Aule studio bolognesi: Via Petroni

Aule studio bolognesi: Via Petroni

Inaugurata (per ultima, tra le aule studio dell’ateneo) nel 2012 dalla coppia Dionigi-Nicoletti, da svariati mesi la famigerata auletta bianca di via Petroni 13, aperta da Lunedì a Domenica dalle ore 9 alle 23, è la mia abituale sede di studio. Molti mi hanno chiesto il perché di questa scelta. La ragione per cui questa domanda mi viene posta risiede nella triste nomea di questa sala. In questa repulsione sta proprio il motivo della mia affezione. Nessun amico-disturbatore si è mai attentato a entrarci, nonostante l’assoluta innocuità di questa aula.

L'ex-Rettore Dionigi inaugura l'aula studio

L’ex-Rettore Dionigi inaugura l’aula studio

Non amo particolarmente studiare con conoscenti a fianco, proprio perché la logica filosofica mi impone una scelta ben precisa: o si desidera l’amico o si desidera lo studio. L’amico è infatti l’equivalente umano dello smartphone. Il rendimento dello studio, in presenza di questi due fattori, diminuisce di un buon 40%. Quando mi viene posta questa domanda, io rispondo sempre “in via Petroni”, e l’amico subito risponde “no allora no” e se ne va. La domanda è: “Dove vai a studiare, che vengo con te?”. Via Petroni funge più o meno come gli incantesimi che distolgono i Babbani dall’avvicinarsi al luogo in cui si svolge il Torneo mondiale di Quidditch nel quarto di Harry Potter. Improvvisamente si ricordano di un impegno o di qualcosa che distoglie la loro attenzione.

La ragione per cui lo fanno risiede nell’impressione di sporco che la saletta si porta dietro. E’ vero, non è esattamente pulita, ma ho visto di peggio. Altri motivi potrebbero essere il vago senso di claustrofobia che si prova con quel soffitto basso e scaleno oppure l’impressione di essere in una sala d’aspetto di un ospedale, con tutto questo bianco accecante e in fondo sgradevole. In realtà, Via Petroni ha più vantaggi che svantaggi. E questo articolo apologetico vuole dimostrarlo.

Una delle salette di Petroni... sorprendentemente pulta

Una delle salette di Petroni… sorprendentemente pulita

Sfortunatamente non tutti gli amici vengono scoraggiati da Via Petroni. Questo, a mio modesto avviso, è il principale nucleo di debolezza della sua comodità. In Via Petroni vige un rilassato clima di amicizia e colloquialità. Ad alcuni piace questo aspetto. E’ la ragione per cui credo sia l’unica tra le aule studio in cui potresti davvero fare amicizia, senza bisogno di portarti un amico. Le amicizie sorgono spontanee in questo luogo. Io stesso, che sono molto asociale quando studio, rischio di cadere in questa trappola. L’aspetto deteriore sta nel fatto che spesso il chiacchiericcio e il rumore dell’allegra brigata di Via Petroni supera i limiti consentiti dalla decenza.

Detto ciò, la nostra auletta è la migliore tra quelle che finora ho sperimentato. Per vari motivi, tra cui la presenza di una comoda doppia uscita (in realtà una banale uscita d’emergenza trasfigurata dai fumatori e dai passanti), che collega via dei Bibiena a via Petroni. La centralità stessa della sala, la presenza di tante postazioni (100), tutte munite di prese elettriche. Una buona illuminazione (non sempre) e un accettabile livello di temperatura pareggiano la disastrosa situazione dei bagni, specie quello degli uomini, dove la porta non si chiude, eppure ci sono il sapone e l’acqua calda.

La saletta vista da fuori

La saletta vista da fuori

A Petroni si svolgono attività associative (micidiali per la concentrazione) e trionfa il volantinaggio, il che mi permette di avere sempre una riserva di fogli bianchi dove appuntare le mie note quando studio. Non solo: tre macchinette che vengono rifornite quotidianamente appena apre l’aula arrecano sollievo a chi si stia annoiando. In Via Petroni hanno sede fissa anche una serie di personaggi ormai noti che stazionano ai due computer e che aggiungono colore e simpatia al clima della sala. In questo Consiglio di Amministrazione mi sento di ricordare Dante, un ragazzo che in genere chiede gli auricolari agli studenti e ogni tanto va in giro offrendo pizza da un cartone di PizzaBo.

Sconsiglio Via Petroni a chi abbia mal di schiena, le sedie sono comode, ma i tavoli sono bassi. Ma al di là di questo non la sconsiglio per niente. Se finora sono riuscito a mantenermi in corso col mio piano di studio è anche, e soprattutto, grazie a lei. Che il Rettore la benedica.

Giovanni Cigarini

Giovanni Cigarini

“Il giornalismo non è il mio mestiere, è un aspetto del mio mestiere”, diceva Dino Buzzati. Lui lavorava a Milano, dove la vita è frenetica, io vivo e scrivo a Bologna, dove si può riflettere sull’esistenza nelle osterie. Nel tempo libero studio Italianistica.

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