Percorrete con decisione Via del Pratello. Traditela, a metà, per Via Pietralata. Fermatevi al numero 75. Aprite la porta ed entrate. Pochi, semplici movimenti. Lo sforzo sarà minimo, l’esperienza unica.

Al Rovescio inizia tutto con il bere. Acqua, ovviamente. Non impressionatevi. Depurata, fresca, servita in una brocca semplice, che tuttavia metterà subito le cose in chiaro. Nell’osteria che avete scelto, recita la brocca, si gustano “cibo, vino e arte”.

Iniziamo dal cibo, dunque. Per scrivere il menu, i proprietari aspettano, ogni mese, le indicazioni della terra. Danno la priorità a prodotti locali, freschi, ricchi di sapore. Gli ingredienti, attentamente selezionati e mescolati con cura, possono così dar vita a composizioni capaci di soddisfare ogni tipo di palato.

Basta con le divagazioni, è giunto il momento di passare a esempi concreti. Il menu di dicembre (così come quello che verrà scritto a gennaio e nei mesi successivi) prevede pochi piatti, autentici, sinceri. Per iniziare, potreste farvi tentare da un ricco tagliere di salumi e formaggi, accompagnati da pane morbido, caldo, che invita ad essere afferrato, dal sacchetto formoso in cui si nasconde. In alternativa, potete optare per un antipasto dei quartieri alti: tortino di tofu e spinaci alle erbe aromatiche su crema di riso e zafferano.

Procediamo con i primi. Davanti a voi si aprono tre possibilità: una simpatica “lasagnetta” con ragù di salsiccia di bufalo e cavolo nero, un piatto delicato di ravioli ripieni di ricotta e cardi su crema di parmigiano, oppure, come terza opzione, una ricca porzione di gnocchetti rossi di patate con broccoli saltati su crema di cicoria piccante.

Per i secondi, largo alla carne, tutta scrupolosamente selezionata, e alle pietanze vegetariane: guancia di vitello, pancetta di maiale, pasticcio di porri con ragù di seitan. Il Rovescio è attento a tutti i palati.

Pensate che sia finita? Non avete considerato la tenerina al cioccolato fondente con crema di mascarpone. Vi guarda dal menu, con i suoi occhioni marroni scuri, sembra dirvi: “È il momento. Non indugiare. Pronuncia il mio nome. Non te ne pentirai”.

Per quanto riguarda il vino, dovrete valutare se bere un buon bianco, se stuzzicare le papille con le bollicine, se optare per un rosato o per un rosso deciso.

Ed ora, piccola digressione sulle birre artigianali. Tre, in particolare. Innanzitutto, la B.I. Weizen: un vero e proprio salvavita, il boccale in cui trovare ristoro, arrivati alla fine di una giornata lunga e faticosa. Ordinate una B.I. Weizen e il vostro bisogno di refrigerio sarà appagato, fidatevi. Per i clienti più temerari, esiste Amber Shock: birra inebriante, seducente, capace di far perdere la cognizione del tempo e dello spazio e di trascinare in un vortice di sensazioni impossibile da spiegare a parole. Infine, Tipolis. Potrebbe a prima vista sembrare la scelta più semplice, sicura, quasi banale. Al contrario, questa birra è capace di lasciare il segno: equilibrata, elegante, è perfettamente in grado di accompagnarvi per tutta la serata, regalandovi i suoi profumi e sapori unici, capaci di far “innamorare a primo gusto” il vostro palato.

Non saranno solo il cibo, il vino e la birra a farvi apprezzare il locale. Manca ancora un tassello: l’arte. Quadri alle pareti, fotografie in bianco e nero, sedie decorate con il volto di persone, latte con cui macchiare il caffè, servito in una piccola bottiglietta di vetro capace di riportarvi con la mente alle magiche atmosfere della campagna… nulla, al Rovescio, è casuale. Regno della creatività, è capace di guardare ogni cosa dal lato più originale, divertente, assolutamente unico.

Dategli una possibilità, non ve ne pentirete.

 

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