta fresca SfogliAmo (photo credits: FICO Eataly World)

  • 9.000 mq dove fare la spesa dedicati alla promozione e alla vendita dei prodotti di eccellenza italiani. Il visitatore potrà assaggiare i prodotti realizzati nei laboratori nelle botteghe gastronomiche, conoscere la produzione stagionale e regionale in aree temporanee dedicate e scoprire la natura, la cucina e il modo di vivere italiano nelle aree riservate ai prodotti non alimentari

rendering di una porzione del mercato (photo credits: FICO Eataly World)

  • 6 grandi giostre multimediali disposte a formare un percorso didattico che descrive il complesso rapporto dell’uomo con gli elementi naturali. Ogni giostra è suddivisa in quattro sezioni, per stimolare ed educare il visitatore attraverso una esperienza immersiva in cui confluiscono gli approcci visivo, sensoriale, pratico e interattivo

il rendering della giostra del fuoco (photo credit: FICO Eataly World)

  • Un centro congressi di 1200 mq modulabile in più sale da 50 a 1000 posti a sedere, dotato di sale meeting e aree culturali adiacenti:

il rendering del centro congressi (photo credit: FICO Eataly World)

Inoltre FICO organizzerà corsi interattivi per apprendere i processi di trasformazione alimentare, le tecniche di lavorazione della terra e della cura degli animali. Il parco sarà visitabile in piedi o in bicicletta, da soli o con visite accompagnate, l’ingresso sarà gratuito.

Insomma, per usare una metafora culinaria, c’è molta carne al fuoco. Se ben sfruttata FICO può essere una grande opportunità per l’enogastronomia italiana, il rilancio delle produzioni tipiche del paese e la città di Bologna, diventando un modello per gli altri interventi urbanistici previsti in città (zero consumo di suolo, riconversione dei fabbricati esistenti, partnership con l’università, eco-sostenibilità e incremento dell’occupazione). Il FICO è quasi maturo, speriamo non sia d’india.

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