Ad oggi, SoundSight Training è l’idea più innovativa, futurista e affascinante di cui abbia avuto il piacere di scrivere.

SoundSight Training
SoundSight Training

SoundSight Training è una visione, una declinazione “altra” della realtà, una valida direzione verso cui costruire, un software e, inevitabilmente, una start up. Sul muro, accanto alle vaste scale del 38 di via Zamboni, è scritta una frase: “Se si sogna da soli, è solo un sogno; Se si sogna in due è la realtà che comincia”.

Irene Lanza è una ragazza di venticinque anni, un’amica e, da qualche tempo, CEO di SoundSight Training. In questi giorni è stata contattata e intervistata dalle maggiori testate nazionali per raccontare la storia di questo progetto. Io ho fatto altrettanto e le ho dato appuntamento in un piccolo bar nel centro di Correggio, luogo nel quale entrambi siamo cresciuti.

Irene arriva trafelata, scusandosi del ritardo con un sorriso radioso. Sono giorni frenetici e posso solo immaginarne le ragioni. Non è il caso di perdere tempo, perciò le chiedo di raccontarmi la storia di SoundSight training (trovate qui il canale YouTube).

“Tutto è nato da Marco e Henrik, rispettivamente medico e ingegnere informatico, che, da qualche tempo, stavano sviluppando una tecnologia utile ai non vedenti per “ricreare” mentalmente un campo visivo basandosi sul ritorno di onde sonore emesse dal soggetto”. Questo dice e subito penso alla scena del film Daredevil (2003) quando il supereroe, ancora bambino, benché già non vedente, davanti a un corrimano, sulla cima dei tetti di Manhattan, scopre di poter “vedere” gli oggetti che compongono lo scenario circostante basandosi esclusivamente sul suono che provocano all’urto o sulle vibrazioni che seguono da esso. “Esattamente. Pensa al principio del radar animale usato dai pipistrelli”.

Fantascienza, quindi? “No, macché. Stiamo parlando di abilità, qualcosa che chiunque potrebbe incrementare con la pratica”. Sarà che sono un po’ lento, ma non riesco a farmi un’idea di cosa accada concretamente nella “visuale” di un non vedente. Dal suo pc lancia il software SoundSight Training e mi fa indossare le cuffie.

“Ti faccio provare” dice.

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Church Level – SST

Sono dentro ad una chiesa. Mi trovo nella navata centrale e il riverbero del suono mi avvolge (nello specifico Blue Haze di Miles Davis, a basso volume, in filodiffusione nel salotto del piccolo bar), percepisco nettamente l’eco sia nell’orecchio destro che in quello sinistro, “Sarebbe meglio se fossimo in silenzio e il suono fosse uno schiocco di lingua”, dice, ma non credo sia colpa di Miles Davis. “Se però ci spostiamo a destra… ecco”, il mio alter ego virtuale è stato spostato nella navata laterale, il muro alla mia destra restituisce un suono più immediato, meno strascicato, poiché più vicino. “Se tu non vedessi, questo lo tradurresti come il trovarsi accanto al muro, è come se lanciassi una palla contro una superficie vicina, questa tornerebbe nelle tue mani in meno tempo, rispetto alla stessa palla lanciata lontano. La stessa cosa si verifica con le onde sonore. Come puoi notare, per chi vede, acuire l’udito è un doppio sforzo, ma per chi non vede è un’esigenza”.

Le chiedo se sia verosimile che un non vedente possa arrivare a padroneggiare perfettamente un “radar uditivo”, sembra effettivamente materia riservata alla Marvel. Irene sorride di nuovo, è un piacere farsi guidare nella realtà di questo programma, “Pensa a quando si deve insegnare a nuotare. Il bambino prende consapevolezza di trovarsi nell’acqua inizialmente in una piscina piccola, poco profonda. Poi, con la pratica, passerà a una più estesa e profonda, finché a un certo punto non lo spaventerà nemmeno il mare aperto”. Capisco che non è un caso se tra i primi tester ci sia la campionessa paralimpica Cecilia Cammelini che, per la cronaca, in pochi secondi ha saputo riconoscere la propria posizione tra due blocchi all’interno dello scenario basic del software.

Two Block Level - SST
Two Block Level – SST

“Parliamo di Training perché quello che offriamo è un processo educativo. SoundSight deve essere considerato come uno strumento ausiliare per favorire l’interazione con la realtà. Ad oggi, la tecnologia per non vedenti è assistiva o finalizzata all’intrattenimento, SoundSight, in questo senso, vuole offrire una tecnica che rimarrà al soggetto alla pari del saper nuotare o saper leggere”.

Le chiedo da dove sia nata l’idea. Mi racconta che Marco è presidente di una fondazione che collabora con il Cern di Ginevra per migliorare la vita attraverso la tecnologia. Si sono conosciuti proprio al Cern, dove Irene ha partecipato con un altro progetto (Irene è laureata in Ingegneria Gestionale), lì, oltre a Marco, che studia gli effetti del suono sulla mente dei non vedenti, conosce anche Henrik, ingegnere informatico tedesco, il quale studia metodi di sviluppo per software visivi, videogiochi e l’interazione del suono con l’ambiente circostante. Il modello di apprendimento attraverso SoundSight è basato sul challenging proprio dei livelli di difficoltà dei videogiochi.

Ecco, dunque, il deus ex machina, e tu? (sorrido a mia volta, è palese il livello di partecipazione di Irene al progetto ma, come ho già detto, sono un tipo poco sagace…) “Io ho sentito che questo progetto valeva il sacrificio e l’impegno. Perciò ho riempito gli spazi lasciati vuoti dal lavoro legato al dispositivo, del quale continuano ad occuparsi Marco e Henrik. Ho parlato con le famiglie che regolarmente affrontano i problemi di un individuo non vedente, mi sono fatta un’idea delle loro necessità, ho capito che oltre al device ci sono tante altre cose da gestire”.

SoundSight su Kickstarter
SoundSight su Kickstarter

Cosa possiamo fare noi? “Qualsiasi cosa che possa aiutarci, a partire da kickstarter, dove abbiamo lanciato una campagna di fundraising e per la quale accettiamo anche contributi da un euro. Cerchiamo collaboratori, supporters, qualsiasi cosa che possa permetterci di portare a termine questa prima parte del lavoro”. Un euro è una donazione minima o simbolica? “Entrambe. Questo è lo spirito che vogliamo trasmettere. Noi non vogliamo guadagnare dalla distribuzione del software. Se tutto andrà bene, sarà un software gratuito ed espandibile. Pensa a un libro di testo che si rinnova con sempre nuovi livelli di apprendimento”.

Soddisfatto, la lascio andare mentre risponde al telefono e mi lascia il suo biglietto da visita. Mi accorgo che SoundSight merita gli sforzi riservati alle cose da imparare, quelle cose che prima non ci sono e poi ci sono; quelle cose che, ci sembra, non sapremo mai e che, inaspettatamente, diventeranno cose di cui parleremo tutti i giorni.

“Avevo perso la vista. Ma guadagnai qualcosa in cambio. I quattro sensi che mi restavano si acuirono in modo soprannaturale. Ma la cosa più stupefacente… il mio udito sviluppò una specie di senso radar. Lassù, lontano dal frastuono delle strade, allenai il mio corpo e i miei sensi al massimo. Un acuto senso del tatto, mi dette forza ed equilibrio. Finché la città tutta divenne il mio campo da gioco. Ero il ragazzo senza paura.”

(Matt Murdock\Daredevil)

 

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