Benvenuti a Bologna la Dotta, città dell’Alma Mater Studiorum, dove ogni anno migliaia di giovani giungono all’ombra delle due torri per iniziare la loro avventura universitaria.

Secondo i dati raccolti dall’Università nell’a.a. 2016/2017 sono stati più di 60.000 gli studenti che hanno scelto l’ateneo bolognese, con numeri in crescita per quest’anno.

Anch’io da settembre mi sono fatto affascinare dalle sue forme tonde, dai suoi lunghi portici e dalla sua aria bohemienne. Una città piena di vita, dove si respira cultura in qualsiasi angolo. Un luogo accogliente, solidale ed inclusivo.

Ma, non è tutt’oro ciò che luccica.

Nei mesi precedenti al mio trasferimento ogni qualvolta conoscevo persone che già abitavano a Bologna, mi sentivo ripetere (come una litania): stai già cercando casa?” “devi cercare casa mesi e mesi prima” “è impossibile trovare casa a Bologna.

Le raccomandazioni che mi erano state fornite mi sembravano esagerate.

Mi sono bastati i primi mesi in città per capire quanto la situazione fosse davvero allarmante.

Ho visto amici e conoscenti cercare casa per mesi, pagare cifre esorbitanti ad ostelli, B&B, affittacamere o, nelle situazioni peggiori, rinunciare al loro sogno universitario e tornare nelle città d’origine.

A chi e a cosa possiamo attribuire le colpe?

In primo luogo, ai proprietari degli immobili. Questi, approfittando degli studenti, rincarano sempre di più gli affitti, raggiungendo cifre esorbitanti, per delle case (o sottospecie) molto spesso in pessime condizioni o con livelli di sicurezza assai discutibili.

Ad infilare il coltello nella piaga ci pensano gli studenti stessi. Quest’ultimi effettuano delle selezioni ai livelli di un colloquio lavorativo. Selezioni che molto spesso sono discriminatorie. Sarà capitato a tutti voi di imbattervi in annunci contenenti:

“NO Animali”;
“NO Fumatori”;

“NO Uomini”;
“NO Matricole”;
“NO Dams/Lettere”.

La scelta di un nuovo coinquilino non dev’essere semplice. La verità, oltretutto, è che i provini esistono da sempre. Erano semplicemente meno limitanti, rispetto ad oggi, perchè l’offerta, a prezzi “modici” rispetto alle cifre odierne, era molto più grande. Era più difficile trovare un coinquilino che una stanza.

Oggi, chi ha un tetto sopra la testa dovrebbe addolcirsi. In quei 10/15 minuti di colloquio ti scrutano alla ricerca dei difetti più reconditi, dimenticandosi che non sei solo quei 15 minuti di convenevoli, sei molto di più. Magari hai anche dei pregi, potreste avere un sacco di cose in comune.

Il problema è che, a partire dagli annunci, le frasi, le domande, i gesti…è tutto frutto di pregiudizi quasi istituzionalizzati.

Si sa:

Gli uomini sono più sporchi delle donne.

Troppe donne in casa si tireranno i capelli.

Se sei erasmus fai festa tutte le sere.

Se hai un animale domestico sei una persona sporca e il tuo animale è una belva selvaggia che distruggerà qualsiasi cosa.

Se sei matricola fai festa tutte le sere…con gli erasmus.

Se studi il Dams o Lettere potresti essere fastidiosamente troppo creativo.

É paradossale per una città aperta e accogliente come Bologna.

Quale potrebbe essere la soluzione a questo problema?

Innanzitutto sdoganiamo tutti quei luoghi comuni che influenzano la scelta. Cerchiamo di conoscerci in modo intelligente, non regaliamo 15 minuti all’apparenza.

La cosa più importante, però, è che le istituzioni debbano facilitare la ricerca della casa, perché gli studenti rappresentano a livello economico, sociale, politico una risorsa per il panorama bolognese.

Benvenuti a Bologna la Dotta e buona ricerca delle “case fantasma”.

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